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Cronaca Torino

#Torinodicebasta é lo slogan che mobilita oltre 500 cittadini in piazza Castello

Contro il degrado rappresentato da quest’insana amministrazione comunale

4 Novembre
08:30 2018

Al grido “Vogliamo Torino senza Appendino” ed altri ancor più personalizzati, alcuni torinesi si sono dati appuntamento sui social e ieri mattina, in piazza Castello, nonostante le inclementi condizioni metereologiche, oltre 500 cittadini presenti hanno voluto manifestare l’orgoglio dell’appartenenza contro la decadenza alla quale Chiara Appendino sta condannando la città.

E’ un movimento spontaneo ed apartitico che, sulla scia dell’inizio romano della scorsa settimana, si consolida a Torino ed in pochi giorni ha già raccolto oltre 70000 adesioni in tutt’Italia, in quanto i diktat del M5S al Governo, stanno penalizzando la qualità della vita di milioni d’Italiani.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso dell’insofferenza dei torinesi nei confronti di una così inetta e supponente prima cittadina, si è scatenata dopo il voto di lunedì in consiglio comunale, con lei volutamente latitante, come in ogni momento decisivo per la città.

All’indomani dell’infausta ascesa di Chiara Appendino, la sua maggioranza aveva votato l’uscita della città dall’Osservatorio della TAV. Conseguenza pratica ininfluente, anche perché Torino non è direttamente legata ai cantieri per la realizzazione della linea ad alta velocità Torino Lione.

Quindi non c’era e non si sentiva alcuna necessità di quel voto di lunedì in consiglio Comunale. Ma, la settimana precedente, Di Maio ed il lunare ministro Toninelli erano stati pesantemente contestati dai creduloni pugliesi che avendo votato in massa i grillini alle elezioni del 4 marzo, per ostacolare gli ultimi lavori del terminale del gasdotto che dalla Russia porta energia in Europa. Progetto che obiettivamente non può venire bloccato da un’istanza locale.

Dinanzi al dietrofront un po’ pasticciato ed insicuro di Di Maio, gli strateghi grillini hanno pensato bene, tramite il ventre molle della “maestrina” Chiara Appendino di far sentire la loro voce in Piemonte e ribadire l’indifendibile, contro la realizzazione di un’opera di vitale importanza.

L’arroganza del presidente del Consiglio comunale Versaci che nel corso della seduta di lunedì scorso, aveva prontamente espulso gran parte dei consiglieri dell’opposizione, ha fatto il resto.

Non contenta la sindaca ha rilasciato venerdì un’intervista nel corso della quale ha avuto il coraggio di sostenere che il traforo alpino rappresentava un’opera antiquata e quindi da non realizzare, dando di gomito a Di Maio che in visita a Torino si era espresso in modo analogo. Ma la rabbia popolare e la giusta reazione nasce anche in seguito al ruolo marginale che la città sta assumendo ogni giorno. Oltre al fuggi fuggi di attività produttive e manifestazioni di respiro internazionale, al grottesco comportamento del sindaco sulle Olimpiadi, stiamo assistendo al blocco di ogni opera pubblica di rilievo. Dalla seconda linea della Metropolitana, al raccordo ferroviario per l’ospedale San Luigi di Orbassano, sede universitaria che richiama migliaia di pazienti ed operatori ogni anno.

L’ultima perla della nostra sgangherata maggioranza, porta come conseguenza le difficoltà crescenti in cui avviene il deflusso di mezzi di trasporto dalla città, attraverso due vie di scorrimento viario di fondamentale importanza. Ci riferiamo al percorso che da corso Polonia conduce alla tangenziale di Moncalieri ed all’imbuto che si crea ogni giorno in piazza Baldissera per l’accesso verso la tangenziale.

Questa infausta amministrazione si è rifiutata di accedere ai finanziamenti per creare soluzioni idonee per fluidificare il traffico, confondendo le caratteristiche delle grandi arterie di penetrazione, con le vie di limitate importanza per il traffico residenziale. La supponenza del vice sindaco ha contribuito ad esacerbare gli animi.

Il prossimo sabato dovrebbe tenersi una manifestazione a favore della Tav, con la partecipazione di cittadini di ogni tendenza e patrocinata dalle organizzazioni produttive e del lavoro che hanno già assunto netta posizione contro l’isolamento di Torino e del Piemonte, la SI TAV, dopo che il movimento SI LVORO, tramite la piattaforma Change.org, ha già raccolto oltre 50000 adesioni.

Ieri mattina erano presenti davanti alla prefettura, anche esponenti del PD, di FI e di FdI. Non riportiamo le loro dichiarazioni, in virtù dell’apoliticità di quest’iniziativa.

Le organizzazioni produttive che si già hanno manifestato il loro disagio lunedì in consiglio comunale, hanno partecipato al presidio di ieri. E sono tra i promotori di ulteriori mobilitazioni. In proposito il presidente dell’Amma Giorgio Marsiaj, così ha commentato il successo dell’iniziativa per dire Si alla Tav ed allo sviluppo:” Un argomento sentito. E’ la città che si muove. Non si può dire No allo sviluppo” .

La rivolta delle coscienze contro la strafottenza di un potere bacato ed avulso dalla realtà, è partita. Seguiremo gli sviluppi!

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