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Cultura

Il simbolismo del Natale ed il suo significato, oggi sovente rimosso dalle nostre coscienze

11 Dicembre
09:00 2018

Torna il Natale e come ogni anno addobbiamo le nostre case con oggetti simbolici che ci ricordano questo evento che rallegra le persone, specie i bambini che aspettano i regali in arrivo nella notte fra il 24 e il 25 Dicembre. Ormai la festa è entrata nelle abitudini di intere società, anche se sovente   vengono dimenticati i sacri significati che sottintende e tanto meno i suoi principi che andrebbero applicati quotidianamente, per tutto l'anno

A Natale si addobba l’albero con  di luci e sfere brillanti, ma perché? Come mai in quel periodo le case e le città si riempiono di luci? Per il semplice motivo che le case sono il simbolo della personalità che deve illuminarsi, ricevere le Giuste Informazioni, quelle che portano la Giustizia e l’Amore fra gli uomini ed è nelle case che viene allestito un abete. Questo rappresenta simbolicamente il corpo umano e più precisamente il suo Sistema Nervoso compreso il cervello, nel quale devono brillare la Luce proveniente dal cielo, ovvero l’Informazione, e la Coscienza Universale, simboleggiata dalla stella di Natale simbolo quest'ultima che indica il l’Illuminazione, la Conoscenza e la Consapevolezza dell’Amore, la forza che mantiene vivente il Creato. L'albero venne scelto perchè, sempre verde, era ed è il simbolo ottimale della vita eterna, che non cessa al sopraggiungere dell'inverno.

L'allestimento dell'albero è dunque un vero e proprio cerimoniale simbolico che rammenta,  con immagini da meditare, il modo in cui, ognuno di noi, deve andare alla ricerca e far rivivere la componente Divina presente in Se stesso, trasformando il concetto egoistico di della propria individualità, l'Io, in quello più ampio del Noi, che porterà l'individuo a sentirsi parte dell'intera umanità, fondendosi idealmente con questa, senza più avvertirne la separazione. 

Il significato simbolico degli alberi di Natale ha origini lontanissime nel tempo, risalente alla cultura pagana, dove il sempreverde, come detto,  rappresenta la vita, la rinascita e la resistenza necessaria per sopportare i lunghi e gelidi mesi invernali.

Le tradizioni scandinave e nordiche hanno onorato il solstizio d'inverno (25 dicembre) decorando i sempreverdi.  Questa data fu scelta ad indicare  anche la fine dell'anno vecchio e l'inizio di un nuovo anno, condivisa con la tradizione pagana, che indica il periodo compreso tra il 25 dicembre e l'inizio e la metà di gennaio, alcuni fra i  giorni più freddi dell'anno. 

Questo perché, gli uomini delle epoche antiche, credevano che gli spiriti malvagi riuscissero ad esercitare al massimo i loro influssi nefasti durante questi mesi.  Per contrastare le disgrazie, cominciarono a introdurre nelle loro case, gli abeti sempreverdi, come simboli di protezione. Questi alberi venivano decorati con candele, il cui scopo era quello di "illuminare" le giornate invernali più buie e fredde, allontanando in tale modo  gli spiriti malvagi.

Solo verso l'Ottocento il cristianesimo assorbì il simbolismo luminoso e allegro dell'albero di Natale. I cristiani avevano ritenuto a lungo l'abete il simbolo dell'Albero della vita. I primi fra loro conoscevano bene il suo simbolismo, nel momento in cui aggiungevano le candele ai loro abeti natalizi; per loro  le candele assunsero il significato della luce del di Cristo. In seguito cominciarono ad essere applicate quale decorazione, le mele, il frutto che  per i cristiani simboleggiava, e simboleggia tutt'ora, la conoscenza che secondo la credenza cristiana, ha generato il peccato originale dell'uomo.  In tale modo è possibile, davanti ad un albero di Natale, osservare la luce di Cristo che assolve la "caduta dell'uomo", illuminandolo con un simbolo immortale e che oggi, è stato trasformato dalla nostra vita frenetica in oggetto sotto cui porre i regali.

Regali sovente di poca o scarsa utilità che ci affanniamo a comperare per soddisfare il consumismo verso cui siamo spinti senza soste da una civiltà dominata sempre di più da un altro elemento simbolico, opposto a quello rappresentato dall'albero, ovvero il denaro che mai come oggi condiziona le nostre vite, sostituendosi di prepotenza alla antica tradizione che vorrebbe indurci a meditare sulla vita e sul suo reale significato.   

 

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