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Scienza e Salute

Torna il freddo e con questo il pericolo di avvelenamento da monossido di carbonio. Come prevenire un'intossicazione che pu˛ rivelarsi fatale

8 Novembre
12:00 2018

Si avvicina il periodo invernale ed il freddo è destinato ad aumentare, ogni giorno di più, rendendosi così necessario riscaldare gli ambienti in cui viviamo. Ogni anno, durante questo periodo un certo numero di persone, purtroppo sempre troppo elevato, rimane vittima di avvelenamento da monossido di carbonio a causa dell’incongruo utilizzo di stufe non adeguate alla prevenzione di un incidente, sovente mortale. L’intossicazione da inalazione di monossido di carbonio è quella statisticamente più diffusa ed è causata dalla incongrua combustione di stufe e stufette prive degli opportuni accorgimenti finalizzati a prevenire la dispersione negli ambienti chiusi di tale gas.

La prevenzione di un simile incidente consiste nell'informare le persone sulle norme di sicurezza relative al funzionamento delle stufette, dei caminetti utilizzabili nelle case e, soprattutto, nell'intraprendere le azioni corrette che possono salvare una o più vite, poiché il monossido di carbonio è un gas molto velenoso ed assai subdolo, essendo privo di odore che ne denunci la presenza ai nostri sensi, la qual cosa lo rende difficilmente percepibile. Chimicamente si tratta di un’emotossina, ovvero di una tossina la cui azione letale avviene nelle cellule del sangue, di solito i globuli rossi, provocandone la distruzione. L’emotossina, una volta che sia stata inalata, si comporta come l’ossigeno, sostituendosi a questo, reagendo con lo ione del ferro formando un legame 205 volte più stabile di quello formato con l'ossigeno, impedendo così a queste cellule di trasportare correttamente l'ossigeno nel corpo, causando l’insorgenza di uno stato asfittico, che viene a verificarsi gradualmente.

I principali sintomi che ne denunciano l’avvelenamento, sono rappresentati da vertigini, comparsa di mal di testa, nausea e vomito; se questi sintomi sono osservati in più persone nello stesso locale è necessario sospettare immediatamente l’avvelenamento da monossido di carbonio. In questo caso, si devono aprire porte, finestre, e portarsi il più rapidamente possibile all’aperto ed è obbligatorio, di fronte a più persone che manifestano chiari sintomi di iniziale perdita di coscienza, rivolgersi nel più breve tempo possibile ai presidi sanitari attrezzati per le urgenze.

Il trattamento per risolvere l’intossicazione da monossido di carbonio consiste essenzialmente, almeno in una fase non eccessivamente avanzata, nel far respirare ossigeno puro al paziente. Nei pronto soccorso, è possibile disporre di apposite mascherine per il naso e la bocca in cui defluisce ossigeno puro: in tale modo l'ossigeno si sostituisce gradualmente all’emotossina, potendo raggiungere ed irrorare normalmente organi e tessuti. Se il paziente non riesce a respirare da solo, sarà necessario intervenire utilizzando un respiratore meccanico che si sostituirà ai fisiologici movimenti della cassa toracica, permettendo la normale circolazione dell’ossigeno.

Nei casi più gravi bisognerà fare ricorso all’utilizzo di una camera iperbarica, ovvero di una camera in cui la pressione dell'aria è da due a tre volte superiore alla norma, condizione questa che accelera la sostituzione del monossido di carbonio con l'ossigeno nel sangue. Tale presidio terapeutico aiuta a proteggere il cuore e il tessuto cerebrale, che sono particolarmente vulnerabili alle lesioni da avvelenamento da monossido di carbonio. L'ossigenoterapia iperbarica può essere raccomandata anche per le donne in gravidanza, in quanto i feti sono più vulnerabili ai danni da avvelenamento da monossido.

Per limitare il rischio di avvelenamento da monossido di carbonio, è dunque consigliabile, prima dell’arrivo dell’inverno, far controllare da un professionista qualificato gli impianti di riscaldamento e di erogazione dell'acqua calda, prestando attenzione a mantenere sistematicamente pulite le canne fumarie.   Ogni giorno, ventilare adeguatamente gli ambienti in cui si vive, mantenere i sistemi di ventilazione in buono stato di funzionamento e, non otturare mai le prese d'aria collegate all’esterno. Una precauzione utile e poco costosa sarà quella di installare rivelatori di monossido nell'ambiente domestico, collegati ad un allarme che scatta quando la presenza di tale gas supera la soglia di pericolosità.

Per ultimo, ma non meno importante, sarà bene osservare le istruzioni per l'uso degli apparecchi a combustione e non mettere mai in funzione le stufette in modo continuo. Una buona precauzione sarà quella di collocare sempre gli sfiati all'esterno degli edifici, avendo cura di non utilizzare mai apparecchi non destinati al riscaldamento delle case come bracieri o barbecue. Solo in questo modo sarà possibile sfuggire a un soffocamento subdolo, che se non trattato tempestivamente, potrà causare sia lesioni molto gravi che il decesso, come purtroppo le cronache relative alla stagione invernale, troppe volte ci hanno dimostrato. 

 

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Immagini da : http://www.hoggmechanical.com/2015/02/carbon-monoxide-poisoning-prevention-5-tips/

https://www.hyperbaricflorida.com/

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