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Cronaca Nazionale

L'Angolo della Satira del Professor Giancarlo Pavetto - Alta velocitą ed altre miserie italiane

Coccarde SI TAV in grande spolvero

18 Novembre
13:00 2018

Nella nostra città in piazza Castello si è tenuta una importante manifestazione in favore della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione. Grande afflusso di popolo, circa trentamila persone, coccarde SI TAV in grande spolvero, nessuna contestazione.

Non si sono visti i NO TAV, e con loro quei centri sociali, che, allevati con amore dai sindaci Chiamparino e Fassino, fino a ieri inscenavano vere e proprie battaglie con le forze dell’ordine, mettendo a ferro e fuoco la valle di Susa. I cittadini erano troppo numerosi ed i centri sociali si sono rinchiusi nei loro covi.

Anche perché i loro manutengoli si erano mimetizzati tra coloro che la TAV la volevano.

 

Il nipote del Conte zio.

Cacciato dal governo in malo modo dal bullo di Rignano, Enrico Letta si è rifugiato in Francia e si è messo ad insegnare. Forse l’unica cosa che sa fare bene. Nessuna traccia è rimasta del suo sbiadito governo. Ma un importante lascito in suo ricordo lo ha fatto. Ha donato al Pd ed all’Italia quella che per lui era una grande risorsa: Kashetu Kjenge, una immigrata congolese che lui, da devoto piddino e buon nipote del nefasto consigliori di Berlusconi, ha fatto ministro.

La  prediletta, anziché ringraziarlo, ora ha fondato un suo partito che chiama AFROITALIAN  POWER INITIATIVE, dai chiari connotati razzisti anti italiani.

 

Il Cotta del Matta.

Una delle più divertenti sceneggiate della politica di questi ultimi tempi è stata quella recitata dall’arrivo al Quirinale di Carlo Cottarelli, detto mister forbici, convocato con urgenza dal presidente della repubblica. Il buon Cotta si è presentato, trafelato e di corsa con indosso un sacco da montagna e trascinandosi dietro un piccolo trolley. L’uomo “dal volto quadrato di un minatore del Minnesota”, come è stato definito, era convinto che il Mattarella (come già il suo predecessore Napolitano aveva fatto con Monti, nel 2011) intendesse affidargli il governo del paese. Ma varcato il portone del Quirinale, sia il Matta che il Cotta si sono accorti che nessuno li aveva votati…. 

 

E’ sera.

Accendi il televisore ed apri TG4 mediaset. Compare la figura ieratica del berluscompagno Gerardo Greco, acquistato da Berlusconi su RAI3, come faceva con i centravanti. Ti investe una valanga. Disastro, catastrofe, sfacelo del paese, fame e tragica miseria per figli e nipoti.

Le parole d‘ordine di una tragica realtà.

Ti rendi conto che il Gerardo, gli ascari e le dislessiche di mediaset stanno parlando della manovra economica in gestazione. Affermano che Donbrowskis, lo statista  lettone, è preoccupato per l’Italia, che è in bilico la tenuta della democrazia (Berlusconi), che siamo alla soglia della dittatura (ancora Berlusconi), che i mutui salgono con lo spread e tutte le banche sono in crisi, e che grandi stati come l’Austria e l’Olanda ci guardano come mendicanti.

Siamo isolati, l’europa di Junker e di Moscovici ci invia una lettera al giorno e sta per aprire il procedimento di infrazione. Per cui gli italiani dovranno versare ai burocrati dell’UE almeno settanta miliardi, e dulcis in fundo decretare  una serie di patrimoniali.

E’ la tiritera, sempre eguale, che per ordine del buon Silvio e del suo tirapiedi Confalonieri ci viene ripetuta dai telegiornali mediaset sette od otto volte al giorno, nella speranza di arrestare il flusso di voti che F.I. perde ogni mese.

 

  

 

 

 

 

                                                                                                                          

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