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Recensioni

Torino - La "Metamorphosis" di Guido Mannini chiude i battenti

Si completa nel pieno consenso la rassegna del giovane talento torinese

Guido Mannini con Civico20News (immagini a cura di Maria Luciana Pronzato)
27 Settembre
10:00 2018

La “Metamorphosis” di Guido Mannini chiude oggi i battenti presso la galleria espositiva di via Po 45/A (10,30 - 19,30) dopo una settimana intensa in cui l’artista ha incontrato l’attenzione di un pubblico critico ed attento alla trasformazione della tecnica e della nuova espressione emozionale scaturita dalla naturale predisposizione verso sempre nuovi orizzonti.

Mannini, possiamo dire, ha confermato la natura creativa che lo ha portato nell’anfiteatro onirico delle rappresentazioni che nei sui dipinti portano il visitatore alla personale interpretazione del tratto e del colore, ora intensi ora tenui a seconda di ciò che l’animo suggeriva all’autore nel momento del “concepimento”.

Abbiamo incontrato Guido Mannini distogliendolo, per il tempo necessario, al dialogo con i numerosissimi visitatosi curiosi di conoscere il “volo pindarico” che dalle dune del deserto ha accompagnato l’artista nell’infinito misterioso che rappresenta la sua metamorfosi interiore, il personalissimo tratto che sgorga dalla fonte inesauribile ed innata del suo essere.  

“Magma”, immagine di apertura della mostra, ha introdotto questo nuovo incontro con Civico20News, testimone qui, come a Dubai e prossimamente a Parigi, della presenza di Guido Mannini nell’infinito creativo di antiche e nuove realtà.

“E’ il quadro principale – ci ha detto – un qualcosa di interiore che viene alla luce, uno sfogo dagli effetti particolari che si concretizzano anche nella forma rotonda del dipinto, dei dettagli ed ancora nell’accostamento dei colori caldi da me scelti”.

Colori spettacolari, caldi e freddi, che parlano, che raccontano, che avvicinano il cielo e la terra come nelle rappresentazioni passate del deserto e del suo popolo misterioso:

“Non mi sono, tuttavia, ispirato a nulla – ha proseguito Mannini – e la particolare attenzione dell’osservatore alla ricerca di un oggetto, di una forma o di una sensazione come quella manifestata da uno di essi che interpretò in “Magma” una misteriosa identità in rotazione che forma calore”.

Quella stessa sensazione che, all’opposto, dona il freddo della calotta polare nella sua vitale funzione:

”Quasi una visione che viene dallo spazio, da quell’immenso patrimonio di luce che mi illumina il cuore e l’anima nella “creazione” di ogni mio dipinto”.

Oggi, per l’appunto, si chiude la personale che portato nel cuore cittadino l’arte di Guido Mannini in partenza per Parigi, per una “tre giorni” all’ombra della Tour Eiffel, per l’esposizione al “Carrousel du Louvre” tempio di consacrazione per ogni artista che vi accede in virtù della propria identità innovativa e creativa accanto ad opere di consolidata conoscenza.

Per poi rientrare a Torino e preparare la rassegna di opere per Expocasa, per quel pubblico giovane alla ricerca di nuove emozioni artistiche che accompagnino il completamento di un sogno.

 

 

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