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Torino Fc vs Genoa Cricket and Football Club 2-1

ESSER GRANATA VUOL DIRE FEDE E AMORE: cinque minuti di follia e una combinazione di episodi favorevoli regalano la vittoria ai granata

2 Dicembre
17:00 2018

Walter Mazzarri ha superato i problemi di salute, e questa è una buona notizia. Come già detto e scritto in precedenza, su certe cose non si scherza, mai.

Walter Mazzarri oggi torna a sedersi in panchina, e questa non è del tutto una buona notizia, salvo che il tecnico di San Vincenzo, complice il riposo forzato, non abbia cambiato il proprio credo calcistico.

Walter “dobbiamo cambiare marcia” Mazzarri a quanto pare ha meditato a lungo sulle precedenti partite, visto che oggi manda in campo (3-4-3): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Meitè, Rincon, Ansaldi; Iago Falque; Zaza. Belotti.

Finalmente in campo il tridente (mannaggia la rima): speriamo che serva a festeggiare degnamente il 112° compleanno del Torino FC e che magari ci faccia riprovare quel briciolo di tremendismo, vissuto il 13 Marzo 1994 (l’arbitro, Sig. Mariani, è il medesimo, chissa che anche questo non sia di buon auspicio).

Inizio gara vivace da parte di entrambe le squadre, e già dopo un quarto d’ora si contano almeno due buone occasioni da rete: palo di Piatek dopo un velocissimo contropiede rossoblu e subito dopo, bella girata di testa di Belotti, su cross dalla destra di De Silvestri.

Il Torino cerca, con scarsi risultati, di fare gioco e il Genoa agisce quasi esclusivamente in ripartenza. Molto fallosi i genovesi, soprattutto Romulo, espulso al 26’ dopo due brutti falli consecutivi, prima su Ansaldi, poi su Meite. Genoa in dieci uomini per il resto della gara: Murgita (sostituto di Juric squalificato) manda in campo Gunter, un difensore, al posto di Piatek, incredulo e per nulla contento della sostituzione.

Grifone in vantaggio al 35’: la difesa granata dorme in occasione di un corner (il quarto consecutivo), colpo di testa di Bessa e facile tap-in di Kouamè.

Pareggio del Torino a tempo scaduto: azione confusa al limite dell’area genovese, palla che finisce sui piedi di Ansaldi, che tira di prima intenzione, dalla lunetta e pareggia. Gran tiro e gran rete.

Vantaggio dei granata in pieno recupero: Belotti realizza il penalty concesso dal Sig. Mariani, per un fallo di Sandro su Iago.

Secondo tempo che comincia senza grosse emozioni, salvo un bel tiro di Iago da dentro l’area di rigore, che trova però Radu ben piazzato. Da notare che il cross è stato di Ola Aina, appena entrato al posto di un De Silvestri, oggi non particolarmente brillante.

Entra Baselli al posto di Meitè al 73’, nulla cambia nello schieramento del Torino, mentre Murgita cerca almeno il pareggio, inserendo Pandev al posto di Sandro.

Occasione da rete per i granata all’80: gran colpo di testa di Belotti su cross di Aina, ma Radu è ben piazzato. Ribatte Baselli, ma trova solo l’esterno della rete.

Entrano anche Lapadula, esordio stagionale, al posto di Hiljemark, e Parigini per Iago.

Occasionissima sprecata da Zaza alla fine del match.

Torino-Genoa finisce 2-1.

Non tragga in inganno il risultato: brutto Toro, che trova pareggio e vantaggio, in modo abbastanza casuale, grazie  cinque minuti di follia totale e una combinazione di episodi favorevoli. La squadra cerca di fare gioco, per carità, e ci mette molto più impegno rispetto a certe partite precedenti, ma con scarsi risultati: Rincon e Meite non sono uomini da costruzione e Iago non è un trequartista (tipo Ljajic per capirci), quindi le punte non ricevono rifornimenti adeguati, nemmeno dalle fasce, dove il solo Ansaldi (migliore in campo), si prodiga per buttare qualche pallone in area. Buona la prestazione di Ola Aina che, nella ripresa, ha vivacizzato la fascia destra.

Punte che comunque si cercano poco e si trovano ancora meno: probabilmente, durante la settimana, nell’intimità del filadelfia chiuso ai tifosi, il modulo con due attaccanti viene provato col contagocce.

Il Torino realizza il massimo, cioè i tre punti, grazie a cinque minuti di follia: compleanno festeggiato per lo meno con una vittoria, niente affatto tremendista però, contro un avversario in dieci per buona parte dell’incontro; vittoria che vale, visti i risultati sugli altri campi, il sesto posto (provvisorio) in classifica.

Per oggi va bene così, anzi troppa grazia.

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