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Politica Internazionale

L'Angolo della Satira del Professor Giancarlo Pavetto - La triplice alleanza

Lotta contro il governo italiano

12 Ottobre
14:00 2018

Sono in Europa ed in Italia. Si chiamano Moscovici, Berlusconivici e Martinavici, e sono uniti, tutti insieme e concordi, nella lotta contro l’attuale governo italiano.

Non hanno neppure atteso che la manovra economica venisse definita e poi regolarmente votata in parlamento, e sono partiti all’attacco con tutti i loro seguaci. Tutti e tre si sono schierati a fianco dello spread, dei mercati ed anche degli euroburocrati di Bruxelles.

In Europa, Pierre Moscovici, un bollito socialista francese, fallito in patria, dove è stato costretto a svendere la sede del suo partito, e depositato nella commissione europea senza che nessuno lo abbia mai votato, si è messo in testa di comandare la povera UE.  E, mentre il suo capo Jean Claude Juncker può essere giustificato, quando straparla e barcolla, dall’abitudine di ingerire sostanze obnubilanti di ogni tipo, il povero Moscovici, anche senza l’ausilio degli alcolici, vede pullulare in Italia piccoli Hitler e piccoli Mussolini.

Nel nostro paese, in funzione antigovernativa, operano in ammirevole sintonia, m emori del sogno infranto del Nazareno, Berlusconivici e Martinavici. Usano gli stessi termini per definire l’operato del governo: miseria, tracollo gravissimo, una bufala, disastro imminente, manovra da piangere, ecc.. Si sono alleati tra loro e si sono imposti ambedue, nel ricordo nostalgico di quello statista del passato che si era autonominato “il rottamatore”,  il ruolo di demolitori.

Il barbuto Martinavici che nuota e si dibatte, senza avere neppure il tempo di radersi, in uno stagno paludoso infarcito  da compagni che vorrebbero affogarlo per prendere il suo posto, si avvale, oltre che della voce rotta dall’emozione quando grida nelle piazze, anche dell’opera di vispe ragazzotte e di stagionate agit-prop, addestrate nelle ultime sedi del PD a dare sulla voce nei talk show  ed a non lasciar  parlare chi non è d’accordo. Sempre impegnate a contrastare il governo, anche su quelle misure finanziarie che si propongono di lenire l’assoluta miseria di molti milioni di italiani.

Berlusconivici in particolare ha mobilitato i giovani di Forza Italia, tra i quali il vispo Brunetta, la ieratica Gelmini, l’eterno Gasparri ed il fratello del suo medico, tale Zangrillo, ed ha schierato tutta la sua Mediaset ed “il giornale” diretto da Alessandro Sallusti, trasformato in Sallustivici, contro l’attuale governo.

Con gli stessi intenti, ha provveduto alla nomina a direttore del canale TG4, uno dei più accesi compagni di cui era infarcita la RAI, tale Gerardo Greco. Nientemeno che il noto predecessore, nella conduzione della trasmissione Agorà di RAI3, della attuale tripopputa (cfr. Giovannino Guareschi) e gesticolante Bortone.

In foga distruttiva,  i mezzi di informazione del cav., stanno alla pari e talora superano i mass media di proprietà della famiglia De Benedetti e quelli di Urbano Cairo.

Si sussurra che l’incomprensibile diniego del buon Berlusconi e dei resti della sua Forza Italia alla nomina a presidente della RAI del giornalista e scrittore Marcello Foa, sia stata dettata dal circolo degli arzilli di Arcore e dal consocio Confalonierivici con un preciso obbiettivo. Quello di non cambiare gli equilibri e di mantenere la RAI, oggi tutta schierata con la sinistra, nello statu quo ante e sulla stessa linea di feroce opposizione della sua Mediaset.

In un recente convegno, indetto dalla superiora del partito Gelmini, il capo di F.I. ha poi tenuto ad illustrare il suo personale progetto alternativo per riformare il paese. Ha riproposto, come è sua abitudine dal 1994, la “rivoluzione liberale”. Una riforma che non è mai riuscito a realizzare nei lunghi anni in cui ha governato e della quale anche molti del suo partito affermano che sia una riedizione della storia dell’araba fenice della quale si diceva “che ci sia qualcun lo dice, cosa sia nessun lo sa”.

Riforma della quale ha affidato la realizzazione ad un tranquillo signore, come Antonio Tajani, un  perfetto euroburocrate (così lo descrive Maurizio Belpietro) che “per anni si è occupato di Europa   - a fianco del bravo Juncker e dello stralunato Moscovici-   “ facendo, senza dare troppo fastidio a nessuno, il commissario europeo ai trasporti ed all’industria.”.

L’uomo ideale per riformare l’Italia?

P.S. nella saga di “mondo piccolo” di Giovannino Guareschi, il termine trinariciuto è sinonimo di compagno, quello di tripopputa è sinonimo di compagna.

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