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Musica

Torino. Il “Giardino di Armida”, al salone d’onore di Palazzo Barolo

Secondo concerto della tredicesima edizione di Regie Sinfonie

27 Novembre
09:00 2018

Proseguono i concerti della tredicesima edizione di Regie Sinfonie, la stagione di musica antica e barocca organizzata dai Musici di Santa Pelagia, con il prezioso supporto della Regione Piemonte, della Compagnia San Paolo e dalla Fondazione CRT.

Dopo il grande successo di pubblico ottenuto martedì 20 novembre nella Sala della Guardia Svizzera di Palazzo Reale con l’esecuzione in forma semiscenica della Dafne di Marco da Gagliano in coproduzione con l’Accademia del Santo Spirito, sabato 1° dicembre 2018 alle ore 21 nell’intima cornice del Salone d’Onore di Palazzo Barolo, Via delle Orfane 7 Torino, il soprano Barbara Zanichelli e I Musici di Santa Pelagia, diretti come sempre dal clavicembalo da Maurizio Fornero, presenteranno Il giardino di Armida, un suggestivo concerto in coproduzione con il prestigioso Festival Barocco di Roma (dove verrà replicato il 7 dicembre), che delinea un affascinante spaccato della raffinata produzione vocale fiorita a Napoli nella prima metà del XVIII secolo.

Il programma abbina a un’opera molto conosciuta come Bella madre de’ fiori di Alessandro Scarlatti, tra gli esponenti più autorevoli del panorama musicale italiano a cavallo tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, due lavori virtualmente sconosciuti come la cantata La fenice dello stesso Scarlatti e l’aria Finché armato di valore di Girolamo Abos, compositore di origine maltese che ottenne un buon successo nella capitale partenopea, la cui memoria è andata rapidamente scemando dopo la sua morte, fino quasi a scomparire. Tra queste opere verranno eseguiti due concerti di Francesco Durante, celebre compositore di musica sacra stimato anche da Johann Sebastian Bach (che ne rielaborò la Missa brevis in do minore) e tra i didatti più apprezzati della Scuola Napoletana.

Questo concerto fa parte di Intrecci Barocchi, progetto della Regione Piemonte e della Città di Torino, sostenuto dalla Fondazione per la Cultura Torino e realizzato dai Musici di Santa Pelagia, dalla Fondazione Academia Montis Regalis, dall’Accademia Maghini e dall’Associazione Corale Stefano Tempia, e verrà preceduto da una breve introduzione volta a contestualizzarne il programma nel quadro della realtà storico-culturale della sua epoca.

Il prezzo dei biglietti è di 10 euro (ridotti 6 euro). Per ulteriori informazioni, si può inviare una mail all’indirizzoinfo@musicidisantapelagia.com

 

Programma della serata

Il giardino di Armida

Girolamo Abos (1715-1760)

Finché armato di valore

Aria per soprano, archi e basso continuo

Francesco Durante (1684-1755)

Concerto n. 1 in fa minore per archi

Poco andante. Allegro – Andante – Amoroso – Allegro

Alessandro Scarlatti (1660-1725)

Bella Madre de’ fiori

Cantata per soprano, archi e basso continuo

Francesco Durante

Concerto n. 5 in la maggiore per archi

Presto – Largo – Allegro

Alessandro Scarlatti

Su l’ora appunto che col carro d’oro (La fenice)

Cantata per soprano, archi e basso continuo

I Musici di Santa Pelagia

Barbara Zanichelli, soprano

Enrico Casazza, violino I

Isabella Longo, violino II

Nicola Brovelli, violoncello

Gianluca Geremia, tiorba

Maurizio Fornero, clavicembalo e maestro di concerto

 

Nota si sala

A partire dai primi anni del XVI secolo, epoca in cui passò dal dominio aragonese a quello spagnolo, Napoli fu testimone di una straordinaria fioritura musicale, che le consentì di diventare per almeno tre secoli uno degli astri più luminosi del firmamento europeo, il centro che ospitava i compositori più celebrati e innovativi e che dettava legge in materia di gusto musicale – si pensi solo alla famosa Querelle des Bouffons, che sancì a Parigi il clamoroso trionfo dell’opera buffa sulla paludata tragédie-lyrique francese.

