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Cultura

Da Torino a Mogadiscio per fotografare la Somalia italiana

La vita di Carlo Pedrini, fotografo piemontese, trasferitosi nel 1928 in Somalia per fondare il Regio Laboratorio Foto Cinematografico di Mogadiscio per documentare le opere italiane nella più lontana colonia

5 Gennaio
10:00 2019

Nel 1928 a Mogadiscio per la documentazione degli eventi della colonia, direttamente alle dipendenze del governatore, era attivo il Regio Laboratorio Foto Cinematografico che produceva fotografie e video per i periodici, i libri e i Cinegiornali dell'Istituto Luce.

Il Regio Gabinetto fotografico, “modernamente attrezzato, per fornire alla stampa ed ai servizi tecnici il materiale fotografico” venne istituito nel 1923 dal Governatore Cesare Maria de Vecchi Conte di Val Cismon e nel 1926 “vi fu messo a capo il signor Carlo Pedrini, operatore valente ed instancabile”.1

Carlo Pedrini, piemontese, naque a Ivrea l'8 marzo 1894. Si trasferisce a Torino per lavorare come fotografo e cineoperatore, sposandosi con Carolina Rosso.

Nel 1921 fu direttore della fotografia per i film Il ponte dei Sospiri di Domenico Gaido e de Il figlio di Agostino Borgato e nel 1924, di nuovo con Gaido, per La congiura di San Marco. Nel 1923, fu tra gli operatori cinematografici che il 20 maggio realizzarono le riprese de Il grande carosello storico militare in onore si S. M. il Re in piazza Vittorio a Torino, diretto da Umberto Montesi da un’idea di C. M. de Vecchi di Val Cismon. Forse proprio in questa occasione conobbe il futuro governatore della Somalia.

Si trasferì nel 1926 a Mogadiscio dove vi resterà fino al giorno della sua prematura morte, avvenuta il 15 giugno 1932, in seguito ad un tragico incidente aereo: “Un apparecchio dell'Aviazione della Somalia, pilotato dal sergente Franco Baroni, con a bordo il primo aviere motorista Rodolfo Servi ed il fotografo del Governo della Somalia Carlo Pedrini durante un volo nel cielo di Gardò, per cause imprecisate, si è incendiato alla quota di circa 1500 metri. I componenti dell'equipaggio hanno iniziato regolarmente la discesa con il paracadute ma, investiti dal Monsone violentissimo, sono stati abbattuti al suolo e sono deceduti”.2

Al Pedrini dobbiamo la maggior parte della documentazione fotografica della Somalia italiana, utilizzata per decenni anche dopo la sua morte per cartoline, testi scolastici, libri e riviste: “durante i sei anni da lui trascorsi in Colonia ha raccolto, con estrema pazienza e talvolta con grande abnegazione e sprezzo del pericolo, un album di duemila fotografie”.3

Nel 1928 documentò la visita ufficiale in Somalia del Principe di Piemonte Umberto di Savoia, seguendolo quotidianamente in tutte le cerimonie creando un reportage unico con più di 200 immagini fotografiche che hanno immortalato la nuova Somalia creata dal Governatore de Vecchi di Val Cismon.

Realizzò anche, tra il 1929 e il 1930, un film di propaganda coloniale, di m. 2019 in 4 parti dal titolo Somalia Italiana dove viene illustrato il viaggio Napoli-Mogadiscio, con i caratteri etnici e l’attività agricola, industriale, il sistema idrografico e la fauna della Colonia. Il film, in 4 copie, (una per il Piemonte-Liguria, una per la Lombardia-Veneto, una per l’Emilia Toscana ed il Ministero per l’Italia centrale e meridionale, una per l’Esposizione di Anversa) fu proiettato in tutte le città d’Italia e ripetuto fino a venti volte, come a Milano, Firenze, Torino, Genova e Trieste, Fiume, ecc.”4

Tra i filmati dell’Istituto Luce, quelli riconducibili al Pedrini sono quelli con la cornice, nei titoli di testa, recante la scritta “Il Governo della Somalia Italiana – Laboratorio Foto-Cinematografico”.

