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Di tutto un po'

24 marzo 1860 – Trattato di Torino: la cessione della Savoia e della contea di Nizza alla Francia di Napoleone III

Breve cronologia degli eventi che portarono al “rattachement”

12 Dicembre
09:30 2018

Gervasio Cambiano – cultore di storia locale e delle tradizioni popolari – rompendo la sua tradizionale attività, ci offre un breve “flash” su di un evento che si colloca senza ombra di dubbio nella cosiddetta “grande storia”.

Si tratta della cronologia degli eventi riguardanti il “Rattachement” del 1860 che portarono alla cessione della Savoia alla Francia di Napoleone III a seguito degli accordi di Plombieres.

Nel leggere il testo allegato dell’Autore è invitabile non restare oggi “sorpresi” sull’oggetto di un accordo del genere, dove in ogni caso si amputava repentinamente un territorio e una società civile di appartenenza secolare (addirittura che dava il nome al casato!) al Ducato di Savoia e in seguito al Regno di Sardegna, come un semplice oggetto di scambio.

Fare il processo a quel periodo storico, molto complesso, in questa sede e per ovvii motivi non è nelle nostre intenzioni.

Tuttavia siamo convinti che il lettore (in particolare l’appassionato di storia) davanti al questo singolare evento potrebbe ancora percepire una sensazione di “rammarico” e di decisione sofferta e poco convinta da parte dei “decisori” del tempo, anche se un “plebiscito” popolare, sorprendentemente quasi all’unanimità, avrebbe dovuto sgombrare ogni sospetto di manipolazioni o brogli in merito.

Ma resta proprio questo “plebiscito” a ingenerare legittimi sospetti per l’altissima percentuale di consenso all’annessione alla Francia che si configurava fuori dalle logiche statistico-consuetudinarie di partecipazione.

Domanda: proprio tutti i savoiardi volevano diventare francesi, dopo secoli e secoli di appartenenza fedele alle istituzioni politico-amministrative dello Stato dei Duchi-Re della dinastia dei Savoia?

Il dubbio permane e viene ulteriormente avvalorato da un episodio significativo che ho vissuto personalmente circa 30 anni fa durante una gita con percorso storico-culturale in Savoia. Trovandomi presso la cittadina di Cruseilles (Le Pont de la Caille) fui tentato di acquistare un volume di storia locale che, in quella circostanza non era disponibile nell’edicola a cui mi ero rivolto.

Lo stesso edicolante (donna), con atteggiamento sereno e collaborativo, mi suggerì di proseguire, di attraversare il ponte sul Rodano e di “… andare in Francia, dove sicuramente lo avrei trovato …”.

Fui molto sorpreso per questo “suggerimento” di una cittadina savoiardo- francese, che sentiva e testimoniava con naturalezza spontanea la presenza della stessa realtà francese, benché datata dal 1860, come ancora estranea al contesto storico-culturale della Savoia sabauda.

1910 - Cinquantenario dell’annessione

Nessuno nega che un episodio singolo possa rappresentare una realtà complessiva, ma le “radici” storico-culturali profonde e antropologiche di una comunità antica non si cancellano “ipso facto” con la presunzione taumaturgica di trattati politici che gli eventi della ”grande politica” hanno imposto in modo autoritario e senza alternative.

Di questo occorrerebbe prenderne atto per evitare percorsi artificiali e forzati della storia delle comunità, ma questa riflessione di “ragionevolezza” purtroppo sembra non aver avuto fortuna nella storia dell’umanità.

Anzi si è quasi sempre verificato l’opposto, creando i presupposti per incomprensioni e contrasti che inevitabilmente avrebbero potuto degenerare in gravi conflitti.

Che sia questo il meccanismo perverso e inevitabile che ha creato la storia dell’umanità? La domanda è troppo impegnativa e intrigante per una risposta immediata e convincente. La questione pertanto resta totalmente aperta.

L’articolo dell’Autore, che ringrazio per la sua costante e fattiva collaborazione, è sotto riportato. Auguro una buona lettura.

 

1860 - Cronologia del Rattachement della Savoia alla Francia.

