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Scienza e Salute

Torino - Il Convegno di Andos a Palazzo Lascaris

In Piemonte ogni anno si registrano 4.500 nuovi casi di cancro della mammella

Fulvia Pedani
4 Ottobre
09:15 2018

In Piemonte ogni anno si registrano 4.500 nuovi casi di cancro della mammella (dato Aiom – Airtum 2017), trend in lieve aumento, come dimostrano i ricoveri, anche a seguito dell’allargamento dello screening mammario alle 45enni. Le piemontesi che convivono con una diagnosi di tumore al seno sono 64.700 (dato Aiom – Airtum 2015), mentre la sopravvivenza a 5 anni si avvicina all’88%. Malgrado questo, non si arresta la ‘fuga’ di molte pazienti, che scelgono per diversi motivi di curarsi in altre Regioni.

 

ùPer rispondere alle esigenze delle donne, Andos Onlus Torino, l’Associazione nazionale Donne operate al seno ha promosso nell’ambito di “Ottobre Rosa”, la tradizionale iniziativa di sensibilizzazione e prevenzione del tumore al seno, il convegno “Quale terapia… La mia, a misura di donna”, che si sta svolgendo questa mattina dalle ore 9, nell’Aula consiliare di Palazzo Lascaris.

 

"Andos apre quest’anno l’edizione di “Ottobre Rosa” incontrando istituzioni sanitarie piemontesi, oncologi e medici per riaffermare il valore delle terapie innovative e della diagnostica molecolare nella cura e prevenzione del tumore mammario – spiega la presidente di Andos Torino, Fulvia Pedani, oncologa dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino -. In Piemonte aumentano i numeri del cancro della mammella e preoccupa la ‘fuga’ delle pazienti verso altre Regioni. Le donne piemontesi chiedono trattamenti personalizzati e la possibilità di curarsi nella propria regione. Siamo qui per sottolineare l’importanza della diagnostica molecolare e di terapie su misura per migliorare la vita delle pazienti".

 

Andos in prima fila per far sentire la voce delle donne-pazienti

 

Andos è quindi in prima fila, questa mattina, per promuovere con il “sistema cura” un nuovo patto di cura "che preveda l’implementazione e snellimento delle procedure per avere i test genetici in tempi brevi qualora siano dirimenti per definire  l’iter terapeutico più corretto, e non solo nel caso del cancro al seno – prosegue Fulvia Pedani -; la concessione dei test multigenici micromolecolari, risultati efficaci per valutare con maggiore appropriatezza in quali casi  le donne operate al seno possono beneficiare della sola ormonoterapia senza l’aggiunta della chemioterapia. Ci sono test come Endopredict, che hanno dimostrato come una valutazione integrata tra i fattori prognostici usuali e la valutazione delle specifiche caratteristiche  genetiche del tumore operato possano dare una più accurata valutazione del rischio di ricaduta  a 10 anni con sola ormono-terapia, oggi esteso anche ai casi con meno di 3 linfonodi positivi per infiltrazione tumorale, potendo riservare l’associazione con la chemioterapia solo ai casi più aggressivi e quindi più a rischio di ricaduta con sola ormonoterapia, con un risparmio in termini sociali, personali e di minor ospedalizzazione".

 

Un video e un libro testimonianza

 

All’incontro saranno presentati anche il video e il libro fotografico “Quale terapia… La mia, a misura di donna”, realizzati con il fotografo Roberto Gandoli.

Il video è stato girato con la partecipazione delle donne di Andos Torino, in buona parte ancora in terapia per malattia metastatica da tempo. Donne che hanno voluto con la loro testimonianza portare un messaggio di speranza e aiutare le altre donne, che affrontano per la prima volta il cancro al seno o che devono affrontare la ricaduta, a superare la paura e dimostrare quanto oggi la chemioterapia, e le terapie in generale, siano evolute e possano consentire una buona qualità di vita nelle forme iniziali e anche in quelle più avanzate di malattia.

Il video è accompagnato da un testo in cui vengono raccontate emozioni e pensieri che hanno segnato il percorso di cura di queste donne. Come scrive una di loro “A poco a poco risali e riemergi diverso, comprendi che non sarai mai più la stessa ma potrai anche essere migliore. Potrai vivere in modo diverso e fai mille progetti per il dopo, ma con una nuova consapevolezza, e questo apprendimento è un dono anche se il tuo maestro è il dolore”.

 

                                              

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