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Musica

Torino. “La Dafne” di Marco da Gagliano inaugura la stagione concertistica di musica antica e barocca di Regie Sinfonie

Nella Sala delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale in coproduzione dei Musici di Santa Pelagia e dell’Accademia del Santo Spirito

14 Novembre
09:00 2018

Dopo la presentazione della stagione tenutasi a Palazzo Barolo sabato 10 novembre, martedì 20 novembre 2018 alle ore 21 Regie Sinfonie inaugura il suo cartellone nella sontuosa cornice dalla Sala della Guardia Svizzera di Palazzo Reale con l’esecuzione  della Dafne di Marco da Gagliano, opera di rarissimo ascolto della prima metà del XVII secolo, primo tassello di una fruttuosa coproduzione dei Musici di Santa Pelagia e dell’Accademia del Santo Spirito, che il 9 aprile del 2019 vedrà i due ensemble presentare in prima esecuzione moderna nel Duomo di San Giovanni Battista di Torino l’oratorio Il Giosué di Giovanni Bononcini.

Questo evento fa parte di Intrecci Barocchi, progetto della Regione Piemonte e della Città di Torino, sostenuto dalla Fondazione per la Cultura Torino e realizzato dai Musici di Santa Pelagia, dalla Fondazione Academia Montis Regalis, dall’Accademia Maghini e dall’Associazione Corale Stefano Tempia e verrà preceduto venerdì 16 novembre alle ore 11 nel Salone d’Onore di Palazzo Barolo, via delle Orfane 7 Torino, da una lezione di presentazione a La Dafne tenuta dal dottor Giovanni Tasso, che consentirà di inquadrare meglio il contesto storico e artistico in cui venne composta quest’opera.

L’ingresso è libero, previo ritiro dei biglietti di invito giovedì 15, venerdì 16 e lunedì 19 dalle 9.30 alle 12.30 presso l’ufficio dei Musici di Santa Pelagia, in via Corte d’Appello 22 Torino, primo piano.

Per ulteriori informazioni si può inviare una mail all’indirizzo info@musicidisantapelagia.com.

 

La tredicesima edizione di Regie Sinfonie, la stagione di musica antica e barocca organizzata dai Musici di Santa Pelagia, si realizza con il prezioso supporto della Regione Piemonte, della Compagnia San Paolo e dalla Fondazione CRT.

Cartellone Regie Sinfonie 2018/2019

Sabato 10 novembre 2018 ore 21

Salone d’Onore di Palazzo Barolo

Aspettando Regie Sinfonie

I Musici di Santa Pelagia

Martedì 20 novembre 2018 ore 21

Palazzo Reale

 

MARCO DA GAGLIANO

la dafne

Accademia del Santo Spirito

Musici di Santa Pelagia

Andrea Banaudi, direttore

 

 

 

Venerdì 1° dicembre 2018

Salone d’Onore di Palazzo Barolo

 

il giardino di armida

Barbara Zanichelli, soprano

I Musici di Santa Pelagia

Maurizio Fornero, direttore

 

 

 

Martedì 18 dicembre 2018 ore 21

Tempio Valdese

 

JOHANN SEBASTIAN BACH

oratorio di natale – seconda parte

Coro Accademia Stefano Tempia

Orchestra dei Musici di Santa Pelagia

Ruben Jais, direttore

 

 

 

Sabato 12 gennaio 2019 ore 21

Salone d’Onore di Palazzo Barolo

 

la chitarra romantica

Francesco Romano, chitarra Luis Panormo, 1835

 

 

 

Sabato 16 febbraio 2019 ore 21

Salone d’Onore di Palazzo Barolo

 

LUDWIG VAN BEETHOVEN

trii per archi op. 9

Trio Il Furibondo

 

 

 

Venerdì 8 marzo 2019 ore 21

Salone d’Onore di Palazzo Barolo

 

il salotto del belcanto italiano

Quartetto d’Archi dell’Academia Montis Regalis

 

 

 

Venerdì 29 marzo 2019 ore 21

Teatro Vittoria

 

tesori del grand siècle francese

I Giovani dell’Academia Montis Regalis

Barthold Kuijken, flauto e direzione

 

 

 

Sabato 9 aprile 2019 ore 21

Duomo di San Giovanni

 

GIOVANNI BONONCINI

il giosuè

Accademia del Santo Spirito

Musici di Santa Pelagia

Maurizio Fornero, direttore

 

 

 

Venerdì 3 maggio 2019 ore 21

Chiesa di Santa Pelagia

 

dinastie musicali

I Giovani dell’Academia Montis Regalis

Francesco Corti, clavicembalo e direzione

 

 

 