Com’è noto gli accordi di Plombieres tra il Regno di Sardegna e la Francia, del luglio 1858, prevedevano tra varie risoluzioni anche la cessione alla Francia della Savoia e della contea di Nizza. L’accodo con la Francia era in funzione dell’ aiuto che questa Nazione avrebbe poi dato al Regno di Sardegna impegnato nella guerra all’ Austria nel successivo 1859.

Cessione niente affatto indolore poiché sostenuta principalmente dal conte Camillo Benso di Cavour, mentre molte altre personalità politiche ed intellettuali erano tiepide se non contrarie. Tra queste anche il nizzardo Giuseppe Garibaldi.

In seguito a questo impegno internazionale il 24 marzo 1860 il Trattato di Torino decretava ineluttabilmente la cessione (o l’unione-annessione a secondo dei punti di vista) della Savoia alla Francia, mettendo in moto il meccanismo amministrativo-burocratico di tale eccezionale decisione.

Trattato di Torino – 24 marzo 1860

Così il 2 aprile successivo alcuni notabili savoiardi, di sicuri sentimenti filo francesi e quindi annessionisti, furono indicati dalle autorità francesi a sostituire una decina di alti funzionari piemontesi nei posti chiave dell’amministrazione civile della regione savoiarda.

Questo procedimento si applicò sia per i Governatori delle città di Chambery, Annecy, Albertville, che per gli Intendenti della Moriana, della Tarantasia, ecc.

Il 22 aprile 1860 si svolse infine il plebiscito in tutta la regione, indetto per ottenere un consenso il più vasto e popolare possibile all’annessione.

Consultazione che si estese anche ai militari savoiardi presenti nel Piemonte per motivi di servizio. Su 135.449 iscritti alle liste elettorali si ebbero 130.533 voti a favore dell’ annessione alla Francia, 234 voti contrari , 72 schede nulle e 4608 astensioni cioè non recatisi a votare e schede bianche ( per questi dati vedasi il lavoro dello studioso savoiardo Louis Gros. Un vero e proprio plebiscito pro-Francia tanto da sollevare qualche perplessità e dubbio sull’ effettiva democraticità e trasparenza delle operazioni elettorali.

Il successivo 29 maggio la Camera dei deputati di Torino ratificò il Trattato stipulato nei due mesi precedenti ed il 26 giugno anche il Senato di Parigi approvò quanto deciso a Torino. A questo punto tutto quanto prevedevano le Leggi era stato fatto dalle Istituzioni dei due Stati.

Manifesto del Senato Francese - 10 giugno 1860

Il 14 giugno alle ore 11,30, il Senatore francese Laity, commissario straordinario del Governo di Parigi ed il conte Bianchi di Castagne, commissario nominato dal Governo di Torino, si incontrarono in una sala del castello ducale di Chambery (ora sede della Prefettura del Dipartimento). Erano presenti i Governatori delle città di Chambery ed Annecy ed i Prefetti dei due Dipartimenti: Alta e Bassa Savoia.

Fu redatto un processo verbale in due copie firmate dai due commissari dove venne ufficialmente annessa la Savoia alla Francia. Al momento della firma del Commissario francese la bandiera tricolore francese fu issata sul pennone della torre principale del castello.

Manifesto del Commissario Straordinario A. Laity – 14 giugno 1860

Subito dopo i funzionari francesi entrarono nel Salone centrale del castello dove erano riuniti in attesa parecchi funzionari, notabili, vario personale amministrativo ed una rappresentanza del clero savoiardo.

Il Senatore Laity annunciò che la Savoia era francese. Narrano le cronache che per tre volte risuonò l’acclamazione “ Viva l’Imperatore”. E con questo gesto si concluse la questione.

 

Louis Gros, Le retour a la France, 1860, estratto da “ La Morienne de 1815 -1860”., 1960.

Henri de Menabrea, Histoire de la Savoie, Curandera, 1988

Immagine di Copertina da Google-filateliastamp.altervista.org; Trattato di Torino-24 marzo 1860 da Google-www.laserinvest.com

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