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Aggrappandosi alla vita...

Le parole come arma per sconfiggere la malattia. Una testimonianza di Luca Stecchi.

6 Dicembre
08:30 2018

Civico 20 News è lieto di ospitare quest’oggi un profondo e toccante scritto del Poeta Luca Stecchi, Fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale Fucina Territoriale Biellese, preziosa realtà costituita nel 2014 e da sempre dedita a sostenere la ricerca scientifica in ambito medico. Negli anni, sono state infatti numerose le collaborazioni con il Fondo Edo ed Elvo Tempia, oltre che con artisti di livello, fra cui Omar Ronda, Paolo Demalè, Maria Rossi, Carlo Bianchessi, Elena Travaini e Marco Carena.

Tutti uniti per sconfiggere i tumori, confortando al contempo le famiglie colpite dalla malattia. In questo senso, rammentiamo ai Lettori l’appuntamento di Sabato 8 Dicembre presso il Mercatino natalizio di Sordevolo (BI), dove quanto ricavato dalla vendita dei balocchi verrà devoluto ai piccoli orfani, figli di malati oncologici.

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“Siete mai saliti su una montagna? Avete mai dovuto attaccarvi con tutto voi stessi su una roccia, sprigionare tutto il vostro coraggio per rimanere in piedi in bilico su di un dirupo?

È strano ma solo allora potrete percepire una forza, uno stimolo alla vita tale da credere che prima di voi, a livello ancestrale, esistesse già un’autorità superiore che lega e che crea ogni cosa.

Il pensiero che voglio comunicare è solo un’apertura!

Sì, apertura. Ho di recente pubblicato diverse interviste che mi sono state fatte, sulla mia malattia, una malattia seria di quelle brutte: carcinoma papillare con metastasi. Fortunatamente operato e quasi guarito al 99%.

L’aver fatto outing ha rotto uno strano muro. Di punto in bianco persone che conosco da una vita mi hanno avvicinato, dicendomi di essere in cura o ancora soggette al terribile male degli anni 2000.

Alcune donne, in particolare una giovane ragazza in lacrime mi ha chiamato dicendo che era malata da tempo, ma che solo a seguito di una lettura approfondita delle mie parole, lette sul giornale, aveva trovato il coraggio di dirlo ai famigliari.

Madre Teresa diceva spesso di essere come una goccia che cade nel mare…, ma che se non ci fosse, il mare avrebbe una goccia in meno.

Cari Lettori, cari esseri umani come me, siamo in guerra, tutti i giorni si scoprono nuovi casi di tumore, mamme, figli, mariti, nonni. Questa malattia può colpire chiunque, tuttavia la ricerca ha fatto passi da gigante. Migliaia di persone vengono salvate tutti i giorni, ma noi tutti siamo chiamati a lottare. Tutti noi siamo gli eroi dei giorni nostri, cavalieri dalla scintillante armatura le cui imprese un giorno saranno narrate dagli aedi.

La nostra lotta consiste in una sola cosa: la parola.

Comunicare con gli altri il proprio malessere e incoraggiare quanti più possibile a fare prevenzione.

Cerchiamo insieme di camminare in questo mondo ma sognando un cielo trapunto di stelle”.

 

Luca Stecchi

 

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