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Economia e finanza

Pmi e 4.0: fondamentale l'esempio della grandi aziende

La scommessa sull'Innovazione è questione di crescita-Paese

5 Novembre
08:00 2018
In Italia si è attivato un circolo virtuoso in cui la Politica sta facendo il suo lavoro: si è capito che la trasformazione digitale non è per addetti ai lavori ma è questione di crescita-Paese”: sono le parole di Andrea Rangone di Digital360 sull'Industria 4.0. Il cammino però è ancora lungo se si tiene conto che soltanto il  24,4% delle piccole e medie imprese, ovvero le aziende con massimo 50 dipendenti, si sono dotate di una tecnologia 4.0. Il dato non è incoraggiante dal momento che le Pmi rappresentano il tessuto produttivo italiano, capaci di produrre nel 2017 un giro d'affari di 871 miliardi di euro, dando lavoro a 3,9 milioni di persone.
 
Quando aumentano i numeri di dipendenti, l'attenzione alla tecnologia si incrementa. Infatti quasi il 50% delle aziende con più di 250 dipendenti e più del 25% di quelle tra 50 e 250 dipendenti hanno già almeno una tecnologia 4.0.
 
L'adattamento nel prossimo futuro è stato programmato da circa un'azienda su 10. Rangone vede però il bicchiere mezzo pieno e a Il Corriere delle Comunicazioni dichiara: "la notizia vera è che le grandi aziende si sono più che attivate sul fronte Industria 4.0. E questo è fondamentale, perché sono i grandi a innescare l’effetto capofiliera e l’effetto culturale imitativo mettendo dunque in moto tutta la macchina delle filiere".
 
D.C.
 
(Immagine in copertina tratta da Confidi)

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