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L置omo, i misteri e l段gnoto

Stupidi o ignoranti?

Ignorare la situazione reale porta ad agire come stupidi.

13 Dicembre
12:00 2018

Proseguiamo osservando lo schema introduttivo, tralasciando volutamente il primo strato superiore, il campo di vita originale, in quanto necessita di una attenzione particolare che richiede l’interazione fisica diretta, e passiamo allo strato intermedio denominato campo di vita naturale ordinario cosciente.

 

Questo è lo stadio in cui normalmente si muovono gli esseri umani.

 

In questo spazio vigono le leggi naturali conosciute del mondo ordinario in cui viviamo, alle quali siamo tutti sottoposti. Il nostro sforzo quotidiano si esaurisce nel cercare di gestire o adeguarci a queste leggi. Alcuni tentano anche di superarle benché sia impossibile farlo senza cambiare tutti i propri parametri interni ed esterni.

 

Anzi, in queste condizioni risulta praticamente impossibile perfino comunicare correttamente senza fraintendimenti, nonostante le migliori intenzioni e gli sforzi costanti.

 

Perché succede?

 

Perché sembra che gli sforzi fatti a fin di bene producano risultati sconcertanti ed apparentemente non coerenti con le intenzioni?

 

Siamo veramente così stupidi?

 

Oppure ci sfugge qualcosa di essenziale che interagisce distorcendo il processo messo in atto?

 

Davvero ogni essere umano è separato dagli altri come sembra, un’isola sperduta in un oceano?

 

Osservando lo schema, risulta evidente la complessità del quadro generale in cui ci troviamo a vivere e agire, ma qualcosa si può e si deve fare rimettendoci in gioco ed assumendocene la responsabilità.

 

Occorre un lavoro sistematico e perseverante di grande precisone, quasi si trattasse di una operazione chirurgica a cui sottoporre la nostra anima.

 

Prima di sottoporsi a tale operazione occorre una preparazione di base costituita da alcuni punti da conoscere, affrontare e sviluppare:

 

  1. come si può accedere ad un diverso tipo di conoscenza
  2. da cosa sono costituiti gli esseri umani e come funzionano
  3. quali leggi naturali governano i rapporti tra figli e genitori, prima, durante e dopo la vita
  4. quali leggi naturali governano i rapporti tra le generazioni
  5. come si possono applicare correttamente tali leggi per modificare i rapporti sociali e migliorare la qualità della vita, riscoprendo il modo di essere un esempio coerente tra ciò che si dice, si è e si fa
  6. come tornare ad essere esempi autorevoli, credibili e disponibili per chiunque lo desideri senza imporre il proprio punto di vista
  7. accettare coscientemente di entrare in luoghi inesplorati o dimenticati della coscienza individuale e collettiva, consapevoli della responsabilità di tutte le conseguenze che ne deriveranno
  8. elaborare le modalità di nuovi approcci relazionali con essi e, dopo averli metabolizzati, metterli a disposizione nel modo in cui ne sarà fatta richiesta da chi ne ha bisogno mediante la propria disponibilità a farlo.

 

Tratteremo questi punti nei prossimi articoli.

 

Dopo aver accennato alle caratteristiche del nostro mondo ordinario poniamo ora attenzione allo strato più basso dello schema.

 

Si tratta di quello spazio in cui possiamo trovare il 95% di ciò che ci muove anche se non ne sappiamo quasi niente.

 

In esso troviamo il campo di vita ordinario subcosciente o incosciente personale che è in relazione con tutti i campi simili degli altri esseri viventi, specialmente con quelli a cui si è vincolati attraverso i legami di sangue parentale che uniscono direttamente tra loro fino a 7 generazioni.

 

È qui che si esprimono le leggi naturali sconosciute, dimenticate o ignorate del mondo ordinario in cui viviamo, che ci governano a nostra insaputa, spesso in contrasto con ciò che pensiamo, vogliamo o desideriamo fare.

 

Le forze che esse generano non agiscono necessariamente nella stessa direzione di quelle generate dalle leggi naturali conosciute del mondo ordinario.

 

L’insieme di tutto quanto appena accennato costituisce il grande bacino del subconscio ed inconscio collettivo in cui tutto ciò che vive butta le proprie esperienze dopo averle dimenticate, disconosciute, ignorate o rimosse.

 

Ma è proprio in tale situazione, al riparo dalla vista ordinaria, che tali forze possono aggregarsi, per affinità o contrasto, e agire indisturbate fino a raggiungere la potenza necessaria per potersi esprimere nella vita ordinaria cosciente senza che nulla possa impedirlo.

 

Possono esprimersi attraverso movimenti di esseri umani oppure movimenti dell’ambiente travolgendo tutto quanto cerchi di ostacolarne lo sviluppo.

 

È possibile evitare che questo accada?

 

Esiste solo un modo per tentare una soluzione: scendere alle origini di questo meccanismo e disattivarne gli automatismi riproduttivi posti in ciascuno di noi.

 

Questo processo non può essere affrontato direttamente, ma solo seguendo un percorso di cambiamento strutturale che conduce ad una coerenza assoluta tra le leggi originali e la loro espressione materiale attraverso gli esseri umani e tutto ciò che vive.

 

Occorre prima di tutto trovare il bandolo della matassa per poi scendere in modo assicurato, tenendosi al filo, all’interno di se stessi.

 

Durante questo percorso si potranno affrontare tutte le lezioni necessarie a reimparare cosa significhi essere coerenti, lasciar esprimere attraverso di sé pensieri, desideri ed atti univoci.

 

Ed è così che chiunque osservi può comprenderne facilmente l’essenza riconoscendola come esempio autorevole pur restando libero di operare la sua scelta, qualunque essa sia.

 

 

Schema e testo

Pietro Cartella

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