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Scienza e Salute

Torino - Città della Salute: qando si parla di solidarietà .......

Lavoratori del comparto sanità regalano un mese di ferie a chi ha più bisogno

Foto di repertorio (infiermeristicamente.it)
11 Ottobre
11:30 2018

"Si dovrebbe pensare che certe situazioni, anche particolarmente difficili della vita, possono capitare anche a noi personalmente, che non capitano sempre e solo agli altri, le cose accadono e se c’è qualcuno che ci può dare una mano è una grande gioia oltre che a rivelarsi un grande gesto di umanità e di solidarietà. Per questa ragione ho deciso di aiutare una persona in difficoltà che lavora nell’azienda pubblica in cui lavoro anche io".

 

A rivelare non il suo nome, ma solo la sua professione e il sentimento di solidarietà che l’ha spinta a regalare a chi oggi è più in difficoltà una parte dei suoi giorni di ferie, è una infermiera della Città della Salute e della Scienza di Torino. Per la prima volta accade in un’azienda pubblica, e oltre alla donna, altri otto dipendenti hanno fatto lo stesso.

 

L'articolo 34 del nuovo contratto nazionale del lavoro del personale del comparto sanità di maggio scorso (personale non dirigente, come infermieri, operatori socio-sanitari, personale amministrativo, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia) stabilisce che su base volontaria e a titolo gratuito, il dipendente può cedere, in tutto o in parte, ad un altro dipendente della stessa azienda che abbia necessità di prestare assistenza a figli minori che necessitano di cure costanti per particolari condizioni di salute.

 

La richiesta di poter usare ferie e festività aggiuntive è arrivata all’azienda da parte di un suo dipendente, corredata da idonea documentazione. L'amministrazione del personale ha proceduto a fare un apposito avviso a tutto il personale dipendente del comparto, con il risultato che un gruppo di nove dipendenti ha risposto e ha donato a titolo gratuito i 30 giorni che servivano al loro collega.

 

"Sono orgogliosa che la mia azienda sia stata in Italia, nell’ambito del sevizio pubblico, l’apripista di un progetto così virtuoso – racconta oggi la donna -. Mi ha fatto piacere aiutare chi ha più bisogno".

 

La decisione è stata presa un giorno

 

"quando ho letto la circolare. Così ho chiamato l’ufficio preposto, ho scaricato il modulo che mi si chiedeva di compilare e ho fatto quello che mi sono sentita. Qualche anno fa aveva fatto parlare di sé già un’azienda, ma privata, e mi aveva fatto una buona impressione".

 

Insomma, una storia a lieto fine, che potrà ripetersi. Di già è arrivata alla Città della Salute una nuova richiesta di aiuto e di solidarietà.

 

"Io - dice senza esitazioni e con un sorriso in volto, l’infermiera - certamente lo rifarei con lo stesso entusiasmo".

 

 

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