Venerdì 30 maggio 2019 ore 21

Chiesa di Santa Pelagia

 

venezia, roma, napoli: tre scuole, non un treno

Coro Giovanile Italiano

I Giovani dell’Academia Montis Regalis

Filippo Maria Bressan, direttore

 

 

 

Venerdì 14 giugno 2019 ore 21

Chiesa di Santa Pelagia

 

l’apogeo del classicismo viennese

I Giovani dell’Academia Montis Regalis

Enrico Casazza, violino e direzione

 

Nota di Sala

 

Una delle date più famose della storia della musica è il 6 ottobre 1600, quando nella sontuosa cornice di Palazzo Pitti venne rappresentata per la prima volta l’Euridice di Jacopo Peri su libretto di Ottavio Rinuccini, nell’ambito dei festeggiamenti per le nozze di Maria de’ Medici con il re di Francia Enrico IV, che erano state celebrate il giorno precedente nel Duomo di Firenze.

Questo memorabile evento musicale è stato considerato in seguito l’atto di nascita del melodramma, un po’ per l’importanza storica delle nozze (Enrico IV aveva emanato due anni prima l’Editto di Nantes, che aveva posto termine in Francia alle sanguinose guerre di religione tra cattolici e ugonotti), un po’ per il fatto che il testo dell’Euridice ci è pervenuto integro e un po’ perché l’“anno rotondo” in cui venne messa in scena può anche essere visto come lo spartiacque ideale tra gli ultimi bagliori del Rinascimento e l’alba del Barocco – non è un caso che il 1600 sia anche ritenuto la “data di nascita” convenzionale del basso continuo, grazie alla composizione dei Cento Concerti Ecclesiastici di Lodovico da Viadana, dati alle stampe a Venezia due anni più tardi.

Insomma, questo insieme di fattori contribuì a fare risplendere l’Euridice a tutto svantaggio delle altre opere che vennero composte nei primi anni del nuovo secolo, fatta ovviamente eccezione per L’Orfeo di Claudio Monteverdi, tenuto a battesimo nel Palazzo Ducale di Mantova nel 1607.

Inoltre, non è nemmeno vero che l’Euridice sia realmente il capostipite del melodramma, perché in precedenza erano stati presentati lavori strutturalmente assimilabili, come gli Intermedi della Pellegrina e La Dafne di Jacopo Corsi e Jacopo Peri su libretto di Rinuccini, rappresentati a Firenze rispettivamente nel 1589 e nel 1594 (secondo alcuni studiosi nel 1598).

Si tratta di lavori concepiti per un ristretto pubblico di persone colte e basati su vicende tratte dai miti della classicità antica. In particolare La Dafne di Rinuccini si basa sulla vicenda della omonima ninfa riportata nelle Metamorfosi del celebre poeta latino Ovidio e si conclude con una sorta di morale, che vuole mostrare «Quanto sia […] periglio / la potenza d’amor recarsi a vile».

Nei primi anni del XVII secolo a Firenze – allora imprevedibile capitale della musica vocale – iniziò a mettersi in luce Marco da Gagliano, un giovane intagliatore di legno, che si dedicò con profitto alla musica, fino a diventare nel 1608 maestro di cappella della Basilica di San Lorenzo, dove prese il posto del suo maestro Luca Bati.

Nel giro di poco tempo divenne una delle figure di riferimento del panorama musicale fiorentino, come dimostra il fatto che fu tra i soci fondatori dell’Accademia degli Elevati e scrisse diversi balli e mascherate per il carnevale fiorentino in collaborazione con Peri – più vecchio di lui di 20 anni – e Francesca Caccini, figlia del celebre Giulio e autrice dell’opera comica La liberazione di Ruggiero dall’isola di Alcina, uno dei molti titoli dimenticati della storia dell’opera italiana.

Questa posizione di spicco e la fama di essere uno dei più autorevoli teorizzatori del nuovo stile rappresentativo passato alla storia con il nome di recitar cantando consentirono a Marco da Gagliano di ottenere un importante commissione dalla raffinata corte mantovana dei Gonzaga, che gli chiesero un’opera nuova da eseguire nel 1607 in occasione del matrimonio tra Francesco IV Gonzaga e Margherita di Savoia.

Le nozze vennero però rinviate al maggio dell’anno successivo e l’opera fu “riciclata” nel carnevale del 1608 per celebrare l’elevazione al rango cardinalizio del ventenne Ferdinando Gonzaga, diventato da allora suo protettore. Come soggetto venne scelta di nuovo La Dafne, sul libretto intonato un decennio prima da Corsi e Peri, aumentato e riveduto dallo stesso Rinuccini.