Tutte cose note, ma di cui può essere utile indagare le ragioni: perché questo accadde a Napoli e non altrove? Tralasciando le motivazioni più banali come il calore e la luminosità del sole partenopeo e la creativa atmosfera mediterranea, possiamo riconoscere tra le cause di questo fenomeno la posizione strategica della città, crocevia non solo di commerci ma anche di culture diverse, dalla cui fusione ebbe origine lo stile che avrebbe conquistato tutta l’Europa, la presenza di famiglie aristocratiche che divennero munifiche mecenati delle arti e l’opera benemerita svolta da quattro conservatori – fondati come ricoveri per bambini poveri o orfani – dai quali sarebbero uscite legioni di compositori di altissimo livello.

Da questo insieme di fattori emerse un idioma musicale che fondeva genialmente elementi colti con spunti dal carattere argutamente popolare, senza scadere nel triviale fine a se stesso, ma raggiungendo spesso un realismo dolceamaro, in grado di piacere ancora agli ascoltatori dei giorni nostri.

In questa inesauribile fucina musicale vennero sviluppati e portati a eccelsi livelli diversi generi, che in seguito finirono per essere identificati con la città, primi tra tutti l’opera buffa e la cantata da camera, che nel corso dei decenni diedero vita a un patrimonio ricchissimo, che purtroppo continua a rimanere in gran parte confinato sugli scaffali delle biblioteche, in attesa di un’opera di riscoperta sistematica che coinvolga sia l’ambito musicologico sia quello esecutivo.

Il programma di questo concerto riunisce tre compositori molto emblematici della Scuola Napoletana, che ebbero carriere e fortune diverse: Alessandro Scarlatti, uno dei massimi protagonisti della civiltà musicale del XVIII secolo e tra gli autori che spinsero il francese Charles de Brosses a scrivere nelle sue Lettere ai familiari: «Napoli è la capitale musicale d’Europa, che vale a dire, del mondo intero», Francesco Durante, stimatissimo didatta, che a differenza di quasi tutti i suoi colleghi si concentrò quasi esclusivamente sul repertorio sacro, e Girolamo Abos, compositore originario di Malta, oggi quasi del tutto scomparso dai cartelloni concertistici e dai programmi discografici.

Originario di Palermo e attivo anche a Roma, Scarlatti è autore di una produzione sterminata, che conta tra le altre cose quaranta oratori, circa cento tra opere serie e buffe e oltre 750 cantate, nelle quali seppe trasfondere con accesa sensibilità la sua identità di membro dell’esclusiva Accademia d’Arcadia, dove era stato ammesso con l’immaginifico nome di Terpandro Azeriano.

Grazie al genere della cantata, i membri dell’Accademia potevano vagheggiare un ideale di Bellezza assoluta, nella quale si fondevano armoniosamente la musica, la poesia, l’arte figurativa e l’incanto della natura, alla luce dei miti della classicità greca e latina. Questa tensione verso un mondo privo di preoccupazioni e affanni materiali e tutto teso alla ricerca della suprema serenità dei pastori e delle ninfe trova piena espressione nella lunga cantata Bella madre de’ fiori, nella quale Scarlatti profonde la sua arte più raffinata, alternando con grande sapienza le atmosfere sospese sottolineate da accordi discordanti della sinfonia iniziale a una cantabilità meravigliosamente distesa e un’introversione venata di una soffusa mestizia a una gioia piena e sincera, il tutto sulla base di un semplicissimo idillio pastorale.

