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Rieti - Le chiese censite in un libro della Fondazione Varrone su un prezioso studio di Angelo Sacchetti Sassetti

Una pubblicazione per salvaguardare il patrimonio artistico reatino e farlo conoscere a livello nazionale che internazionale

19 Gennaio
11:00 2019

L’elegante volume  di Angelo Sacchetti Sassetti:” Le Chiese di Rieti”  edito dalla Electa Mondadori (foto copertina libro) e corredato da disegni  d’epoca di  Giacomo Caprioli eseguiti al tempo degli scritti dell’autore, e  integrato  da spettacolari foto aeree che inquadrano gli edifici sacri nel contesto urbano attuale. Per la realizzazione del testo hanno lavorato Roberto Lorenzetti, Ileana Tozzi e Gianfranco Formichetti.   I tre curatori  tracciano nell’introduzione la figura del grande studioso, e la realizzazione  storica di questo splendido libro.  

“Angelo Sacchetti Sassetti nasce a Rieti nel 1873, e morì nel capoluogo sabino nel 1968 all’età di 95 anni. Nell’arco della sua lunga vita, si è molto prodigato   per l’impegno politico  e nella ricerca storica risultandone uno dei principali studiosi della storia di Rieti della prima metà del Novecento.

Nel 1898 Sacchetti si laureò in Lettere presso l’Università di Roma discutendo una tesi sulle poetesse epiche italiane del XIX secolo.

Le idee socialiste di Antonio Labriola, del quale  Sacchetti era stato suo allievo seguendo le sue lezioni di Filosofia  morale e Pedagogia, lo portò ad abbracciare la politica e lo portò ad essere sindaco di Rieti prima del fascismo  e, come simbolo della ritrovata libertà, immediatamente dopo la caduta del regime  che lo aveva esiliato prima a Potenza poi a Matera quindi ad Alatri, allontanandolo per circa un ventennio dalla città natale.

 Angelo Sacchetti  quando si presentò sindaco fu il più votato tra tutti i candidati, e talmente autorevole che, quando il consiglio comunale lo elesse sindaco, venne votato anche dai consiglieri di opposizione. Questo particolare non era mai accaduto e  non si verificherà più successivamente”.

Sacchetti  nella sua esistenza fu  anche uno rigoroso studioso, i suoi saggi sono tutt’oggi un riferimento obbligato per studenti, ricercatori e per tutti coloro che a qualsiasi titolo, devono confrontarsi con i temi di ricerca storica o della semplice conoscenza di questo territorio.

Quando fu in vita donò le sue preziose carte all’Archivio di Stato di Rieti, con una clausola testamentaria: tutto doveva essere  segretato per cinquant’anni dopo la sua morte. Solamente nel mese di maggio 2018 è stato possibile accedere ai suoi documenti, e il  prezioso manoscritto sulla storia delle chiese reatine, si è potuto  procedere immediatamente alla pubblicazione.

La sua stesura, era  iniziata nei primi decenni del Novecento , subisce una interruzione quando, negli anni sessanta, emergono alcune importanti fonti, che l’autore riteneva perdute. Il manoscritto  in questione  ebbe vita molto travagliata, oggi grazie alla sensibilizzazione, ancora una volta delle istituzioni finanziarie  si è potuto avere questo prezioso libro.  

 Il  Presidente della Fondazione Varrone Ingegner Antonio d’Onofrio nel saluto istituzione della pubblicazione scrive:”Con questo volume inauguriamo un progetto  editoriale nella convinzione che la diffusione della conoscenza del nostro patrimonio culturale sia la strada migliore per salvaguardarlo e valorizzarlo. Lo facciamo nel migliore dei modi, dando alle stampe un vero e proprio gioiello”.

 Riportiamo la storia di questa pubblicazione attraverso l’intervento  fatto dal Presidente Antonio D’Onofrio:”  Angelo Sacchetti Sassetti, aveva annunciato questo suo lavoro fin dal 1916, ma le lunghe e complesse ricerche d’archivio fecero si che solo negli anni sessanta del Novecento questo potesse dirsi almeno parzialmente concluso. Nella Rieti di quel tempo si sparse la voce che lo studio del Sacchetti era giunto al termine, e l’allora presidente della Cassa Risparmio di Rieti Giustino De Santis , pensò di realizzare una vera propria collana editoriale pubblicandone i contenuti in vari volumi. Lo propose al Sassetti, allora novantenne ,cercando di vincere la sua ritrosia a dare alle stampe questo studio, egli lo voleva ancora arricchire  e limare in qualche parte. Alla fine la spuntò De Santis e venne dato alle stampe il primo volume dedicato al Duomo di Rieti. Era il 1968 e l’opera venne pubblicata in una ricca veste grafica (ormai introvabile) che Sacchetti però non riuscì a vedere in quanto morì qualche mese prima della sua uscita.

Nella prefazione  del libro è riportato quanto  scriveva Angelo  Sacchetti Sassetti :”Sono sessanta le chiese di Rieti che io illustro in questa mia opera, fermandomi la necessità alle notizie strettamente essenziali e pubblicando integralmente in appendice i documenti più importanti. Qualche lettore, immagino, si chiamerà insoddisfatto, perché io, non indulgendo alla moda, non ho arricchito il testo di illustrazioni. Anche questo l’ho fatto di proposito, sia perché la mia non è  né  vuole essere un pubblicazione da salotto, sia perché chi  voglia conoscere  le opere d’arte da me ricordate, ha di che soddisfare appieno la propria curiosità. Offro alla mia città un’opera che le mancava e che la invoglierà spero, ad avere maggiore cura di quelle chiese che, erette dalla pietà dei nostri padri, serbano ancora tante preziose memorie di storia e d’arte”.

Didascalie foto:

Foto copertina libro

Foto 1 veduta aerea chiese di Rieti

 

 

 

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