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Interviste

È quasi magia, Cristina!

“Civico 20 News” intervista Cristina D’Avena, la cantante più amata dai bambini (di tutte le età)

12 Settembre
08:30 2018

In occasione dell’ultimo appuntamento della rassegna estiva “Un’estate da vip”, organizzata dal Centro Commerciale “Gli orsi” di Biella, Civico 20 News ha potuto intervistare Cristina D’Avena, splendida e cristallina nel suo raggiante sorriso senza tempo.

La cantante bolognese, con quel timbro dolce e giocoso che ha rappresentato la voce dell’infanzia per tre generazioni di bambini, è stata accolta da un Pubblico emozionato e numerosissimo. Tanti ovviamente i piccoli e i ragazzi accompagnati dalle famiglie. Tantissimi però anche i “bambini di ieri”, desiderosi di riagguantare gocciole di sogni che si credevano dimenticati, ma che in realtà ancora albergano nei cuori, forse un po’ ingrigiti, dell’età adulta. Tutti intenti a cantare, saltare e battere le mani: perché tutti, quando tornano monelli sulle note di Cristina, “sono affezionati, ed innamorati, e pensan sempre a Te”…

 

Cara Cristina, cominciamo subito con una domanda difficile… Quale effetto Ti fa sapere che generazioni di bambini hanno sognato sulle note delle Tue canzoni, entusiasmandosi e, chissà, magari traendo dai cartoni stimoli e idee per la loro vita futura…?

È davvero una sensazione molto, molto emozionante. Tanti giovani mi hanno addirittura raccontato di essersi affacciati allo sport con i miei cartoni, per esempio guardando “Mila e Shiro” oppure “Holly e Benji”. E mi hanno detto di aver scelto quel tipo particolare di sport proprio per via del cartone. Inoltre, tanti fans che sono cresciuti con me effettivamente mi scrivono e mi narrano di come le mie canzoni abbiano accompagnato il loro percorso scolastico, fino alla scelta dell’Università. Sì, certo: sono davvero molto emozionata e questa consapevolezza mi fa molto piacere…  

Cristina, la Tua vita e la Tua carriera sono segnate dall’amore e dalla dedizione per i bambini… Studiavi Medicina, come il Tuo babbo Alfredo, e pensavi di specializzarTi in Neuropsichiatria infantile…

Sì, è vero...

Poi il successo e l’affetto dei Tuoi fans, di tutte le età, Ti hanno suggerito di sospendere, almeno momentaneamente. In fondo però, il Tuo sogno e la Tua vocazione sono rimaste immutate: in questi 36 anni di carriera non hai fatto altro che curare e allietare le menti e i cuori di grandi e piccini…

Vero. Sì, è proprio così. Non ho finito gli studi, li ho sospesi, dato che mi mancano solo gli ultimi esami. Comunque, anche se non sono riuscita ad arrivare al mio obiettivo, ci sono arrivata lo stesso. Perché davvero, con le medicine dell’allegria e della Musica riesco veramente a curare l’anima delle persone… Dei giovani, soprattutto. E sono tanto felice di questo…

Dai “Puffi” a “Occhi di gatto”, da “Kiss me Licia” a “Lady Oscar”, passando per “Mila e Shiro”, “Sailor Moon” e centinaia di altre sigle. Anche questa domanda, Cristina, è difficile. Sappiamo che tutte le canzoni sono state importanti per Te, ma ne esiste una a cui sei particolarmente legata?

Sì. Naturalmente “Kiss me Licia”… Guarda, “Kiss me Licia” è forse la sigla che io amo di più in assoluto, anche perché ho impersonato fisicamente Licia nella serie tv “Love me Licia”. Ero Licia in carne e ossa… e dunque me la sento proprio dentro. Per me è una sorta di seconda Cristina…, oppure Cristina è una seconda Licia… Cristina-Licia, Licia-Cristina, non lo so… Per esempio, prima un ragazzo mi ha fermata e mi ha detto “Ciao Licia”…, giusto per farti capire.

Senti Cristina, una volta hai dichiarato di apprezzare nei cartoni soprattutto la leggerezza, intesa come capacità di far sognare, e di far sorridere… In questa incupita epoca di pragmatismo quasi spasmodico, non dovremmo tutti riscoprire un po’ il bambino che è in noi? Recuperando così la capacità di entusiasmarci per le cose più piccole e autentiche, come l’incontrarsi per caso in un giorno di pioggia, oppure giocare una partita di pallavolo…?

Sì, come anche giocare a “1, 2, 3, stella” oppure, per esempio, mettersi a giocare con le cose più semplici Beh…, magari. Adesso i ragazzi sono un pochino più sofisticati. Quindi non si emozionano più nel giocare in questo modo semplice e genuino, facendo la gara con le macchinine oppure accudendo le bambole. Non è proprio così… Peccato! Invece, secondo me, avremmo proprio bisogno tutti quanti di tornare un pochino indietro nel tempo… Dovremmo tornare a sognare, e soprattutto tornare a sognare con le cose più semplici… E a giocare con le cose più semplici: perché sono quelle le cose che ci aiutano a ragionare e ad apprezzare quello che si ha. Così come ad affrontare i dispiaceri della vita. 

Cara Cristina, si può dire che Tu abbia iniziato la Tua carriera all’età di tre anni e mezzo, partecipando allo Zecchino d’Oro con la canzone “Il valzer del moscerino”. Quale ricordo conservi di due personaggi straordinari, Cino Tortorella e la Signorina Mariele Ventre, maestri ed esempi di una televisione buona ed educatrice, che forse non esiste più…?

