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La rinascita dell’Italia dal secondo conflitto mondiale raccontato giorno per giorno in un diario

Un notabile nell’Italia della democrazia dei partiti, libro di Anton Dante Coda edito dalla Olschki

22 Dicembre
14:00 2018

La casa editrice Leo S. Olschki ha pubblicato un diario di politica e di banca dal 1946  al 1952: “Un malinconico leggero pessimismo” (pp.377  illustrazioni in bianco e nero).

Il volume curato da Gerardo Nicolosi (Insegnante di Storia globale dell’età contemporanea presso il dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali  dell’Università di Siena)   rientra nella collana che promuove ricerche  di storia sociale economica, religiosa e culturale, politica e istituzionale, di storia dell’arte e della letteratura dal Cinquecento al Novecento, a partire dai fondi documentari dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo.

Il titolo del libro trattato riprende una frase del diario del 13 luglio 1946 con riferimento ad un testo di Vittorio Gorresio. “ Ci è sembrato  lo stesso stato- scrive nel testo il curatore Gerardo Nicolosi- d’animo con il quale Coda scrive le sue pagine memorabili del diario”.

Anton Dante Coda fu il primo Presidente dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino nel secondo dopoguerra, la sua nomina a questa carica istituzionale di presidente avvenuta nell’aprile del 1946 maturò per volontà di Luigi Einaudi, in quanto era molto vicino alla sua ideologia  che ne apprezzava sia le doti organizzative, che  la dirittura morale e il carattere deciso, anche nel contrastare le ingerenze dei partiti.”  Luigi Einaudi diceva  ad Anton Dante Coda: ”Le Banche devono dare a chi può restituire”, se no gli amministratori cedendo roba d’altri, commettono un furto, devono andare in galera”.

Dante Coda  fu uno dei più attivi esponenti del liberismo in Piemonte antifascista, vicino a Emanuele Sella. Il Diario di Anton Dante Coda è conservato presso l’Istituto Piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea ”Giorgio Agosti”, dove è stato depositato nel 1988 dalla sorella Anita Toso Coda. Esso ha forma di dattiloscritto in pagine sciolte, viene conservato in sette fascicoli ordinati per anno e copre un periodo che va dal 1946 al 1954.

L’autore spiega poi la decisione di pubblicare il testo sino al 1952 si giustifica perché a partire da quell’anno le notizie diventano molto più frammentarie e non riguardano prevalentemente aspetti della vita pubblica. Il testo è stato trascritto integralmente senza omissioni, e laddove  esso presentava refusi o evidenti errori di battitura, il curatore è intervenuto per rendere la lettura più agevole.

Gerardo Nicolosi insegnante di Storia dei movimenti dei partiti politici e Storia globale dell’età contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena. Si è occupato di storia del colonialismo, di storia delle élites politiche e amministrative di età liberale  e di storia del Liberalismo in Italia tra Otto e Novecento.

E’ autore di numerosi messaggi in volumi collettanei e di articoli di riviste  scientifiche e delle monografie Imperialismo e resistenza in Corno d’Africa (Rubettino 2002), Risorgimento liberale,il giornale del nuovo liberalismo( Rubettino 2012); La Provincia di Siena in età liberale (nuova edizione, Rubettino 2012).

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