Dopo una breve sinfonia strumentale, la favola – come viene definita nel frontespizio – si apre con un Prologo ambientato in un ambiente bucolico alle pendici dell’Olimpo, nel quale Ovidio esprime con toni nobilmente accorati il dolore provato dal dio Apollo nel vedere la sua amata Dafne trasformata in una pianta. Questa introduzione precede le sei scene e il ballo che rievocano la metamorfosi di Dafne, ponendo l’accento non tanto sull’azione, quanto sull’espressione degli affetti dei protagonisti, che vengono compendiati nel coro di ninfe e pastori che chiude ogni scena.

Nel mondo sereno dei pastori è accaduta una disgrazia inaudita, con un drago che si aggira tra prati e boschi uccidendo gli armenti e mettendo a serio rischio la vita degli uomini.

Per salvarsi da questa minaccia, i pastori e le ninfe implorano i Superni di prestare il loro aiuto, che non tarda a manifestarsi sotto le sembianze di Apollo, che uccide il mostro con una freccia scoccata dal suo magico arco. Tornata la letizia, il dio incontra Venere con suo figlio Amore – anch’egli infallibile arciere, per quanto cieco – che, dopo essere stato deriso da Apollo, decide di vendicarsi ferendo inguaribilmente il suo cuore.

L’obiettivo viene immediatamente raggiunto, con Apollo che si accende d’amore per Dafne: la ninfa però è nemica d’amore (un topos frequente della poesia dell’epoca) e fugge dal dio, che la insegue per tutta la Tessaglia, fino a raggiungere l’amata, ormai irrimediabilmente trasformata in pianta. Apollo appare di nuovo ai pastori riflettendo dolorosamente sull’amore non corrisposto, con gli uomini che pregano Amore di non volerli vittime di questa triste condizione. L’opera si chiude con il ballo «Bella ninfa fuggitiva», la cui ricchezza espressiva sigilla un capolavoro di incantevole suggestione, che rievoca uno dei periodi più gloriosi della storia della musica del nostro paese.

 

Musici di Santa Pelagia

L’associazione I Musici di Santa Pelagia è stata costituita a Torino nel 2001 con l’obiettivo statutario di valorizzare, attraverso manifestazioni concertistiche e produzioni discografiche, composizioni inedite e sconosciute del periodo tardo rinascimentale e barocco, utilizzando criteri filologici e rifacendosi alla prassi esecutiva dell’epoca. Accanto alla produzione di autori noti nel panorama musicale sei-settecentesco, l’ensemble attua infatti una ricerca di opere inedite, privilegiando composizioni rare e di grande interesse artistico. Di particolare rilievo sono le prime esecuzioni moderne del Ballet du Temple de la Paix di Jean-Baptiste Lully con la direzione di Barthold Kujiken, l’Oratorio Santa Pelagia di Alessandro Stradella e la Messa a tre voci per sua Altezza Reale Carlo Amedeo di Savoia di Maurizio Cazzati.

I Musici di Santa Pelagia hanno partecipato a numerose rassegne musicali e a manifestazioni di risonanza internazionale sia in Italia sia all’estero, tra cui il Roma Festival Barocco, MiTo, Les concerts à Saint-Germain (Ginevra) e Mille anni di Musica Italiana (Madrid), ottenendo sempre ampi consensi di pubblico e critica.

Di grande rilevanza internazionale sono state le prime incisioni della Messa per il SS. Natale del 1707 di Alessandro Scarlatti (2004), l’Oratorio Santa Pelagia di Alessandro Stradella (2007), entrambe pubblicate dalla casa discografica Stradivarius di Milano, che hanno riscosso ampi consensi di pubblica e di critica, testimoniati dai numerosi apprezzamenti su riviste specializzate di musica antica e barocca (Orfeo, Amadeus, Classic Voice). Nel 2016 l’ensemble ha realizzato per l’importante casa tedesca CPO la prima registrazione mondiale delle Sacre Lamentazioni del compositore bolognese Giovanni Paolo Colonna, che è stata recensita in termini estremamente positivi dall’autorevole MusicWeb International.

Nel 2008 I Musici di Santa Pelagia hanno avviato un vasto studio monografico sul violoncellista astigiano Carlo Graziani, artista protagonista nelle principali corti europee nella seconda metà del XVIII secolo. Il lavoro prevede l’incisione integrale del corpus musicale del compositore piemontese e l’edizione in stampa moderna, di cui fino a questo momento sono usciti due dischi, pubblicati rispettivamente dall’etichetta milanese Urania Records e dalla casa discografica belga Passacaille.

Sotto il profilo concertistico, I Musici di Santa Pelagia organizzano dal 2005 Regie Sinfonie, la stagione di musica barocca più importante di Torino, e nel 2016 sono stati incaricati dal comune di Pamparato di curare il Festival dei Saraceni, una importante rassegna di musica antica, che nel 2017 ha tagliato lo straordinario traguardo della cinquantesima edizione. Grazie a una raffinata proposta artistica e alla presenza di artisti di grande richiamo nazionale e internazionale, entrambe le manifestazioni possono contare su un pubblico affezionato e su recensioni molto lusinghiere.