All'epoca venivano “stampate in media 1000 copie 13x18 al mese, che sono inviate alle diverse riviste e giornali, ai R. Ministeri e ad enti diversi”5 e utilizzate per le pubblicazioni a carattere coloniale riguardanti la Somalia, tra le quali : Orizzonti d’Impero del 1935 di de Vecchi di Val Cismon, Somalia Italiana del 1937 di Guido Corni, Mogadiscio – Somalia Italiana del 1929 e Ricordi Somali del 1935 entrambi di Augusta Perricone Viola, Migiurtinia del 1933 di Bernardo Valentino Vecchi e la guida Somalia del 1929, realizzata per i partecipanti alla prima crociera turistica nella colonia, dei quali documentò l'arrivo, il 29 agosto 1929, e la permanenza.

Sue anche le immagini sui testi scolastici, ancora in quelli del 1940, editi dalla Libreria dello Stato, per la V classe elementare. Nel capitolo “Somalia italiana” appare “come icona delle opere d’oltremare dell’Italia fascista”6 l'immagine del faro Francesco Crispi, presente a capo Guardafui, proprio realizzata dal Pedrini.

Documentò inoltre la prima esplorazione aerea della Somalia della storia, impresa effettuata dal Governatore Guido Corni nell'ottobre 1928 e poi pubblicata nell’articolo “In volo sulla Migiurtinia” dalla Rivista Aeronautica nel gennaio 1929.

Prese anche parte, come fotoreporter, all’occupazione della Migiurtinia “dal 30 dicembre 1926 al 28 febbraio 1927”7, per la pacificazione della Somalia settentrionale, operata dal de Vecchi.

A Torino la fabbrica di cartoline Fotocelere di Angelo Campassi, stampò due serie di cartoline “vera fotografia” (stampe di alta qualità al bromuro di argento) rispettivamente di 24 e 18 immagini.

Oggi il corpo di “Carlo Pedrini, d’anni 38, deceduto in Somalia”8 riposa a Torino, tumulato il 21 ottobre 1932, 4 mesi dopo la sua morte, nel cimitero monumentale.

Eccellenza, sono sfinita di sofferenza, ma voglio scrivere tutto il mio grazie profondo all’E.V. per il gentile telegramma. So che l’E.V. stimava il mio povero Carlo, ed era il Suo più grande orgoglio, ciò mi ha dato il coraggio di rivolgermi all’E.V. Erano 27 mesi che non vedevo il mio povero marito. Nel mese di agosto doveva venire in licenza! Eccellenza, sono disperata, e l’unico sollievo è di sperare di avere vicino la salma del povero scomparso. Non mi dimenticherò mai il grande interessamento dell’E.V. e coi rinnovati ringraziamenti, porgo devoti ossequi. Lina Pedrini Rosso. Corso Altacomba 79”9

La moglie, morì a Roma nel 1986, senza essersi mai risposta ed aver avuto figli.

Scriverà di lui il Governatore Guido Corni, con il quale collaborò durante tutto il suo mandato il Somalia: “Egli, che ha sempre dimostrato in ogni circostanza alto senso del dovere e sprezzo del pericolo, come un buon combattente è caduto nell’esercizio delle sue funzioni in un incidente di volo nell’Alta Migiurtinia”.10

Per vedere le immagini realizzate dal Pedrini in Somalia c'è una pagina Facebook dedicata che potrete visionare cliccando QUI

NOTE

1 da Guido Corni, Somalia Italiana, Vol. II, pag.180, Editoriale Arte e Storia, Milano 1937

2 dall'articolo Piloti lanciatisi col paracadute travolti dal Monsone, pag. 7, La Stampa, 23 giugno 1932

3 da La Stampa della Sera, pag. 4, 12 luglio 1933

4 da Guido Corni, Relazione sulla Somalia Italiana per l'esercizio 1929-30, pag. 29, Regia Stamperia della Colonia, Mogadiscio 1931

5 da Guido Corni, Relazione sulla Somalia Italiana per l'esercizio 1929-30, pag. 30, Regia Stamperia della Colonia, Mogadiscio 1931

6 da Alberto Alpozzi, Il faro di Mussolini, pag. 157, 001 Edizioni, Torino 2015

7 da lettera di Carlo Pedrini al Ministero delle Colonie, 4 agosto 1928, Archivio de Vecchi di Val Cismon

8 dalla lapide del loculo di Carlo Pedrini, presso il Cimitero monumentale di Torino

9 lettera del 28 giugno 1932 di Carolina Rosso a C.M. de Vecchi di Val Cismon, Archivio de Vecchi di Val Cismon

10 da Guido Corni, Somalia Italiana, Vol. II, pag.181, Editoriale Arte e Storia, Milano 1937

 

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