Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

Interviste

La difficile arte del banchiere

“Civico 20 News” intervista il Prof. Beppe Ghisolfi, Vicepresidente e Tesoriere del Gruppo europeo delle Casse di Risparmio

13 Settembre
08:00 2018

Come preannunciato su queste stesse colonne, pubblichiamo qui di seguito la doviziosa intervista rilasciata a Civico 20 News dal Prof. Beppe Ghisolfi, docente, giornalista, scrittore e banchiere di levatura internazionale. Ghisolfi – con un prestigioso passato come Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano, nonché Vicepresidente di ABI e ACRI – ricopre attualmente l’autorevole incarico di Vicepresidente e Tesoriere del Gruppo europeo delle Casse di Risparmio (Esbg). La Sua presenza rientra nell’ambito della conferenza-dibattito “Meglio occuparsi di Finanza, lei si occupa comunque di te!”, organizzata dalla Fondazione Pacchiotti di Giaveno come nuova tappa del progetto “Parco turistico-culturale di Giaveno e della Val Sangone”. Con l’occasione, il Prof. Ghisolfi ha altresì annunciato la prossima pubblicazione del Suo nuovo libro. Intitolato “Lessico finanziario”, esso (sempre edito da Aragno) si accredita come il naturale prosieguo dei due ultimi long sellers: “Manuale di Educazione finanziaria” (2014) e “Banchieri” (2018), la cui diffusione ha ormai travalicato i confini continentali.

 

 

Professor Ghisolfi, nella prefazione al Suo libro “Banchieri”, il Presidente Antonio Patuelli si riferisce alla crisi che ha colpito l’Occidente nel corso dell’ultimo decennio come a una “crisi d’identità”, con risvolti negativi a cascata sugli istituti di credito e, più in generale, sul risparmio. A questo proposito, come crede che gli Italiani dovrebbero oggi investire i propri risparmi? Come pensa sia cambiato il concetto di “risparmio”?

La situazione è senza dubbio complessa. Come sostiene Patuelli, in un’epoca, questa, di pragmatismo quasi senza principi, in cui si è drammaticamente registrato un brusco allontanamento dai valori alti – i quali in ultima analisi sono poi gli aspetti fondamentali della crescita sia umana sia civile – anche il concetto di risparmio è andato incontro a una brusca deriva. Oggigiorno la società è veloce, frenetica, per colpa o per necessità protesa in modo miope verso il soddisfacimento dell’ “hic et nunc”, e quindi non troppo attenta a immagazzinare beni durevoli in previsione del futuro. Anche se, aspetto che in fondo non stupisce più di tanto, coloro i quali sono abituati a risparmiare risparmiano, in realtà, ancora di più. Discorso analogo, in senso contrario, per i prodighi.

Insomma Professore, una sorta di “polarizzazione” dei ruoli di formica operosa e cicala canterina…

Sì, se vogliamo possiamo vederla in questo modo. 

Con il caveat, tuttavia, di quanto – soprattutto in Italia – la costruzione di ricchezze e piccoli patrimoni venga oggi osteggiata da un Fisco quasi predatorio. Si pensi solo al tracollo che, a partire dal 2011, ha investito il settore dell’immobiliare. Decenni addietro risultava conveniente investire nel mattone, oggi la situazione è diversa. Eppure, l’art. 47 della Costituzione italiana asserisce che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio”…

Purtroppo è vero. A quanti mi chiedono consigli sul modo di impiegare i propri risparmi, io suggerisco sempre di puntare su di sé e sui figli. Ciascuno di noi, nel corso dell’esistenza, acquisisce un certo numero di conoscenze e di nozioni. Ebbene, è necessario partire da queste, per tradurre quanto si è appreso in denaro. In questo senso, assolutamente cruciale risulta il ruolo della Scuola, ove si dovrebbe davvero iniziare a impartire nozioni base di Educazione finanziaria. Mi batto da anni affinché quest’istanza venga portata avanti anche dalla televisione, e continuerò a farlo. In quanto ai problemi che zavorrano i settori specifici, compreso quello bancario, spetterebbe alla Politica porvi rimedio. È assolutamente comprensibile che i risparmiatori non abbiano più fiducia.

Professor Ghisolfi, Lei ha appena utilizzato il termine “fiducia”. Che cosa vuol dire, oggi, aver fiducia in una banca?

