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Luomo, i misteri e lignoto

Pap, come nato il mondo parte 2 di 3

Ci che semplice non di facile comprensione

11 Gennaio
09:30 2019

Come abbiamo accennato nel precedente articolo tutto parte sempre da un punto in cui tutto ciò che era, è e sarà, si trova “temporaneamente riconcentrato” prima di potersi sviluppare secondo “schemi nuovi” pur in osservanza delle stesse leggi originali. Si tratta cioè di permettere nuove esperienze in grado di implementare “valore aggiunto” alla creazione continua.

 

In queste poche parole è sintetizzato tutto il potenziale creativo, il “possibile” da cui ogni cosa estrae la propria ragione di “manifestazione vitale”.

 

Questo possibile non è assoluto in un solo senso, ma in ogni senso, ovvero può manifestarsi in una condizione specifica così come nel suo contrario o in diverse sfumature intermedie, contemporaneamente e senza soluzione di continuità.

 

Tuttavia, a causa della attuale autolimitata capacità operativa del sistema essere umano in particolare, tutto ciò che vive non è in grado di recepire nella sua interezza l’infinita gamma delle possibilità concesse.

 

Da ciò dipendono le differenti posizione di parte, culturali, religiose, filosofiche, immanenti e trascendenti, pragmatiche e sostanziali, nelle quali gruppi di esseri viventi si strutturano e si oppongono gli uni agli altri nel tentativo di salvaguardare una propria identità, peraltro fittizia e passeggera.

 

Certamente non sono le parole né i concetti a spiegare la realtà; ben lo dimostra la matematica quando dice che non c’è soluzione quando l’equazione è di grado inferiore al numero delle variabili in gioco.

 

Tuttavia, e per fortuna, per la coscienza umana, questo non è solo un limite ma anche una sfida per superarlo.

 

Quindi proseguiamo senza affrontare ancora il quesito principale, cioè cosa c’era prima del principio, ma a partire da un principio, quello che si trova al punto zero di ogni processo di sviluppo di ogni manifestazione materiale temporale e poi si vedrà.

 

Per farlo useremo termini convenzionali allo scopo di evitare un ulteriore sforzo dispersivo in un momento in cui è necessario richiamare alla nostra coscienza tutti i frammenti espressivi in cui abbiamo sparso la nostra essenza.

 

Peraltro i termini convenzionali sono facilmente traducibili nella “lingua della propria coscienza” per tutti coloro che abbiano voglia di farlo.

 

Riprendiamo quindi il “racconto fantastico per adulti” usando un’altra storia.

 

La perfezione non è l'Amore.

L'Amore comprende anche la perfezione ma va molto oltre.

Come si può andare oltre la perfezione?

Comprendendo tutto,

anche ciò che .... non è perfetto,

poiché l'Amore comprende tutto.

La Creazione dell’Origine era perfetta

e popolata da esseri viventi perfetti,

che però non potevano che essere perfetti

perché pensati così.

Per andare oltre la perfezione

occorrevano altri esseri viventi che,

per così dire, ….potessero andare oltre.....

l’Origine pensò l'essere umano creatore

a sua immagine e somiglianza,

dotato di poteri e forza infiniti.

Come poteva l'essere umano essere diverso dai perfetti

pur essendo anch'esso concepito perfetto dall’Origine

che concepisce solo ciò che è perfetto?

Per andare oltre la perfezione,

l'essere umano doveva essere libero

di comprendere la perfezione,

e quindi andare oltre

perdendosi nell'Amore con un atto cosciente.

Ed ecco la possibilità associata all'essere umano

secondo il Piano Originale:

l’Origine, quale padre/madre riuniti in sé stesso, 

generò, per separazione di una parte di sé, un’Entità

contenente anch’essa Tutto,

perché ciò fosse reso possibile coscientemente.

 

Quando l’Origine (che allo stato potenziale è in se stessa positiva - o maschile irradiante - e negativa - o femminile accogliente) concepisce l’idea creatrice, all’istante i due aspetti in essa contenuti si scindono per generare la tensione e l’energia necessaria per la realizzazione del processo creativo, allo stesso modo in cui si libera energia da una scissione nucleare atomica.

 

L’aspetto negativo o femminile si traduce operativamente nella Matrice in cui il processo realizzativo è accolto e posto nelle condizioni di manifestarsi materialmente, indipendentemente dalla configurazione più o meno sottile o materiale che gli sarà propria.

 

Nella Materia Vergine, perché prima di allora non ha ancora concepito alcunché, la Mater, l’idea si manifesta materialmente dall’azione congiunta del principio animatore in essa contenuto e il potenziale materiale ancora informe, da cui si generano le forme animate. Avviene qualcosa di simile a quanto succede tra esseri umani (fatti a immagine e somiglianza) dal momento in cui desiderio e idea di generare un figlio iniziano ad agire.

 

Se vengono mantenute le corrette relazioni, attraverso un ponte comunicativo, - che alcuni ritengono sia l’Anima Originale -, l’Origine emana dal suo polo irradiante tutto ciò che serve alle Creature, le quali ricevono tali impulsi tramite i propri poli negativi accoglienti, rispondendo coerentemente e strutturandosi di conseguenza.

 

Quindi, sia il macrocosmo, l’universo, sia il cosmo, il mondo, che i microcosmi, gli esseri umani, rispondono e collaborano in sintonia, partecipando allo sviluppo della Creazione per necessità vitale.

 

In particolare, gli esseri umani partecipano secondo le caratteristiche proprie alle due correnti della manifestazione vitale materiale femminili e maschili.

 

E così come gli esseri umani, anche tutto ciò che diversamente esprime aspetti della manifestazione vitale risponde coerentemente.

 

Una catena di scissioni e ricongiunzioni che interagiscono continuamente all’infinito in livelli infiniti.

 

Difficile da comprendere?

 

Certamente!

 

In modo particolare se il punto di partenza per esplorazioni di questo tipo è la necessità di pagare la bolletta del telefono.

 

Quanto più si strutturano le necessità particolari, tanto più ci si allontana dalla ragione prima, anche se è ciò che ci tiene in vita.

 

Quanto più si crede di aver compreso, tanto più ci si è persi su un binario che gira in tondo, anche se percorribile e piacevole.

 

E poi, è forse questa verità?

 

Schema e testo

Pietro Cartella

 

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