Cino e Mariele… Loro sono state due persone meravigliose, che mi hanno veramente accompagnata durante tutta la mia vita. Dall’infanzia all’adolescenza: perché io sono sempre rimasta con loro, e loro mi hanno dato davvero tanto tanto a livello umano. E poi anche a livello professionale… Per esempio la Signorina Mariele mi insegnava, mi dirigeva e mi consigliava. Così come Padre Berardo, fondatore dell’Antoniano, che per me è stato una figura importantissima… Lo vedevo quasi più di mio Papà, che faceva il Medico. Andavo sempre a lezione all’Antoniano, tutti i giorni, e c’era sempre Padre Berardo che mi accoglieva e mi faceva giocare…

E con Topo Gigio, com’era il rapporto? Vi strapazzavate sempre di coccole…?

Sì, per me è stato un bel personaggio… Con Maria Perego…, che oltretutto è ancora con il suo Topo Gigio a lavorare, nonostante l’età. Quindi…, sì, ho diviso e condiviso con lui tutta la mia vita. Sono cresciuta un po’ con lui, come tutti gli Italiani… e insomma lui per tanti anni è stato il mattatore dello Zecchino d’Oro. È tornato l’anno scorso, dopo anni di assenza. Quindi, sì, per me Topo Gigio è un personaggio. In più ho cantato anche la canzone di Topo Gigio…

Già, che bello. Senti Cristina, come pensi sia cambiato lo Zecchino d’Oro in questi anni? Forse anche a causa del poco spazio che ultimamente era stato dato a Cino...

Diciamo che nella scorsa edizione lo Zecchino, anche grazie alla direzione artistica di Carlo Conti che poi mi ha voluta tra gli ospiti della Giuria, è secondo me molto riuscito. Penso che abbia raggiunto molta più credibilità e molto più Pubblico rispetto agli anni precedenti. È diventato un pochino più semplice, un po’ quello che in realtà tutti vogliamo. Non abbiamo bisogno di chissà che allo Zecchino d’Oro. Basta la genuinità: abbiamo i bambini e abbiamo le canzoni.

E anche le semplicissime palette con cui votare le canzoni, sollevando alte le mani…

Esatto! Si votano le canzoni, non i bambini. Questo noi lo diciamo sempre.

Cristina, al momento stai promuovendo il Tuo ultimo album, “Duets – Tutti cantano Cristina”, in cui presenti il riarrangiamento di 16 sigle, cantate duettando con altrettanti artisti del panorama canoro italiano. Quando potremo, però, rivederTi finalmente in televisione, all’interno di un contenitore per ragazzi come sono stati “Bim bum bam” e il “Game boat”?

Spero presto. Eh…, spero presto. Ci stiamo lavorando, speriamo.

Magari in concomitanza con l’uscita di un nuovo album, di un “Duets 2?

Certamente ci sono un po’ di idee. Dai, vediamo un po’…

Grazie davvero Cristina! Per concludere, quale pensiero vorresti rivolgere ai bambini di ieri e soprattutto a quelli di oggi?

Quello che dico a tutti. Cercate veramente e sempre di sorridere, e soprattutto di non crescere troppo in fretta, di non avere la fretta di diventare grandi…, ma anzi di godere l’età che si ha. Perché non torna più. Anche se poi si prova a tornare indietro, la verità è che indietro non si torna. Quindi, quando si è bambini bisogna cercare di rimanere bimbi, di godersi le cose che si hanno, e soprattutto di fare i bambini… Fare i bambini… La vita di una persona è come l’estate e l’inverno: l’estate è corta, l’inverno è lungo. Così l’infanzia è breve, mentre poi, dopo, la nostra vita da adulti, da grandi, è lunga… Allora, io dico, questo pezzettino di vita godiamocelo per quello che è, e cerchiamo di rimanere piccoli… Tanto, per diventare grandi si ha tempo…

Ancora grazie, Cristina… Sei eccezionale.

Grazie di cuore. Vi voglio bene.

 

Probabilmente nessun altro artista è riuscito, come lei, a entrare nelle case di tutti gli Italiani, facendo cantare le Famiglie, bambini e genitori. Facendo loro capire “che un tesoro c’è nel fiore accanto a te”, e che lo scoprirsi capaci di sognare con le cose semplici un “dolce sentimento è”… E “sempre sempre così sarà per quanti si faranno commuovere da un sorriso, che “nel loro pensiero ora c’è” mentre “il loro cuore palpita d’amore”. Cristina D’Avena ci ha insegnato ad amare il bambino che è in noi, perché l’infanzia “è una luce abbagliante, dura solo un istante”. Crescendo, “poi c’è il rombo del tuono, che tremendo frastuono” e “in un attimo il silenzio c’è”. Col rischio di veder dileguarsi e scomparire i propri sogni. I cartoni animati ci insegnano a resistere, a conservare un po’ la leggerezza dei piccoli. Essi sono come “mille stelle” che “volan fuori come farfalle” dal magico cilindro dei ricordi. Se lasciate libere di volare “han formato l’arcobaleno”: e “tutto splende, oh che incanto”! Grazie, “magica, magica” Cristina!!!

La Redazione e i Lettori di Civico 20 News desiderano ringraziare anche lo Staff di Cristina D’Avena, che con disponibilità e gentilezza ha reso possibile la realizzazione di quest’intervista.

 

(Fotografie realizzate, previa autorizzazione, da Civico 20 News; immagine in chiusura tratta da La Gazzetta dello Spettacolo)

 

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