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Cultura

Il Fotografo Enrico Fochi espone a Bergeggi

Una interessante mostra dal titolo: Vado Ligure, percepire un territorio

Il Fotografo Enrico Fochi Foto G.Guerreri
31 Dicembre
10:00 2018

 

 

VADO LIGURE, PERCEPIRE UN TERRITORIO

Mostra Fotografica di Enrico Fochi

 

Venerdì 28 dicembre è stata inaugurata presso la Biblioteca A.Cabiati di Bergeggi (SV) la Personale del fotografo Enrico Fochi: “Vado Ligure, percepire un territorio”.

Incontro l’Autore. Poco più che sessantenne, viso aperto e disposto al dialogo, Enrico  dimostra una forte propensione alla comunicazione, e questo non è un pregio da poco per un fotografo.

Scambiamo alcune parole sulla mostra, decidendo di approfondirne gli aspetti estetici o emotivi dopo la visita.

L’impatto con le sue immagini è piuttosto forte: una ricca collezione di fotografie molto curate anche nella stampa, rese omogenee da una gradazione cromatica dalle tinte pastello.

Vado Ligure si presenta desolata e priva di vita, potrebbe ricordare una “Cinecittà” abbandonata anche da attori e comparse, scappati da un luogo privo di Tempo, al quale rimane solo un lontano ricordo di Spazio.

Le immagini si susseguono, si accavallano senza filtri emotivi, lasciando spesso basiti gli altri visitatori.

Facendo attenzione ai commenti della persone presenti riuscivo a percepire come molti luoghi conosciuti si mescolassero ad antichi ricordi.

I visitatori, per di più anziani del luogo e qualche giovane insolitamente curioso, additavano le fotografie raccontando qualche aneddoto personale. Le torri della Centrale, ora in fase di demolizione, sono ancora presenti entrambe. Forse meno note di quelle “Gemelle” hanno caratterizzato il paesaggio, confondendosi con altri insulti architettonici.

Terminata la visita mi avvicino ad Enrico per condividere qualche impressione, da questo incontro nasce una breve intervista che propongo integralmente:

Giancarlo Guerreri: Ho voluto osservare le fotografie e al tempo stesso le reazioni del pubblico, mi sembravano tutti molto coinvolti dalle immagini, la cosa ti stupisce?

Enrico Fochi: Tutt’altro, questo è un segnale assolutamente positivo, se sono riuscito a suscitare qualche reazione significa che ho raggiunto lo scopo: ho creato un gran numero di quesiti, di domande che forse troveranno risposte inaspettate.

GG: Ho provato un certo turbamento, che probabilmente era già presente nella realtà, tu lo hai solo reso fruibile tramite le tue immagini. Mi chiedo perché non hai usato il Bianco Nero, forse avresti accentuato la drammaticità…

EF: Non l’ho usato volutamente, avrei ottenuto un effetto desolante, che avrebbe reso troppo evidente un certo tipo di disagio. In pratica non ho voluto esagerare dipingendo con delle tinte troppo forti che avrebbero potuto creare un indesiderato sconcerto.

GG: In effetti sei stato molto delicato, hai utilizzato “tinte pastello che attutiscono l’impatto delle immagini rappresentate. La scelta delle inquadrature, al contrario, evidenzia il degrado urbano e l’infinita solitudine di un luogo privo di Anime, per molti versi simile a quello descritto da Dante nel 26° canto dell’Inferno, dedicato ad Ulisse:

De’ nostri sensi, ch’è del rimanente,
Non vogliate negar l’esperienza,
Diretro al sol, del mondo senza gente.

L’assenza di persone significa che i luoghi che presenti non sono più vivibili?

EF: I messaggi che esprimo sono messaggi che ognuno può decodificare come meglio crede, neppure io posso conoscere le reazioni emotive del pubblico, almeno non tutte. Il mondo che descrivo lo considero una “realtà sospesa”, un “non-luogo".

