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Economia e finanza

Le imprese come soggetto solidale

Un "donare" non fine a se stesso ma che si misura nei suoi esiti

28 Novembre
08:30 2018
La  seconda edizione del Corporate Giving Italy curato da Dynamo Academy, recentemente presentato, verifica che aumenta il coinvolgimento diretto delle imprese (a scapito delle Fondazioni corporate).
 
La ricerca ha messo sotto la lente la capacità donativa di 94 aziende (l’anno scorso erano state la metà) di medie/grandi dimensioni con un fatturato complessivo che vale oltre 209 miliardi di euro, 510 mila dipendenti che insieme rappresentano il 12% del Pil (dati relativi all’anno fiscale 2017). Il 45% del campione sono aziende italiane mentre il 55% sono filiali italiane di gruppi internazionali. Il 30% sono aziende quotate.
 
Nello scorso anno hanno erogato 191,14 milioni di euro a favore degli enti del Terzo Settore. Il valore medio dei contributi in denaro corporate è di 240.735 euro.
 
Gli investimenti filantropici aumentano. Gli analisti spiegano che "rispetto all’ammontare destinato al giving nel 2016, infatti, il 38% dei rispondenti ha dichiarato un incremento che, durante la rilevazione precedente, era stato previsto soltanto nel 27% dei casi. La propensione al giving è cresciuta sia a fronte di una stabilità dei risultati economici, sia in presenza di una loro riduzione. Tale tendenza emerge anche con riferimento alle attese di variazione per il periodo successivo, risultando più pronunciata la propensione delle imprese ad adottare approcci strategici e di sistema".
 
Un donare non fine a se stesso, ma che si tende a misurare nei suoi esiti.
 
La responsabilità sociale delle aziende cresce, insomma. Un dato che conferma il crescere di una trasversale crescita di consapevolezza verso il bene comune.
 
D.C.
 
(Immagine in copertina tratta da OPEN UI - Unione Industriale Torino)

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