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Nostalgia canaglia: il passato che rivive negli scantinati dell’anima di molti piddini torinesi

La militanza comunista imprime in chi l’ha vissuta in un periodo della sua vita, un’impronta indelebile

15 Settembre
14:30 2018

“Tu es bolscevicum in aeternum” viene suggerito di continuo  alla loro anima, anche se fingono, o tentano, di ignorare quelle  pulsioni che albergano nel loro subconscio. E dove ha un posto preminente la visione onirica che li accompagna per tutta la vita e che porta inevitabilmente a piazzale Loreto.

A quella storia  che Ferruccio Parri ha definito in modo inequivocabile “macelleria messicana”, ma che per loro, ed anche per l’ANPI,  riveste un innegabile fascino.

E’ un sogno nascosto che traspare sempre sui volti di molti dirigenti del PD che, a parole, nei talk show si professano democratici, ma che si può osservare sui visi e sulle espressioni di quegli anziani reduci del comunismo, che, in pochi ormai per fortuna, si assiepano nelle prime file dei dibattiti delle feste dell’Unità. Nonostante che il loro giornale sia ormai deceduto.

Abbiamo parlato di piazzale Loreto perché l’immagine di cadaveri di uomini e di donne appesi a testa in giù ai tralicci di un distributore è ancora tale da eccitare la scarsa fantasia dei compagni duri e puri della città di Torino. Città governata per decine anni da comunisti, che ora non sembra abbiano  piacere di essere definiti in tal modo.

Mi riferisco, come è facile capire, all’immagine, disegnata su di un muro del piazzale Fusi, del leader della Lega Matteo Salvini. Il vice ministro vi è rappresentato, in omaggio all’iconografia di sinistra, appeso a testa in giù.

L’omertà abituale della sinistra cittadina ha coperto subito con una fumata rossa l’autore o gli autori dell’opera d’arte “il Salvini capovolto”.

Si possono fare, conoscendo l’ambiente progressista e postcomunista della città, solo delle ipotesi.

Appare improbabile che l’autore del disegno possa essere individuato tra i lettori e gli abbonati de La Stampa, nonostante l’orientamento assunto dal quotidiano torinese da quando è edito dalla famiglia De Benedetti.

Non sembra credibile neppure l’attribuzione del murale a qualche magistrato giunto dalla Sicilia, memore deila sua militanza tra i rifondatori del comunismo. Anche se qualche dubbio può essere sollevato per qualcuno di loro da fotografie degli anni giovanili, in cui appaiono con quella folta chioma cotonata e disposta ad aureola, che era emblematica dell’appartenenza ad associazioni a carattere turbolento.

Quasi certo appare invece nel disegno, il tratto di qualche membro dei cosiddetti centri sociali, che pare abbiano iniziato ad attivarsi con decisione in vista delle elezioni regionali, che vedono di nuovo candidato uno dei più bolliti esponenti del PD, Sergio Chiamparino.

I centri sociali, così definiti dalla sinistra torinese, anche se di sociale non hanno proprio nulla, hanno visto la luce ai tempi del sindaco Valentino Castellani.

L’uomo del Politecnico, che ha lasciato in suo ricordo, oltre a qualche centro sociale, un breve tunnel asfittico sotto porta Palazzo, che si arresta proprio dove poteva essere più utile, ossia poco prima dell’incrocio più complicato e caotico del centro cittadino: il cosiddetto “rondò della forca” .

Dopo di lui, i centri sociali, che si sono diffusi in altri quartieri della città, sono stati presi sotto tutela ed assistiti dai sindaci che si sono succeduti negli anni successivi:  prima Sergio Chiamparino e poi Piero Fassino.

I quali, oltre a chiudere un occhio, ed anche due, sulle occupazioni degli edifici comunali, hanno provveduto a rifornirli, a spese dei cittadini, di vitto, alloggio e riscaldamento ed anche di sovvenzioni, giustificate come contributi ad inesistenti iniziative culturali.

In cambio, Chiamparino e Fassino hanno potuto disporre, nei loro anni di governo della città, di una “force de frappe” pronta ad organizzare  rumorosi cortei per le vie cittadine, e protagonista di scontri violenti con le forze dell’ordine ed anche di intimidazioni e minacce rivolte agli esponenti dell’opposizione.

E’ facile che altre iniziative del genere ed altri murales compaiano nei prossimi mesi nelle vie e nelle piazze della città.

Sergio Chiamparino ha annunciato la sua ricandidatura alla guida della Regione nelle ormai vicine, prossime elezioni.

 

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