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Politica Locale

La Torino che lavora e produce è unita per la difesa della TAV, mentre la sindaca scappa a Dubai (non si sa per cosa fare)

Drammatica seduta in Consiglio Comunale. Il presidente Versaci sbatte fuori dall’Aula i consiglieri del CentroSinistra

30 Ottobre
08:00 2018

La maggioranza del M5S in consiglio comunale ha presentato nel corso della seduta di ieri un ordine del giorno che impegna il Governo, in anticipo rispetto alle decisioni che potrà assumere, a bloccare i lavori per la realizzazione della TAV.

La sindaca, pur dichiarandosi d’accordo con le conclusioni, diserta la riunione come ormai capita ogni volta si discuta di aspetti vitali per la crescita della Città.

Vola a Dubai, ufficialmente per stabilire opportunità di scambi economici proficui per la città, in palese contraddizione con la politica da sempre perseguita per la decrescita felice. Quali scambi internazionali potranno essere impostati quanto l’aeroporto di Caselle sta riducendo vieppiù i volumi di scambio, il vice sindaco afferma che “va bene così” e le infrastrutture ferroviarie e stradali sono assenti o carenti?

Ma ieri si è verificato un fatto nuovo. Sono scese in campo le categorie professionali, le associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali, tutte unite e compatte per sostenere l’importanza dell’infrastrutture ferroviaria a salvaguardia delle nostre esportazioni e per difendere i posti di lavoro in Piemonte.

Una petizione lanciata dall’associazione SI LAVORO sulla piattaforma Change org, per il sostengo della TAV, ha superato in due giorni le 24000 adesioni.

C’è stata tensione con l’intervento della Polizia in assetto antisommossa davanti a Palazzo Civico. I facinorosi del NO TAV hanno scagliato insulti ed invettive contro gli industriali ed i cittadini che sostengono l’utilità della TAV.

Le undici delegazioni del mondo della produzione e del lavoro presenti, sono state ricevute dai capigruppo in consiglio per illustrare le motivazioni della loro mobilitazione. La capogruppo del M5S è stata sorda anche ad una richiesta di rinvio della discussione, in attesa del ritorno della sindaca, già presentata nei giorni scorsi dal presidente della Regione, Sergio Chiamparino.

Lapidario il commento del presidente degli Industriali Dario Gallina su Chiara Appendino “ svicola mente cerchiamo di portare qui economia e lavoro qui”,

Ma l’aspetto emblematico dell’antidemocraticità della maggioranza grillina, si palesa poco dopo, all’apertura dei lavori del consiglio comunale.

Il presidente dell’assemblea Fabio Versaci sbatte fuori dall’Aula, sotto la scorta dei Vigili Urbani, l’intero gruppo consigliare del PD, i Moderati ed il rappresentante di una lista civica di riferimento, che, non potendo esprimere la loro opinione avevano esposto cartelli a sostegno della TAV.

Così il gruppo consigliare di opposizione maggiormente rappresentativo, non ha potuto prendere parte alla discussione.

E’ toccato al notaio Morano, capogruppo dell’omonima Lista Civica, entrare nel merito del controverso ordine del giorno.

Dopo aveva evidenziato” la presenza in Consiglio dei Presidenti di tutte le Associazioni d‘impresa di Torino”, mentre la sindaca latita, Alberto Morano così prosegue:” E’ un messaggio univoco, un segno di unità importante. Di fronte ad un ordine del giorno che mette in gioco il destino della Città, la Città si mobilita e lo fa con la serietà e lo stile che contraddistinguono Torino anche nei momenti più difficili. Io che da anni assisto quasi impotente ad un Consiglio Comunale incapace di affrontare i problemi di Torino e che porta la Città verso un disastro annunciato posso solo dire: era ora”.

Ma l’aspetto più inquietante, di fronte alla volontà grillina di approvare un documento non così urgente, lo precisa compiutamente “Il secondo profilo che vorrei sottolineare è l’assenza, oggi, come peraltro altre volte, del Sindaco.

