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Politica Nazionale

Prossima rottura sul Muos.

I 5 Stelle siciliani sicuri che Di Maio annuncerà lo smantellamento del mega impianto satellitare Usa, ma il Governo frena bruscamente.

2 Novembre
07:30 2018

"Smantelleremo il Muos e Di Maio lo dirà". Le parole del consigliere siciliano M5s Giampiero Trizzino piombano sui cellulari dei ministri in un giorno di festa scatenando il panico. L'esponente regionale annuncia come imminente una decisione che a leggerla bene avrebbe una portata mastodontica nei rapporti fra l'Italia e gli Usa. Il mega impianto satellitare di comunicazione americano in costruzione nella riserva naturale della Sughereta di Niscemi, nella provincia siciliana di Caltanissetta, è stato progettato per rendere più rapidi e integrati gli scambi di informazioni dell'esercito americano e fa parte di una rete intercontinentale, con il sito siciliano snodo delle comunicazioni per il Medio Oriente e il Mediterraneo.

I grillini sono da sempre schierati per lo smantellamento della base, ma adesso, nella realpolitik governativa, i vertici sono costretti quantomeno a una brusca frenata. Fonti vicine al Ministero della Difesa derubricano le parole di Trizzino a "espressione del singolo soggetto politico".

La vicenda è complessa e va avanti dal 2006, anno in cui furono rilasciate le autorizzazioni per l'installazione dell'impianto satellitare militare, di proprietà della Marina militare Usa, all'interno della base NRTF di Niscemi. Nello specifico il Muos, nonostante l'opposizione della popolazione, è attivo dal 2016 e occupa un'estensione di oltre un milione di metri quadrati. Un'area che, secondo gli attivisti, è stata sottratta alla riserva naturale della Sughereta e sarebbe fonte di inquinamento.

Luigi Di Maio la settimana scorsa, ospite in Sicilia, precisamente a Scordia, sull'onda dell'entusiasmo aveva annunciato importanti novità sul Muos. A distanza di pochi giorni le parole del consigliere Trizzino lasciano intendere che il Governo si metterà di traverso, ma il dicastero della Difesa chiarisce che "in questi giorni il Governo è al lavoro sul dossier" e che "l'unica voce ufficiale sul tema è e sarà quella del governo".

E dal Governo l'annuncio che Di Maio dovrà dare, se mai lo darà, non porta allo smantellamento del Muos. Affinché ciò avvenga bisogna prima di tutto che il premier Giuseppe Conte ne parli con Donald Trump e nell'incontro che a luglio c'è stato tra i due non sembra sia stato affrontato l'argomento. Ed è evidente che si stia cercando di allontanare più possibile l'argomento con l'amico Donald - che non sta facendo mancare il suo sostegno al Governo di Roma in questi giorni, anche via Twitter - dal momento che tra dieci giorni ci sarà a Palermo la conferenza sulla Libia e l'Italia conta moltissimo sul sostegno americano per la sua diplomazia nel Mediterraneo. Aprire un conflitto diplomatico con l'America non è mai una buona idea, tanto meno lo sarebbe adesso per il Governo.

Piuttosto si va verso il ritiro della memoria difensiva presentata dall'avvocatura dello Stato. Memoria che il ministro Elisabetta Trenta non ha riconosciuto come sua. Ci sarà quindi solo un cambio di strategia giudiziaria rispetto al precedente Governo. La memoria che sarebbe servita a smontare i ricorsi di chi ne chiede la chiusura adesso non è più sul tavolo. L'esecutivo gialloverde, in altre parole, non si schiererà contro i comitati No-Muos, ma ciò non significa che avvierà una strada diplomatica con Washington per chiudere il contestato sistema satellitare impiantato dagli Usa a Niscemi.

Servirebbe un atto politico da parte del Movimento 5 Stelle - con il consenso della Lega - per chiedere lo smantellamento del Muos ma - come spiegano fonti parlamentari - "non possiamo arrivare con le ruspe". La questione può essere affrontata solo al tavolo di Giuseppe Conte e Donald Trump e i rapporti di forza sono agli occhi di tutti. Il modello è quello degli accordi internazionali sul gasdotto Tap e il rischio è che, fuori dai proclami politici e dell'annuncio di grandi novità, la realtà sarà inevitabilmente un'altra. E non porterà allo smantellamento della base americana, come promesso dai 5 Stelle in campagna elettorale. E come in Salento per il Tap anche in Sicilia per il Muos si potrebbe aprire una crepa fra il Movimento e i suoi elettori.

huffpost.it

 

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