GG: La cosa che più mi stupisce è che Vado Ligure, nella realtà, non si presenta meglio. Anzi forse non hai voluto esagerare con le immagini dure: forse non aver coinvolto la gente del luogo, se non sporadicamente come le due bagnanti sovrappeso munite di un coraggio straordinario, che ha suggerito loro di indossare il “Bikini”, è stata un’operazione di tutela per la gente stessa. Mi chiedo come hai fatto?

EF: Le esigenze tecniche, dovute alla scelta dell’illuminazione, mi hanno costretto a lavorare nelle ore più centrali della giornata, non stupiamoci quindi se vi fosse poca gente in giro: il Sole di mezzogiorno, nel mese di Luglio e Agosto, è impietoso e lascia la gente a casa o la invita garbatamente alla spiaggia.

GG: Quale futuro per Vado Ligure?

EF:  Non so proprio cosa risponderti. Vado ha operato in passato delle scelte che hanno voluto privilegiare gli aspetti industriali, a danno di quelli turistici. Ora è tardi, il treno è passato e poco importa che il mare sia ancora pulito e l’entroterra decoroso. Altre strategie territoriali avrebbero potuto far nascere buoni ristoranti e alberghi di lusso, migliorare l’accoglienza e portare Vado a dei livelli di eccellenza come hanno fatto Comuni più attenti al Turismo, la maggior risorsa del luogo.

GG: Forse non avrebbe potuto diventare come Alassio, sebbene una splendida Isola sia vicino al suo porto. Immagino che se al posto della “piazza dei container”, che la separa da Bergeggi, avessero creato un porticciolo turistico…

La mia impressione è che questa parte di Liguria, e non mi riferisco solo a Vado Ligure, abbia paura del Turismo e abbia una visione così limitata da coglierne solo gli aspetti negativi… o sbaglio?

Un sorriso di Enrico fu più esplicito di molte risposte. Un sorriso amaro che si espresse molto meglio di tante parole.

EF: Sai qual è la Verità? Io amo la Liguria, a modo mio amo anche la sua gente anche se la comprendo sempre meno. Cerco di rappresentare, nelle mie immagini la realtà per quello che è, senza condizionamenti che la possano far interpretare in un certo modo e soprattutto senza esprimere alcuna critica o alcun giudizio.

Per questo motivo, lo ripeto, non ho voluto usare il BN, avrei eliminato anche quella piccola luce di speranza che forse permetterà… chissà quando, una rivalutazione del territorio.

GG:  Volendo esprimere un parere del tutto personale, messo in relazione a quanto mi è stato ispirato dalle tue immagini, aggiungerei che ogni giorno la Bellezza viene offesa e tradita per qualche piatto di lenticchie che assume sempre nomi diversi, tutti sinonimi di dio denaro. 

La mia battaglia a favore del Bello utilizza le armi che possiedo: scrivo, espongo e denuncio il Brutto per dimostrare che dove vi è carenza di Bello nasce la mala pianta della Disarmonia, della Sproporzione, del Degrado e dell’Abbandono, nelle fotografie di questa Mostra ho colto una tristissima e desolante Realtà che sembra appellarsi ad una richiesta di Bellezza, come ultimo rifugio per l’Anima.

Questo è quello che ho letto nelle immagini di Enrico, e come ogni considerazione personale, ha il diritto di essere espressa ma non ha l’obbligo di essere condivisa.

 

Ho apprezzato molto sia il Lavoro di Enrico Fochi sia le motivazioni che lo hanno ispirato. La Mostra si concluderà il 5 Gennaio, invito coloro che si troveranno in Liguria a venire a Bergeggi per visitarla, ne vale la pena e se sarete così fortunati da incontrare Enrico la Visita assumerà un valore ancora maggiore.

 

Immagini della Mostra di Enrico Fochi.

Tutte le immagini sono state pubblicate con l'autorizzazione dell'Autore.

 

 

 

 

 

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