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Economia e finanza

Europarlamento e diritto d’autore: capitolo non ancora chiuso

Avanzano tuttavia segnali contro il "laissez faire" digitale

14 Settembre
08:30 2018

Ora si apre un confronto in Europa tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio. Una trattativa che potrebbe durare più di un anno”, dichiara quest’oggi a La Stampa Vito Crimi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, all’indomani del voto favorevole della maggioranza del Parlamento Europeo alla proposta di direttiva sul diritto d’autore.

 

Quindi il nuovo copyright non è ancora entrato in vigore e, stando all’interpretazione del giornale torinese, potrebbe non entrare affatto in vigore se i tempi si allungassero a sufficienza da portare a ridosso delle elezioni europee del Maggio prossimo e dopo chissà. Infatti, in un altro articolo, sempre su La Stampa, “il negoziato inter-istituzionale che si apre potrebbe ridimensionare la portata dei cambiamenti proposti dal Parlamento”. Certo, è una suggestione che si scontra con quanto dichiarato dagli ambienti europei favorevoli alla norma che sono propensi ad approvarla entro la fine dell’anno.

 

Per il momento niente cambia, se non l’aria per i Giganti del Web: dopo il rinvio, lo scorso 5 Giugno, del testo della normativa, incagliatosi proprio sugli emendamenti 11 e 13, quelli che a detta di YouTube vanno a minare la creatività online, sembrava che il nuovo diritto d’autore non dovesse vedere la luce. Dal Vecchio Continente quindi avanza un segnale che si oppone al laissez faire digitale, ancor più rimarcato dai lavori sulla Web Tax.

 

L.V.C.

 

(Immagine in copertina tratta da Guida Fisco)

 

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