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Politica Nazionale

Referendum propositivo. Salvini “Serve quorum”, mentre i grillini vogliono cancellarlo.

Le prime reazioni. Il Centro Pannunzio in difesa della Democrazia Liberale.

9 Gennaio
08:00 2019

Tra i prossimi provvedimenti  che il governo gialloverde dovrebbe presentare, c’è la proposta di legge Costituzionale che introduce, nell’ordinamento, il Referendum propositivo.

I pareri sono difformi ed è iniziato il confronto - contrasto tra Matteo Salvini e Gigino Di Maio. I grillini lo vorrebbero senza quorum, baipassando ogni regola democratica, mentre  Salvini lo concepisce nell’ambito di regole certe e trasparenti.

“Coinvolgere i cittadini è fondamentale, la Svizzera è un modello però un minimo di quorum bisogna metterlo altrimenti qui si alzano in dieci la mattina e decidono cosa fare". L'ha detto il vicepremier Matteo Salvini, prendendo posizione sulla proposta di legge costituzionale sul referendum propositivo presentato dal Movimento 5 Stelle, che sarà all'esame della commissione Affari costituzionali della Camera la prossima settimana.

Gli fa eco il ministro grillino Fraccaro: "Condivido con Salvini l'idea che la Svizzera sia un modello e che i cittadini vadano coinvolti sempre di più nei processi decisionali. A tal propositivo va ricordato che in Svizzera c'è il quorum zero e che anche il contratto di Governo prevede espressamente di cancellare il quorum, proprio per incentivare la partecipazione attiva. Detto questo, sulle riforme costituzionali la centralità spetta al Parlamento e non al Governo. Saranno quindi le Camere, non il ministro Salvini né il ministro Fraccaro, a deliberare in merito al quorum per il referendum propositivo, con la consapevolezza che le riforme richiedono quanto meno il tentativo di costruire il maggior consenso possibile e di ascoltare tutti, soprattutto le opposizioni, conclude il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta.

Non mancano le prese di posizioni contro le intenzioni del M5S. "Sul referendum propositivo è certo avventuristico non prevedere un quorum minimo ma non meno gravi sono mettere in alternativa un testo 'popolare' ed uno parlamentare e consentirlo anche su leggi di spesa o in materia penale: un conto è integrare una democrazia rappresentativa e un altro è scardinarla". Così Stefano Ceccanti, Costituzionalista e parlamentare del Pd.

Contro l'idea di cancellare una quota minima di votanti per rendere valida la consultazione si schiera anche la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati: "Gli strumenti di democrazia diretta ci sono già nel nostro ordinamento e hanno rappresentato un arricchimento straordinario per le nostre istituzioni", ha spiegato la seconda carica dello Stato, "Penso alle stagioni referendarie e ai concreti 'passi in avanti' compiuti grazie alle scelte dei cittadini su grandi temi, a partire dai diritti civili. Ma un referendum senza quorum con la concorrenza tra proposte delle Camere e proposte d'iniziativa popolare, mi sembra possa mettere in discussione il futuro della stessa democrazia rappresentativa".

Il Centro Pannunzio ha diffuso una nota articolata a difesa della Democrazia Liberale.

“La riforma che introduce nel nostro ordinamento il referendum propositivo senza quorum è molto rischiosa. C’è infatti il pericolo reale di una dittatura mascherata delle minoranze. 
Il Costituente aveva previsto prudentemente il solo referendum abrogativo con quorum e raccolta di firme per la sua realizzazione. 
Il rendere semplice il referendum propositivo senza un quorum che ne garantisca la validità circa l’affluenza di un numero adeguato di cittadini al voto, significa un infliggere un corpo mortale alla democrazia parlamentare rappresentativa, annullando la centralità del Parlamento, sancita dalla Costituzione. 
La cosiddette "democrazie dirette “ non sono democrazie, come dimostra l’esperienza della storia.
Il Centro “Pannunzio”,libero, indipendente ,apartitico, sente il dovere di lanciare un allarme a tutti i cittadini sui pericoli verso cui andiamo incontro”. 

La Lega non ha presentato alcun emendamento al ddl della maggioranza di riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo. Lo rende noto, alla scadenza del termine per presentare gli emendamenti, il presidente della commissione affari costituzionali Giuseppe Brescia (M5s).

Immagini: Agi.it - Centro Pannunzio

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