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Politica Locale

Piemonte: nasce la Banca della Terra.

Censiti i terreni incolti, abbandonati, frammentati. Potranno essere assegnati agli imprenditori agricoli.

11 Gennaio
08:30 2019

Con la nascita della Banca delle Terra Martedì scorso in Consiglio regionale, sarà possibile permettere il riutilizzo di terreni incolti, abbandonati, frammentati, di cui si conosce o non è noto il proprietario. Il varo di questo strumento si inserisce in un quadro di revisione delle norme regionali collegate all’agricoltura. Un riordino poco incisivo, a giudizio della consigliera della Lega Nord Gianna Gancia, che lancia la suggestione di concentrare per l’agricoltura la stessa attenzione dedicata all’industria: “da sempre siamo convinti che l’agricoltura debba essere equiparata, in tutto e per tutto, all’industria. Non a caso, già Einaudi immaginava un unico ministero per i due settori”.

La Banca della Terra, però, consiste in un sistema informativo liberamente consultabile con l'elenco dei terreni silenti, incolti o abbandonati. Sono anche compresi i terreni e i fabbricati di proprietà pubblica e privata, idonei per l'attività agricola e disponibili per la vendita, la locazione e la concessione in comodato d'uso gratuito. Questi terreni una volta censiti possono essere assegnati a favore di imprenditori agricoli e delle Associazioni fondiarie legalmente costituite, una ventina oggi in Piemonte, prima Regione in Italia ad aver legiferato in materia già due anni fa.

Un’iniziativa plaudita dall’Uncem, ritenuta strategica e fondamentale, in particolare nelle aree montane. "Assieme alla nascita delle Associazioni fondiarie — spiega il Presidente Uncem Piemonte, Lido Riba — questo catasto di terreni e l'intera operazione dovrà favorire le imprese agricole esistenti, la nascita di nuove, con conseguenti positive ricadute per i territori, per la crescita economica, per il contrasto all'abbandono di aree montane e collinari”.

 

L.V.C.

 

(Immagine in copertina tratta da Il Sole 24 Ore)

 

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