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Cronaca

I traumi acuti alla dentatura non vengono prontamente curati nelle strutture pubbliche: ne parliamo con il dottor Mario Marcellino, figura di spicco nell’odontoiatria torinese.

20 Novembre
11:00 2018

Mi reco ad incontrare il dottor Mario Marcellino nel suo studio, reduce da poco dalla  controversia giudiziaria che l’ha portato a comparire di fronte al giudice Giuseppe Casalbore nella veste di imputato a causa della controversa legge voluta dall'albo professionale degli Odontoiatri in base alla quale, avendo rifiutato di iscriversi all’Albo degli Odontoiatri, è stato inquisito per “esercizio abusivo della professione medica”, nonostante i numerosi attestati che comprovano la sua indiscussa professionalità. Ora quella vicenda è conclusa, risolta al meglio, ed il dottore come al solito è impegnato con un paziente.  Al termine del suo intervento, ci accomodiamo nel suo studio e finalmente può cominciare ad illustrarmi una tematica da lui tenuta in alta considerazione: quella della emergenza traumatologica, che, afferma, “troppo spesso è trascurata dalla sanità pubblica”.

“Allora, dottor Marcellino, se disgraziatamente una persona ha un incidente la domenica, ad esempio un trauma facciale con rottura o perdita di uno o più elementi dentari, recandosi al Pronto Soccorso trova qualcuno in grado di curarlo o deve rivolgersi ad un privato?

"Premesso che la mia sensibilità al tema risale ai miei quattro anni di “allievo capo interno” in maxillo facciale a cavallo della Laurea. Per quattro anni ho gestito come prima linea la traumatologia mascellare delle Molinette e da qualche anno sono di nuovo in pista involontariamente. Per la mia clientela, con il trasferimento di chiamata sul cellulare sono sempre reperibile, ma da quando ci sono “i dentisti del Lingotto”, alias Dental School, alias ex Clinica Odontoiatrica dell’Università, chi cerca per un’emergenza la struttura pubblica via smartphone con la parola “Lingotto” (Dental School non è popolare), trova solo Centro Salute Lingotto, alias Marcellino".

Tra le tante telefonate per lo più di feroci mal di denti che dopo il tramonto diventano “sto morendo” (e anche quel tipo di sofferenza avrebbe diritto alla pubblica assistenza, magari con ticket), ci sono i traumi dentali che pure sono figli di un dio minore.  Non si capisce perché, chi prende una botta a una gamba, ha diritto ad un pronto intervento e chi la prende sui denti, (molto spesso adolescenti!), no".

“Perciò, se una persona soffre per una algia acuta ai denti o a causa di un trauma diretto al cavo orale, trova cure adeguate se si reca in un pronto soccorso?”

"Il SSN non fornisce pronto soccorso per i denti" afferma, scandendo bene ogni singola parola di quest'ultima frase.

"Il paradosso però sta nel fatto che il Ministero della Salute ne è ben consapevole: e dedica a questo argomento precise linee guida, rintracciabili  nel sito: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2755_allegato.pdf,  prodotte a maggio 2018 su una precedente edizione del 2012 “ …per la prevenzione e la gestione dei traumi dentali ..”

"Sostanzialmente il ministero riconosce alta incidenza di traumi dentali in età evolutiva, incarica l’intellighenzia di affrontare il problema, mette sul sito il “lavoro scientifico” e nessuno si incarica di diffonderlo, fare formazione e men che meno creare presidi. Ad oggi nessuno sa chi e come deve gestire un trauma dentale in età evolutiva.   Riporto a titolo esemplificativo uno dei tanti casi trattati, ovviamente nel week end perché è prevalentemente nei giorni prefestivi e festivi che i giovani e giovanissimi praticano sport”.

“Racconti cosa è successo”

“C.D. di 13 aa giocando a calcio di domenica si scontra con il portiere e, a seguito del trauma violento, lascia a terra un incisivo. Il Centro Sportivo si attiva in cerca di un pronto soccorso finche trova me al cellulare mentre rientro da Caselle; anziché andare a casa, li convoco in studio dando istruzioni per la conservazione del dente che si è staccato ed è caduto a terra”.

 “Quando arriva il paziente, sono di fronte ad una frattura dell’alveolo in cui era contenuto il dente, che ora ho fra le mie mani.  Nel giro di poche ore, previa accurata disinfezione, curo il dente al di fuori della sua sede e, dopo aver ridotto la frattura dell’alveolo, lo reimpianto nella sua sede fisiologica, applicando una contenzione che lo mantenga nella sua sede. La radiografia postoperatoria evidenzia addirittura la frattura dell’apice della radice, davvero una gran bella botta! Ho spiegato alla famiglia che il ragazzone presenta una grave malocclusione ma al padre interessava sapere in quanto tempo poteva riprendere il campioncino a giocare”.

“Ha salvato un dente, evitando al giovane sportivo una impianto protesico, di certo un ottimo risultato, in quale sede pubblica avrebbe potuto avere un analogo trattamento?

”Ad oggi in nessuna. Il paziente al più sarebbe stato medicato in pronto soccorso e rimandato al giorno dopo con l’indicazione di recarsi dal proprio dentista, ovviamente privato. Il fatto che non si possa disporre di un servizio come quello da me fornito in emergenza in un giorno festivo, è una grave lacuna del nostro sistema sanitario, che sarebbe bene venisse colmata”.

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