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Portoni di Palazzi torinesi - Porton ėd Palass turinčis

Il libro, opera di un gruppo di scrittori, ricercatori storici e piemontesisti torinesi, č tutto a colori e propone un ricchissimo apparato fotografico

8 Novembre
10:00 2018

Il libro “Portoni di Palazzi torinesi - Porton ëd Palass turinèis”, è un’elegante monografia, dedicata ai Portoni dei Palazzi Torinesi, con titolo bilingue: propone infatti anche una versione dei testi in lingua piemontese. 

Sono nove coautori del libro, scrittori, ricercatori storici e piemontesisti torinesi. Oltre a Sergio Donna, hanno collaborato Piero Abrate (autore della prefazione), Francesco Albano, Michele Bonavero, Luigia Casati (che ha anche curato l’itinerario del reportage fotografico), Vittorio Greco (fotografo), Milo Julini, Giuseppe Novajra e Anna Perrini. Ognuno, per la propria parte, ha fatto sì che ne uscisse una pubblicazione davvero interessante che porta il lettore a compiere un viaggio alla scoperta dei più bei portoni dei palazzi torinesi.

Alla parte introduttiva storico-descrittiva, curata da Sergio Donna e dedicata alle varie tappe dell’espansione urbanistica della città, fanno seguito i capitoli bilingui dei vari coautori sui racconti e sulle leggende dei portoni di Torino.

Il libro, tutto a colori, dispone di un ricchissimo apparato iconografico che propone gli scatti suggestivi di Vittorio Greco.

Il libro sarà presentato martedì 13 novembre alle ore 18:00, presso la Libreria Borgo San Paolo, in via Di Nanni 102 (Isola pedonale), a Torino, con l’intervento di Sergio Donna e degli altri coautori del libro e stacchi musicali di Beppe Novajra. In concomitanza sarà anche presentato l’“Armanach Piemontèis” 2019, dedicato ai Portoni dei palazzi torinesi, firmato dagli stessi autori e che presenta 365 proverbi in lingua piemontese, 40 fotografie di portoni di Palazzi torinesi e lo spartito di una canzone di Beppe Novajra, (Porton ‘d la mia Turin).

Le fotografie sono di Vittorio Greco e sono state scattate secondo un preciso itinerario storico-urbanistico curato da Luigia Casati. Gli spartiti e le versioni in lingua piemontese sono di Beppe Novajra. Alla sua stesura hanno collaborato le Associazioni Nòste Rèis e ANSMI (Associazione Nazionale della Sanità Militare Italiana).

 

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