Di una generazione più giovane di Scarlatti (di cui fu anche allievo al Conservatorio di Sant’Onofrio), Francesco Durante ebbe tra i suoi numerosi allievi compositori del calibro di Niccolò Jommelli, Giovanni Battista Pergolesi e Giovanni Paisiello, che non persero mai occasione di esprimere la loro profonda ammirazione per quello che ritenevano tra i più autorevoli depositari della tradizione musicale napoletana, anche se l’attestato di stima più lusinghiero gli venne tributato nientemeno che da Johann Sebastian Bach, che trascrisse e adattò per le esigenze luterane la Messa brevis in do minore del compositore di Frattamaggiore.

Allievo di Durante fu anche Girolamo Abos, autore di 14 opere sia buffe sia serie, tra le quali spicca il Tito Manlio, dramma per musica su libretto di Gaetano Roccaforte, tenuto a battesimo al Teatro San Carlo di Napoli nel 1751, dal quale è stata tratta l’aria «Finché armato di valore», uno dei suoi maggior punti di forza. L’opera di Abos ottenne un notevole successo sia per la qualità della musica sia per la strepitosa interpretazione del castrato Gaetano Majorano, meglio noto con il soprannome di Caffariello (passato alla storia della musica per essere citato spiritosamente dal Don Bartolo del Barbiere di Siviglia rossiniano), e nel 1756 approdò sulla scena londinese, dimostrando quanto fosse ancora apprezzata la verve partenopea anche in un’Inghilterra che da oltre un quindicennio aveva voltato definitivamente le spalle all’opera seria di Händel, a tutto vantaggio dell’oratorio inglese.

Curricula dei musicisti

Barbara Zanichelli

Nata a Parma e diplomata in Violino sotto la guida di Luca Fanfoni nel Conservatorio della stessa città, si è in seguito dedicata al Canto, studiando con l’insegnante russo Anatoli Goussev a Milano. Si è perfezionata nella prassi esecutiva della musica barocca con Cristina Miatello, Claudine Ansermet e Roberto Gini, nel repertorio belcantistico con Luciana SerraSherman Lowe e Sergio Bertocchi.

 Incontra la vocalità contemporanea con Luisa Castellani, sotto la cui fondamentale guida consegue ‘cum laude’ il Diploma di Perfezionamento presso il Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano. Nello stesso Conservatorio, nel 2009, si Diploma ‘cum laude’ in Pedagogia del Canto, sotto la guida di Marianne Kohler e della stessa Luisa Castellani. Come soprano dell’ensemble vocale a cappella Vox Àltera, vince il Primo Premio al concorso internazionale “Luca Marenzio” per formazioni vocali madrigalistiche.

Il suo interesse artistico si rivolge soprattutto alla musica antica e a quella contemporanea. Come soprano solista ha collaborato con musicisti quali Karlheinz Stockhausen, con il quale ha eseguito in prima esecuzione mondiale Himmelfahrt-Erste Stunde di Klang nel Duomo di Milano, Pause 2005 nella versione per organo, soprano e tenore e, nella rassegna di concerti degli Stockhausen-Kurse Kürten 2006, in quella per sintetizzatore, soprano e tenore; in entrambi i casi con il compositore stesso alla regia del suono. 

Questo brano è stato anche registrato e pubblicato su CD per la Stockhausen-Verlag. Nel luglio del 2011 ha eseguito in prima esecuzione mondiale postuma il pezzo Urantia-19. Stunde di Klang per soprano solo ed elettronica, a Roma nei Giardini dell’Accademia Filarmonica. È tra i musicisti segnalati dalla Fondazione Stockhausen come interpreti raccomandati per la musica di Stockhausen. I compositori Gavin Bryars, Stefano Gervasoni, Francesco Hoch, William Blank, Leo Kupper, Roberto Cacciapaglia, Nicolas Bolens, Mario Pagliarani, Milos Stredron, Fabrizio Rosso e Massimiliano Pascucci, di cui ha eseguito composizioni e prime assolute, anche di pezzi scritti appositamente per la sua voce e a lei dedicati.

