Tra ambientalismo e abusivismo

Ancora una volta l’Italia messa in ginocchio dal maltempo e dall’incuranza

Dopo l’ennesima ferita al Paese inferta da nubifragi ed esondazioni, il Ministro degli Interni Salvini (non quello dell’ambiente, perché questo paese ha ormai solo più due ministri che parlano su ogni argomento) ha avuto modo di ricordare che tutto ciò accade per via di quell’ambientalismo da salotto che non vuole dragare il fiumiciattolo o abbattere l’alberello, senza pensare che poi l’alberello e il fiumiciattolo ti presentano il conto.

La considerazione di Salvini di per sé appare convincente e realistica, benché non esaustiva, dal momento che in questo nostro Paese la mancata manutenzione (vedi i ponti che crollano) e l’abusivismo (vedi le case edificate a pochi metri dai fiumi o su pendii a rischio frana) non contribuiscano certo a renderci più sicuri.

L’Italia spende meno di altre Nazioni europee per la salvaguardia del territorio, quando, invece, farebbe bene a fare il contrario dal momento che tra fiumi, laghi, montagne e borghi storici risulti essere molto fragile dal punto di vista idrogeologico.

Se nei decenni, per via dei cambiamenti climatici, è proprio il meteo ad essere cambiato portandoci sempre più spesso piogge violente, nubifragi e trombe d’aria, e anche vero che ad essere (stato) modificato è il territorio, con un ritmo di cementificazione impressionante, nonché troppo spesso abusivo.

L’attuale governo ha, o dovrebbe avere, nel M5S la sua componente più ambientalista (si pensi al no alla TAV) che nel programma  parla di interventi soprattutto sulla prevenzione del territorio; peccato che tutto ciò risulti solo in maniera generica, visto che ormai l’unico argomento di cui si parla e su cui si pensa di spendere molto è quello del reddito di cittadinanza.

Bisognerebbe tornare a parlare nelle aule parlamentari dell’opportunità di far abbattere le costruzioni abusive, ma possiamo aspettarci un colpo duro di questo tipo da un governo che consente indirettamente l’evasione fiscale attraverso il condono? Il condono fiscale sì e il condono edilizio no? Restiamo in attesa di una risposta tra un nubifragio e l’altro, speranzosi che, almeno questa volta, non sia, come sempre, colpa di Bruxelles.

 

 

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Articolo pubblicato il 08/11/2018