Assenza che risulta ancor di più di fronte alla presenza della Città e segnala plasticamente la distanza e la frattura fra la Torino che lavora e produce ed il governo 5 Stelle. Rappresentanti della maggioranza 5 Stelle”, prosegue Morano,” hanno provato ad obiettare, da un lato che vi era la concomitanza con il Forum di Finanza Islamica (decisivo, e faccio fatica a non sorridere, per i destini di Torino) e dall’altro che la Sindaca è notoriamente No Tav.” Atteggiamento che si palesa, secondo Morano nella “mancanza di coraggio e di sostanzia nella paura del Sindaco di partecipare ad un dibattito che metterebbe in luce inequivocabilmente la distanza fra la maggioranza 5 Stelle e gli interessi di Torino. Il Sindaco si sottrae a questo dibattito per paura confermandosi sempre di più agli occhi dei torinesi come una figura a metà fra Re Tentenna e Don Abbondio.

In tante occasioni”, prosegue Morano “ho sottolineato l’incapacità del Sindaco e della Giunta e la loro totale assenza di visione sul futuro di Torino per cui non mi dilungo oltre. Evidenzio solo come sia illusorio e velleitario sperare che consegnare le chiavi della Città a chi nella vita nulla ha fatto possa portare a risultati positivi.”

O meglio, precisa Morano” il Sindaco e l’Assessore di punta, il presunto trait de union con il mondo imprenditoriale.

L’esperienza più significativa del Sindaco nel mondo del lavoro è stata lo stage alla Juventus a cui ha unito 5 anni di Consiglio Comunale nel corso dei quali, pur rivestendo la carica di Vice Presidente della Commissione Bilancio, non si è accorta dello stato comatoso dei conti di Torino.

Ancor più debole è il curriculum dell’“Avvocato Assessore al Commercio” che gli anglosassoni definirebbero benevolmente “not notable”, e che vanta forse solo qualche esperienza come organizzatore di eventi e serate in una discoteca poi fallita.

Queste sono le persone che oggi rappresentano Torino al Forum di Finanza Islamica che si tiene a Dubai e che dovrebbero convincere investitori arabi ad investire su Torino, ma che certamente si dimenticheranno di dire loro che arrivare a Torino non è così facile stante la carenza di collegamenti e domani sarà anche più difficile e che, forse, dovranno dotarsi di biciclette per spostarsi da una parte all’altra di una città che i 5 Stelle sognano senza autovetture.”

Ribadita l’importanza della TAV, il notaio Morano, così conclude “Chiudo facendo mie le parole delle Associazioni di Impresa: “non è possibile tarpare così le possibilità di crescita del nostro sistema economico. La Torino-Lione non è un capriccio di pochi, ma un investimento per il futuro di tutti”.

Il consigliere Fittiano Roberto Rosso, che come ha onestamente ammesso, ha contribuito in gran parte a far planare il voto moderato su Chiara Appendino, invita la maggioranza a non ignorare le significative prese di posizione della citta, ma, inutilmente, perché le ragioni dei buon senso poco si addicono ai totalitari.

Da molti atteso l’intervento del leghista Fabrizio Ricca per capire se avesse neutralizzato le giravolte di alcuni suoi colleghi parlamentari. Ricca ha ribadito come la Lega creda nell’importanza della grandi Infrastrutture ad iniziare dalla TAV.

Le dichiarazione dei grillini, intervenuti in forza, sono state focalizzate sull’inutilità dell’opera e sull’esigenza di trasferire i fondi non spesi sulle infrastrutture locali. Peccato che, ed è notizia di questi giorni, la sindaca e la sua armata brancaleone abbiano bloccato due progetti di fondamentale importanza. La costruzione di un tunnel idoneo a decongestionare il traffico in piazza Baldissera e l’altro per facilitare l’accesso alla città dalla tangenziale di Moncalieri.