Ho posto la stessa domanda a Gian Maria Gros-Pietro, uno dei 35 illustri colleghi dei quali ho raccolto l’esperienza nel mio libro “Banchieri”. Direi che oggi la fiducia si basa sull’esperienza diretta e sulla valutazione preventiva dei rischi. Faccio un esempio: dopo essere stato per un certo tempo cliente di un determinato istituto di credito, è proprio l’esperienza del vissuto a suggerirmi se di quella banca ci si possa fidare oppure no. Chiaramente questo è un criterio, per quanto importante, soggettivo ed “ex post”. La valutazione dei rischi dovrebbe invece rasserenare gli animi a priori: infatti, checché se ne dica, nessun altra impresa è sorvegliata in modo così capillare e pervasivo come una banca. Inoltre la vigilanza non si limita alla mera osservanza delle regole: di ciascun istituto creditizio viene valutata la solvibilità, nonché la capacità di offrire ai propri clienti percorsi d’investimento appropriati e diversificati. In quanto al dibattito che si era innescato in seguito al fallimento di Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Chieti, Cassa di Risparmio di Ferrara, con l’aggiunta di Monte dei Paschi e delle altre due banche venete, certo gli errori manageriali devono essere accertati e puniti. Tuttavia si tratta di 7 casi, 7 casi su 520: anche di questo dato bisognerebbe tenere conto.  

Parlando ancora di “fiducia”, Lei è stato per oltre quarant’anni Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano, oltre a ricoprire attualmente il ruolo di Vicepresidente del Gruppo europeo delle Casse di Risparmio. Come presidii sul territorio, le Casse di Risparmio godono secondo Lei di maggior fiducia?

Sì, certo. Le Casse di Risparmio sono maggiormente radicate sul territorio, in un certo senso ne costituiscono uno degli emblemi. Inoltre sono in grado di innescare un senso di appartenenza, quasi di orgoglio, non disgiunto da un certo qual sentimento mutualistico. Quest’affezione è condivisa anche al di fuori dei confini nazionali: come da noi, le Casse di Risparmio sono improntate allo sviluppo e alla crescita delle economie regionali, laddove promuovono risparmi e investimenti. Chiaramente la legislazione di riferimento è diversa a seconda del Paese di origine. Dunque, che sia una Cassa di Risparmio in Italia, una Caisse d’Epargne in Francia, la Caja in Spagna o la Sparkasse in Germania, il contesto economico-politico nazionale di appartenenza influenza tanto la capacità reddituale delle banche quanto le loro strategie di sviluppo sul lungo periodo.

Professore, rispetto alla tematica delle Casse di Risparmio, nell’introduzione al Suo best seller “Banchieri” Lei narra, in primis, di uno specialissimo aneddoto, occorsoLe in presenza di Sua Santità Benedetto XVI…

Sì, è stata davvero un’esperienza intensa e stupefacente. All’epoca mi era stata concessa l’opportunità di incontrare Benedetto XVI, oggi Papa Emerito. Padre Georg mi aveva raccomandato di non parlare, rispondendo solo a eventuali domande poste dal Pontefice. Promisi. Una volta giunto in presenza di Sua Santità, il desiderio di poter interloquire con Lui fu però troppo grande. Gli tratteggiai con poche frasi la mia vita, spiegandoGli che ero Presidente di una delle numerose banche territoriali. Benedetto XVI ascoltò con disponibilità, per commentare, subito dopo, affermando che le banche territoriali “sono quelle più vicine ai bisogni della gente”… Potete immaginare la sorpresa. Motivata, comunque, dalla consapevolezza della sensibilità e competenza di Joseph Ratzinger. Davvero un grande Pontefice. Pochi minuti più tardi, la frase era stata ripresa da tutte le Agenzie.

Professor Ghisolfi, come crede che debba configurarsi il rapporto tra mondo bancario e Politica? In “Banchieri” Lei riporta un contributo di Fabrizio Palenzona, stante il quale “senza Politica, da Atene in poi, non si fa nulla, e non si arriva da nessuna parte […] Della Politica è impossibile fare a meno: o la fai o la subisci. È come l’aria: o è pulita o respiri male”…

Sono un einaudiano convinto, per cui, mutuando il pensiero del compianto Presidente, tendo a voler tenere il più possibile disgiunti i due ambiti, limitando le interferenze. Tuttavia è innegabile come la Politica pesi, oggi più che mai. È la Politica che scrive quelle leggi cui gli istituti di credito devono poi attenersi, per buone o cattive ch’esse siano. E se la Politica non conosce il lessico e l’ambito finanziario in cui si prefigge di operare, ecco innescato il cortocircuito. Già di per sé l’incompetenza è nociva: se poi a essa aggiungiamo il diffondere slogan inconsistenti, senza prima informarsi, il quadro si complica ancor più. Quanti hanno minimizzato l’importanza dello spread? Peccato che la salita di questo parametro economico comporti la crescita degli interessi che lo Stato paga sul debito, e conseguentemente del debito stesso. I titoli si svalutano e il patrimonio delle banche scende. Queste sono dunque obbligate a ridurre i prestiti erogati alla clientela, alzando al contempo i tassi d’interesse su quelli in essere. Risultato? Se lo spread sale, salgono anche le rate del nostro mutuo. Quindi lo spread conta, eccome. Se vogliamo, qui ritorna l’argomento di prima, riferito all’Educazione finanziaria.