Particolarmente intensa è anche l’attività svolta dai Musici di Santa Pelagia nel campo della formazione musicale, che si sostanzia nella gestione dell’Accademia Musicale Torinese e – dal 2017 – dall’Istituto Musicale “Giuseppe Verdi” di Asti, un fatto che dimostra la presenza sempre più capillare dell’ensemble nel tessuto musicale piemontese. Oltre a queste scuole, I Musici di Santa Pelagia organizzano tutte le estati a Pamparato il Summer Camp (riservato ai ragazzi e alle ragazze delle scuole primarie e secondarie di primo grado) e il Corso di Musica Antica, che sono ormai considerati tra gli appuntamenti più importanti dell’estate piemontese sia per gli specialisti che vogliono perfezionare il loro approccio esecutivo con docenti di grande prestigio sia per chi desidera avvicinarsi al mondo degli strumenti antichi e della prassi esecutiva d’epoca.

Direttore artistico dei Musici di Santa Pelagia è fin dalla fondazione il Maestro Maurizio Fornero, cembalista e organista di livello internazionale.

 

Accademia del Santo Spirito

L’Accademia del Santo Spirito di Torino è stata fondata nel febbraio del 1985 da un gruppo di appassionati professionisti e musicisti che, provenendo da esperienze diverse, hanno posto le proprie capacità tecniche e organizzative al servizio di un progetto musicale e culturale lungamente meditato e profondamente condiviso. Essa ha sede presso la settecentesca Chiesa dello Spirito Santo nel centro storico di Torino.

La direzione artistica, dopo essere stata a lungo retta da Sergio Balestracci, è attualmente affidata ad Andrea Banaudi. Per statuto e vocazione l’Accademia si dedica allo studio e alla valorizzazione del patrimonio musicale cinque-settecentesco, non solo attraverso le esecuzioni, condotte con criteri filologici, delle pagine più note di tale repertorio, ma anche attraverso la ricerca, l’edizione e la presentazione al pubblico – spesso per la prima volta in epoca moderna – di opere ingiustamente dimenticate, quali il David di Scarlatti, il San Giovanni Battista di Stradella e la Passione di Caldara. Particolare attenzione viene dedicata fin dalla fondazione alla ricerca, allo studio e alla valorizzazione delle opere composte dai musicisti attivi presso la cappella di corte sabauda, di cui sono state presentate numerosissime prime esecuzioni moderne. Tale impegno è documentato da un repertorio dei concerti che annovera composizioni di oltre 170 autori, principalmente italiani.

Attraverso concorsi e selezioni, l’Accademia è giunta alla formazione di un gruppo di cantanti solisti, di un coro e di un’orchestra composta da giovani strumentisti che operano nel campo della musica barocca con strumenti originali, tornati a svolgere attività in Italia dopo essersi specializzati nei più importanti centri musicali europei. Fin dalla fondazione l’Accademia è stata invitata a partecipare a tutte le edizioni di uno dei più importanti festival musicali europei, Torino Settembre Musica. Nel corso del 2007 è stata l’unica associazione torinese a partecipare alla prima edizione di MiTo Settembre Musica con un concerto tenuto a Milano presso la Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia. I suoi complessi hanno svolto un'intensa attività concertistica e discografica nell’ambito della musica barocca, guidati da direttori quali Sergio Balestracci, Frieder Bernius, Filippo Maria Bressan, Ottavio Dantone, Lorenzo Ghielmi, Kay Johannsen, Jean-Claude Malgoire, Pál Németh e Simon Preston. Costantemente accompagnata dal consenso della critica e da un crescente successo di pubblico, l’Accademia, sotto la direzione di maestri quali Guido Maria Guida, Walter Proost, György Györivany Rath, Claudio Scimone, Piotr Wijatkowski, ha anche affrontato stimolanti incursioni nel repertorio otto e novecentesco. La sua stagione L’Allegro, il Penseroso ed il Moderato è ormai divenuta un appuntamento classico della vita musicale torinese.

 

Andrea Banaudi

Andrea Banaudi ha studiato presso il Conservatorio di Torino e presso l'Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna. È direttore artistico dell'Accademia del Santo Spirito di Torino. Ha tenuto concerti nelle più importanti nazioni europee, suonando fra l'altro gli organi della Hofkirche di Dresda, della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi e dell'Abbazia di Westminster di Londra. Ha al proprio attivo registrazioni discografiche per Stradivarius e Discantica e la pubblicazione di due Sinfonie di Stradella per Ut Orpheus.

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