L’ordine del giorno è poi stato approvato con 23 voti favorevoli e due contrari (Ricca della Lega e Rosso, fittiano).

Di Maio, saputa la notizia sghignazza. Ma fino a quando?

Il capogruppo di Forza Italia Osvaldo Napoli era inspiegabilmente assente dalla seduta del consiglio.

Le sue funzioni sono state esercitate ampiamente fuori dall’Aula dall’Onorevole Claudia Porchietto.

Terminata la seduta sono proseguite le prese di posizione. Per Piero Fassino, “l'assenza della sindaca è una scelta grave e irresponsabile, vuol dire avere una grande coda di paglia". "Bisogna chiedersi che cosa proporrà agli investitori visto che la sua linea è dire no a tutti gli investimenti", ha aggiunto Fassino lasciando la Sala Rossa dopo l'espulsione di tutti i consiglieri del centrosinistra

Mino Giachino, che con i giovani di SI LAVORO, ha lanciato la mozione e raccolto migliaia di firme, così commenta: “TAV/ I 5 Stelle se ne fregano delle forze della imprenditoria , di 16.000 cittadini (dato riscontrato alle ore 17 di ieri) che hanno aderito alla Petizione SITAV scritta da Mino Giachino e da Francesco Forte.

Una seduta del Consiglio Comunale deludente. Nessuna preparazione, zero competenze in un’Aula dice Giachino, ove ha parlato il Consigliere Comunale Camillo Benso Conte di Cavour, in un’Aula dove hanno illustrato le loro strategie grandi Sindaci “

La raccolta di Firme per rilanciare l'economia, il lavoro e l'ambiente in Piemonte e in Italia, prosegue su” Change.org

Sull’andamento della seduta si sofferma anche Claudia Porchietto, deputato di Forza Italia: "Ho avuto modo di confrontarmi con i rappresentanti datoriali che sono stati ricevuti dai capigruppo in Comune per rappresentare la propria contrarietà al blocco della Alta Velocità. Tutti sono allibiti dalla derisione che hanno dovuto subire nelle stanze di quella che dovrebbe essere la casa di tutti i cittadini. Si tratta di un atteggiamento grave che dimostra l'immaturità del Movimento Cinque Stelle e del sistema No Tav che ormai lo governa”

Per poi proseguire "Se al di fuori del palazzo certi toni sono mortificanti per un dibattito civile ma possono essere derubricati a maleducazione, dentro al Comune di Torino hanno tutto un altro sapore. Quando attacchi infatti chi ci mette la faccia quotidianamente tenendo in piedi aziende e posti di lavoro è un altro paio di maniche. Oggi a Palazzo di Città si è consumata una grave frattura tra il Movimento e il resto dei cittadini torinesi e piemontesi che hanno sempre tirato avanti la carretta anche per assicurare un lavoro a chi protesta tra le fila dei No Tav. 

Oggi Appendino sceglie di suicidare Torino, spetterà a chi verrà dopo lei raccogliere i cocci dalle macerie fumanti e rimettere in piedi una Cittá mortificata e in declino per causa sua".

Infatti si è consumata la frattura tra la Torino che produce ed una sindaca irresponsabile che con le sue velleità, ha contribuito a privare la città dei finanziamenti per infrastrutture indispensabili. Per citare le ultime imprese, con il suo atteggiamento ondivago, ha escluso Torino dal novero delle città sede delle Olimpiadi Invernali del 2026, con la perla NOTAV , palesata con il voto di ieri in consiglio, sta facendo ancor peggio.

Sarebbe opportuno e pare che qualcuno già ci stia pensando, indagare sull’utilità e dei risultti raggiunti, in seguito ai lunghi viaggi che, a spese nostre compie periodicamente intorno al mondo.

La Misura è ormai colma. A quando la spallata finale! Affermazione che è circolata a più riprese nei corridoi di Palazzo Civico.

 

Fotografie FB e in proprio

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