Non disponiamo degli strumenti conoscitivi basilari per leggere e interpretare correttamente la realtà economica con cui ci misuriamo…

Esattamente. Addirittura, secondo una recente statistica dell’ACRI, il 96% degli Italiani non conosce il significato di espressioni quali “diversificazione finanziaria” o “obbligazione subordinata”… Non curandosi peraltro di capire che cosa sta realmente firmando quando la banca gli sottopone un documento. Diversamente, all’atto di acquistare l’ultimo modello di telefono cellulare, tutti si pongono sempre decine di domande… L’idea dei miei libri nasce proprio da questa amara constatazione, e dalla volontà di stimolare un sano interesse per gli argomenti che riguardano l’Economia. Bisogna che tutti ne maneggino un minimo i termini, così da poter essere padroni del proprio destino. Anche mia Zia Lucia, che ha 94 anni, è diventata oltremodo informata. L’unico concetto che non riesco a farle capire è quello di deflazione: infatti non si capacita del perché sia un male andare incontro a una discesa dei prezzi… Per il resto, ha ben compreso tutto!

Professor Ghisolfi, quali sono i testi che ritiene abbiano maggiormente influenzato il Suo percorso professionale?

Nella vasta messe della Letteratura economico-finanziaria, mi sentirei di additare le pietre miliari: Adam Smith e John Maynard Keynes su tutti.

Nel volume “Banchieri”, Lei ha tratteggiato il cursus honorum di 35 Suoi eminenti colleghi. La domanda potrebbe apparire di primo acchito un po’ generica, tuttavia come si sente di presentare e definire, oggigiorno, la professione di banchiere? Insomma, banchiere si nasce oppure si diventa?

Enrico Cuccia era solito dire che quella del banchiere “è una chiamata, una predestinazione”. Secondo Enrico Salza, invece, a un profilo professionale di questo tipo si perviene avendo “il coraggio di sognare”. Personalmente, sono anch’io fermamente convinto del fatto che volontà e determinazione nella vita siano tutto. Da bambino, all’età di sette anni, udii una conversazione fra i miei genitori: mio padre, commerciante di granaglie, lamentava il fatto di essersi sentito rifiutare un prestito dalla Cassa di Risparmio di Fossano, la nostra banca. Gli chiesi a chi, in ultima analisi, fosse in capo la decisione. Mi rispose “Al Presidente”. Ebbene, quel giorno decisi che anch’io sarei diventato Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano. Mamma e Papà mi misero in guardia, suggerendo di non farmi troppe illusioni: il percorso sarebbe stato lungo, complesso e difficile da approcciare per una famiglia semplice come la nostra. E invece ci sono riuscito: non solo ho ottenuto la carica di Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano, ma l’ho conservata per ben 41 anni!
Nello specifico di quanto viene raccontato all’interno del libro, alcuni profili presentano un’impronta marcatamente internazionale: penso, per esempio, a Gabriele Galateri di Genola oppure a Franco Valeri. Altri hanno una signatura più localistica. Tuttavia l’impegno e la caparbietà richieste sono comuni a tutti, a prescindere dai rispettivi percorsi. Così come sono comuni – e tante – le responsabilità.  

Professor Ghisolfi, ora che ricopre l’incarico di Presidente e Tesoriere dell’Esbg, quali sono i Suoi progetti per il futuro? Nella fattispecie, per quanto concerne il Suo impegno in Italia...

Prossimamente dovrò spostarmi per lavoro fra Bruxelles e Washington, sedi del Gruppo europeo delle Casse di Risparmio. Tuttavia non verrò meno alla missione cui ho dedicato tanti anni della mia vita, ovvero l’Educazione finanziaria. In questo senso, la pubblicazione del mio prossimo libro, “Lessico finanziario”, rappresenterà un ulteriore tassello. Ho chiesto a 150 colleghi, ciascuno tra i massimi esperti mondiali per quanto concerne una specifica tematica, di argomentare ed esporre al Pubblico il significato di altrettanti termini usati tradizionalmente nel gergo economico. È fondamentale che i cittadini imparino davvero a comprendere ciò di cui si parla, rifuggendo da proclami urlati e semplicistici. Del resto, ricordando il titolo del convegno, meglio occuparsi di Finanza, in quanto lei si occupa comunque di noi! In ogni caso, non mi mancano che pochi contributi: presto il libro sarà concluso.

In proposito, è meritevole rimarcare l’importante funzione educatrice svolta dalla Fondazione Pacchiotti di Giaveno, la cui missione è quella di “produrre valori per testimoniare valori”.

Assolutamente sì. Sono lieto di aver partecipato all’incontro. Iniziative encomiabili come questa organizzata dalla Fondazione Pacchiotti, necessitano di essere diffuse e conosciute, affinché le si possa proseguire, dandovi seguito con progetti duraturi, estesi e di lungo respiro.

Grazie per la Sua disponibilità, Professor Ghisolfi. Ci complimentiamo ancora con Lei e Le esprimiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro.

Grazie a tutti i Lettori di “Civico 20 News” per l’attenzione.

 

(Fotografia in copertina tratta da TargatoCN)

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo

comments powered by Disqus