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Cronaca Internazionale

L’EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS – Sara Garino: En marche!

Rivoluzioni in movimento

2 Dicembre
09:00 2018

Le Roi est mort”: dal punto di vista dei consensi e del gradimento, lo charme e la grandeur di Emmanuel Macron hanno ormai smesso di infiammare gli animi dei Francesi. Per lo meno in senso positivo ed encomiastico. Perché, da quando è divampata la protesta dei gilets jaunes, effettivamente la Francia “a ferro e fuoco” lo è davvero.

Specie ieri e la scorsa settimana, quando le recrudescenze di piazza avevano invaso gli Champs-Élisées, polarizzando ancora di più l’attenzione internazionale.

Il movimento, aggregatosi sui socials in risposta al video postato da Jacqueline Mouraud (Musicista e Madre di tre figli, esponente di quella piccola borghesia ribattezzata da taluni le peuple central), si è rapidamente rimpolpato, raccogliendo lo scontento di tutta la Nazione.

E se il casus belli, o meglio la raison de guerre, ha riguardato l’incremento del costo dei carburanti (incremento voluto da Macron per finanziare la cosiddetta “carbon tax”), l’esprit che ha smosso gli animi dei manifestanti cela motivazioni ben più trasversali. È stata infatti la Francia profonda a sollevarsi, lamentando il tradimento di quella rivoluzione messa “en marche” dal giovane Presidente.

Così, in soli diciotto mesi, il primo inquilino dell’Eliseo ha visto l’approvazione nei suoi confronti scemare dal 64% a un risicato 25%: dunque, meno di 1 cittadino su 4 confida ancora nel suo progetto.

All’uopo, è lampante capire quanto pesino sull’opinione pubblica l’incremento del costo della vita, nonché il lievitare delle impôts imposte da uno Stato in apparenza sempre più accentratore. Quindi, tra le altre cose non contano solo le accise su benzina e diesel, ma anche il rialzo della taxe fonciere e della taxe d’habitation sugli immobili, oltre al maggiorato costo delle utenze e alla crisi del lavoro.

In questo senso, l’argomentazione governativa per cercare di giustificare il nuovo balzello si è espressa a favore della salvaguardia ambientale, con lo scopo di scoraggiare le fonti energetiche maggiormente inquinanti, a favore di un approvvigionamento alternativo ed ecologico. Appare indubbio come si tratti di un piano piuttosto ambizioso, addirittura imperniato sulla chiusura di 14 dei 58 reattori nucleari attualmente in attività oltralpe.

È possibile che il Presidente (pur forte di una solida preparazione “accademica” in campo economico e amministrativo) abbia peccato di eccessivo decisionismo, confidando ciecamente – e dunque aprioristicamente – sull’efficacia delle proprie ricette…, così sottraendole al necessario e continuativo confronto empirico con la risposta (reale) della collettività.

Solo i prossimi mesi potranno dimostrare se ci sia stato un errore di tattica oppure di strategia.

Purtuttavia, le fiduciose milizie di elettori messesi “en marche” durante l’estate scorsa, si sono velocemente trasformate in furenti manipoli da sfondamento: oggi “en marche” per reclamare quel pane a cui il Potere centrale sembra voler proditoriamente sostituire delle brioches.

Giunti a questo punto, merita ora evidenziare come una rivoluzione (prescindendo dalle sue distorsioni più violente e aggressive, peraltro spesso imputabili alle nefandezze di facinorosi e sfasciavetrine) consista, giustappunto ed essenzialmente, in azioni intorno a qualcosa o a qualcuno…, sia esso un principio/valore tout court oppure il carisma trascinatore del vero leader/statista.

Del resto, questa rappresentazione non aderisce soltanto alla sfera etimologica del termine, ma ne echeggia altresì la declinazione fattuale nell’ambito delle Scienze pure.

Infatti, anche quella di Copernico fu una rivoluzione…, per il fatto di concepire il movimento delle moltitudini planetarie attorno all’unicità della stella centrale…

Dal Sole alla difesa del proprio tenore di vita, trattasi sempre e comunque di uno spostamento delle maggioranze (pianeti e cittadini)…, perché è su di esse, sulle masse, che si esercita l’attrazione gravitazionale della voce accentratrice.

E poi “ab uno disce omnes”, ovvero “noto l’uno puoi conoscerli tutti”: dunque, una volta compreso l’esprit del processo, esso si applica – immutato – a qualsivoglia tappa del percorso storiografico.

Così avvenne nel 1789, durante quella Rivoluzione francese messa in movimento dalla maggioranza del Terzo Stato, capeggiato da una borghesia competente professionalmente ma ancora povera.

Così avviene oggi, con un ceto medio impoverito che cerca di riappropriarsi dei propri spazi, erosi da minoranze statiche e fondamentalmente egoiste.

Quali saranno le prossime mosse del Roi Soleil, così come sono soliti chiamare Emmanuel Macron in patria?

Di certo, senza rivoluzione (sempre nell’accezione poc’anzi specificata), la Francia sarebbe prigioniera di un piatto gattopardismo, dove “occorre che le cose cambino perché, alla fine, tutto resti come prima”.

Le Roi est mort. Vive le Roi” !

    

SARA GARINO

Vicedirettore Vicario

CIVICO20NEWS

 

 

 

 

 

 

 

 

(Dipinto in copertina: Claude Monet, Rue Montorgueil à Paris, 1878)

 

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