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Chievoverona vs Torino FC 0-1

ESSER GRANATA VUOL DIRE FEDE E AMORE: tre (buoni) punti dei granata al Bentegodi, e poco altro.

1 Ottobre
17:04 2018

Sei punti in sei partite, questa è la realtà.

Ne consegue il quidicesimo posto in classifica, in coabitazione con Atalanta, Cagliari e Milan (una partita in meno), con due soli punti di vantaggio sul Bologna, terzultimo; questa è la realtà

Quella di oggi è una partita da vincere a tutti i costi (chissà perché quelle precedenti, o buona parte, a detta di molti, non lo erano), ma per farlo occorre giocare, correre, creare occasioni e soprattutto, tirare in porta, cosa che nell’ultimo match a Bergamo, abbiamo visto fare una sola volta, nell’arco dei novanta minuti, ed in modo abbastanza casuale (contropiede manovrato)

Sinceramente non mi interessano gli obiettivi dell’imprenditore di Masio (che non ci dice niente per scaramanzia), ma non vorrei che, battendo ogni record, la stagione del Torino Fc fosse già finita a partire da oggi, o da domenica prossima (in casa contro il Frosinone); o per meglio dire, non vorrei che gli obiettivi non sbandierati si tramutassero, visto lo stato dell’arte, in una lotta per la salvezza, cosa non prevista in società e dai suoi più irriducibili sostenitori, e per la quale non vedo assolutamente una squadra preparata, soprattutto mentalmente, a partire dal “condottiero”.

Walter “finalmente a Bergamo ho visto la squadra che voglio io” Mazzarri, il “condottiero”, oggi manda in campo (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Moretti; De Silvestri, Meite, Rincon, Aina; Soriano, Edera; Belotti.

Qualche novità c’è: Edera finalmente in campo, con Soriano, a supportare il “Gallo” unica punta. Per il momento bocciato Parigini (non è un fuoriclasse, ce ne siamo accorti), insieme a Djidji; ancora in panca Zaza (che deve ancora capire, chissà cosa poi), in compagnia quest’oggi, dell’ameba Baselli.

Poco pubblico sulle tribune dello stadio Bentegodi, pubblico che sicuramente avrà fatto fatica a stare sveglio.

Primo tempo imbarazzante per il Torino FC, che supera raramente la metà campo avversaria; una squadra priva di gioco, di idee, di grinta. A poco servono le sceneggiate dell’allenatore in panchina, colpevole principale di questo scempio.

I clivensi giocano la loro partita, onesta, cercando di segnare, cosa che, detta a beneficio del Sig. Mazzarri, è alla base del gioco del calcio.

Da segnalare un cartellino giallo a N’koulou, uno all’ex Rossettini, e l’ennesimo infortunio di De Silvestri, che costringe Berenguer a riciclarsi nuovamente nel ruolo, non suo, di esterno basso di centrocampo.

Tutto qui. Poco, molto poco, anzi niente. Vergogna.

Comincia la ripresa sulla falsariga della prima frazione di gioco.

Al ’58 entra Zaza al posto di Edera, del tutto evanescente, ma a questo punto non è proprio il caso di gettare la croce addosso al ragazzo.

Tiro di Belotti in corsa dal limite dell’area, su azione personale, che neanche solletica Sorrentino, e siamo al ’62. Primo e unico tiro in porta del Torino FC quest’oggi.

Al ’74 la prima, vera azione della squadra granata: manovra che coinvolge Zaza, controllo in area e servizio per Aina che in corsa impegna severamente Sorrentino.

A dieci da termine entra anche Iago, bentornato, al posto di Soriano.

A due minuti dal termine il Torino passa in vantaggio: contropiede di Berenguer che lancia in area Zaza, perfetto taglio dell’attacante lucano che di sinistro, in scivolata, infila Sorrentino, nell’angolo lontano.

Finisce 0-1.

Il Torino ottiene il massimo risultato con due tiri nello specchio della porta, nell’arco dei novanta minuti, ma l’aspetto fondamentale che emerge oggi è il seguente: Iago è imprescindibile per questa squadra e deve, ripeto, deve, giocare insieme a Belotti e Zaza.

In buona sostanza, l’allenatore deve, ripeto, deve, trovare la maniera di far coesistere i tre attaccanti: solo così riusciremo a vedere del calcio giocato, magari qualche altra vittoria, e non una infinita e stucchevole serie di passaggi trasversali, sistematicamente intercettati dalla squadra avversaria.

Inutile ribadire che un giocatore come Ljajic sarebbe servito eccome, ma l’allenatore e il presidente, hanno fatto altre scelte.

Tre punti buoni, abbastanza casuali, e nulla più.

 

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