I direttori Tierry Fisher (Parigi, Cité de la Musique: Prometeo di Luigi Nono), Myun Whun Chung (Roma, Accademia di Santa Cecilia: Tannhäuser di Wagner, ruolo del pastorello), Pál Neméth (Milano, Chiesa di Sant’Alessandro: Festival MITO), Robert Platz, Vittorio Parisi,  Barthold KuijkenPedro Memelsdorff (Mala Punica),  Enrico Gatti (Ensemble Aurora), Stefano Bagliano (Collegium Pro Musica), Alessandro De Marchi (Academia Montis Regalis), Claudio Cavina (La Venexiana), Gianluca Capuano (Il Canto di Orfeo), Paolo da Col  (Odhecaton), Filippo Maria Bressan, Massimiliano Pascucci (Vox Àltera), Claudio Chiavazza (Affetti Musicali), Candace Smith (Cappella Artemisia), Marco Mencoboni (Cantar Lontano), Adriano Gaglianello (Collegio Musicale Italiano), Federico Bardazzi (Ensemble San Felice). Con altri direttori ha collaborato in ambito di esecuzioni corali con l’Athestis Chorus: Jeffrey Tate, Eliahu Inbal, Riccardo Muti, Neeme Järvi, Henri Farge, Fabio Biondi, Ottavio Dantone, Marco Balderi, Marco Boni, Umberto Benedetto Michelangeli, Martin Haselböck e Antonio Ballista.

Musici di Santa Pelagia

L’associazione I Musici di Santa Pelagia è stata costituita a Torino nel 2001 con l’obiettivo statutario di valorizzare, attraverso manifestazioni concertistiche e produzioni discografiche, composizioni inedite e sconosciute del periodo tardo rinascimentale e barocco, utilizzando criteri filologici e rifacendosi alla prassi esecutiva dell’epoca. Accanto alla produzione di autori noti nel panorama musicale sei-settecentesco, l’ensemble attua infatti una ricerca di opere inedite, privilegiando composizioni rare e di grande interesse artistico. Di particolare rilievo sono le prime esecuzioni moderne del Ballet du Temple de la Paix di Jean-Baptiste Lully con la direzione di Barthold Kujiken, l’Oratorio Santa Pelagia di Alessandro Stradella e la Messa a tre voci per sua Altezza Reale Carlo Amedeo di Savoia di Maurizio Cazzati.

I Musici di Santa Pelagia hanno partecipato a numerose rassegne musicali e a manifestazioni di risonanza internazionale sia in Italia sia all’estero, tra cui il Roma Festival Barocco, MiTo, Les concerts à Saint-Germain (Ginevra) e Mille anni di Musica Italiana (Madrid), ottenendo sempre ampi consensi di pubblico e critica.

Di grande rilevanza internazionale sono state le prime incisioni della Messa per il SS. Natale del 1707 di Alessandro Scarlatti (2004), l’Oratorio Santa Pelagia di Alessandro Stradella (2007), entrambe pubblicate dalla casa discografica Stradivarius di Milano, che hanno riscosso ampi consensi di pubblica e di critica, testimoniati dai numerosi apprezzamenti su riviste specializzate di musica antica e barocca (Orfeo, Amadeus, Classic Voice). Nel 2016 l’ensemble ha realizzato per l’importante casa tedesca CPO la prima registrazione mondiale delle Sacre Lamentazioni del compositore bolognese Giovanni Paolo Colonna, che è stata recensita in termini estremamente positivi dall’autorevole MusicWeb International.

