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Economia e finanza

Torino - Come chiamarsi fuori dai debiti in modo legale

Legge 3/2012: un istituto giuridico innovativo ancora poco noto e scarsamente attuato

19 Settembre
12:30 2018

Oggi esiste uno strumento nuovo, in grado di consentire a imprese e cittadini di risollevarsi da situazioni economiche disastrose spesso opprimenti e invalidanti, che rischiano di minarne profondamente la stabilità e il prosieguo nel futuro: è il cosiddetto ‘Restructuring’, ovvero l’insieme di una serie di procedure in grado di affrontare efficacemente, e risolverle, crisi da sovraindebitamento su vasta e varia scala.

Il Legislatore offre, altresì, un importante e innovativo strumento, ancora poco conosciuto, che prende il nome di Decreto ‘Salva-Suicidi’, meglio noto come Legge 3/2012: un provvedimento varato per consentire la composizione bonaria di quello che viene in gergo chiamato ‘Il fallimento del privato’, consentendo quindi a persone in difficoltà finanziaria su più fronti di azzerare virtuosamente le pendenze, attraverso una serie di opportuni e ben definiti passaggi legali, e ripartire con rinnovata fiducia e rinnovate dignità e serenità.

Un istituto giuridico cui ancora pochi, spesso, ricorrono ignari delle molteplici possibilità di effettiva riabilitazione economica che spesso comporta in conseguenza e in ordine alla sua attuazione, ottenendo quale effetto la piena ripartenza del soggetto esdebitato.

Permettendogli, nel frattempo che la procedura incardina il proprio iter, una vita dignitosa e rispettosa di adeguati parametri economici: garantendogli, cioè, una corretta soglia di sussistenza per poter procedere regolarmente nella propria esistenza.

Tra i primi in Italia ad attuare con pieno successo la Legge 3/2012, il già famoso Avvocato bresciano e ora imprenditore Serafino Di Loreto, fondatore della ‘SDL Centrostudi SPA’, storica azienda lombarda costituita da un valente e affermato pool di legali, economisti, consulenti di diritto societario, tributario, amministrativo e patrimoniale su vari livelli, grazie ai quali è stato possibile sottrarre alle avide mani di banche e Fisco ingiuste oltre 150mila italiani in crisi, restituendo nelle loro legittime tasche denari e patrimoni ingiustamente loro sottratti, per un valore pari a 250 milioni di euro dal 2010 a oggi.

 

 

 

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