Nel 2008 I Musici di Santa Pelagia hanno avviato un vasto studio monografico sul violoncellista astigiano Carlo Graziani, artista protagonista nelle principali corti europee nella seconda metà del XVIII secolo. Il lavoro prevede l’incisione integrale del corpus musicale del compositore piemontese e l’edizione in stampa moderna, di cui fino a questo momento sono usciti due dischi, pubblicati rispettivamente dall’etichetta milanese Urania Records e dalla casa discografica belga Passacaille.

Sotto il profilo concertistico, I Musici di Santa Pelagia organizzano dal 2005 Regie Sinfonie, la stagione di musica barocca più importante di Torino, e nel 2016 sono stati incaricati dal comune di Pamparato di curare il Festival dei Saraceni, una importante rassegna di musica antica, che nel 2017 ha tagliato lo straordinario traguardo della cinquantesima edizione.

Grazie a una raffinata proposta artistica e alla presenza di artisti di grande richiamo nazionale e internazionale, entrambe le manifestazioni possono contare su un pubblico affezionato e su recensioni molto lusinghiere.

Particolarmente intensa è anche l’attività svolta dai Musici di Santa Pelagia nel campo della formazione musicale, che si sostanzia nella gestione dell’Accademia Musicale Torinese e – dal 2017 – dall’Istituto Musicale “Giuseppe Verdi” di Asti, un fatto che dimostra la presenza sempre più capillare dell’ensemble nel tessuto musicale piemontese.

Oltre a queste scuole, I Musici di Santa Pelagia organizzano tutte le estati a Pamparato il Summer Camp (riservato ai ragazzi e alle ragazze delle scuole primarie e secondarie di primo grado) e il Corso di Musica Antica, che sono ormai considerati tra gli appuntamenti più importanti dell’estate piemontese sia per gli specialisti che vogliono perfezionare il loro approccio esecutivo con docenti di grande prestigio sia per chi desidera avvicinarsi al mondo degli strumenti antichi e della prassi esecutiva d’epoca.

Direttore artistico dei Musici di Santa Pelagia è fin dalla fondazione il Maestro Maurizio Fornero, cembalista e organista di livello internazionale.

Maurizio Fornero

Si è diplomato in Organo e Composizione Organistica, Pianoforte e Clavicembalo presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino e successivamente laureato con lode in Clavicembalo. Nel 1992 è giunto, come unico rappresentante italiano, alle finali dell’European Organ Festival di Bolton (Gran Bretagna). Perfezionandosi nell’esecuzione filologica del repertorio antico, svolge da anni un’intensa attività concertistica sia come solista sia in formazioni cameristiche, che lo ha portato a esibirsi in festival nazionali e internazionali di musica antica e barocca tra cui Musica en Catedral di Astorga (Spagna), Van Vlaanderen di Bruges (Belgio), Festival Internazionale dell’Aia e di Utrecht (Olanda), L’Altro Suono-Unione Musicale di Torino, Festival Monteverdi di Cremona, Settembre Musica di Torino, Bologna Festival.

Ha partecipato a numerose esecuzioni in diretta radiofonica su radio nazionali (Rai Radio Tre, Rai Filodiffusione) ed europee (Radio 3 Nazionale Belgio, Radio Classica Spagna). Collabora come organista e cembalista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il Teatro Regio di Torino, L’Academia Montis Regalis, l’Accademia Corale Ruggero Maghini e il gruppo vocale Daltrocanto. Ha inciso per le case discografiche Stradivarius, Opus 111, Niccolò e Syrius numerosi CD di musiche di compositori del XVI, XVII e XVIII secolo. Fondatore dell’ensemble strumentale I Musici di Santa Pelagia, ha inciso, in coproduzione con l’ensemble vocale Festina Lente di Roma, la Messa per il SS. Natale di Alessandro Scarlatti e l’oratorio Santa Pelagia di Alessandro Stradella (Stradivarius), entrambe inedite.

Docente di pratica del Basso Continuo presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino nel 2006 e nel 2009, attualmente ricopre la carica di Direttore della Scuola Comunale di Musica di Mondovì

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