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Cultura

La Genesi

Estrusioni psichiche immerse nei colori dell'inconscio

Genesi Fotografia di Giancarlo Guerreri
26 Gennaio
12:30 2019

 

La Genesi

 

Guardando quello punt’oltr’il pensiero,

che tutto l’Universo conteneva,

io vidi che ‘na luc’in mezzo al nero,

esplose per voler che Lui voleva.

 

E vidi l’Uno, immoto, che spandeva,

d’immenso Amor il vuoto della notte,

nutrendo quello Spazio che nasceva,

sposando Chron, che tutte l’ore inghiotte,

 

Poi nacquero le Stell’ e li Pianeti,

in turbini di fuoco e di sgomento,

che vider già, gli occhi de’ Profeti,

avvezzi ‘ntender ciò, che fa spavento.

 

La Terra si dipinse nello Foco,

immersa in un mar di lav’ardenti,

e colse dallo Ciel, al far d’un gioco,

le stelle che sappiam esser cadenti.

 

Poi fulmini e tuoni con le piogge,

crearono i primi mar’ antichi,

e nacquero creatur, da strane fogge,

che simili parean, alli lombrichi.

 

I pesci si trovarono nei mari,

le piante ricoprirono le terre,

sbocciarono viventi ancor più rari,

ch’intessero tra lor feroci guerre.

 

Infine qualche essere del Cielo,

mirando quelle scimmie dal gran vello,

pensò di ridur loro ’il folto pelo,

 di rendere più grande lo cervello.

 

Finito quel genial capolavoro,

s’avvider che lo rese troppo forte,

e poco atto a servir coloro,

e vollero così donar la morte.

 

E venne quel diluvio universale,

che fece strage di mille creature,

che nulla aveano fatto poi di male,

ma negli scritti venner dett’impure.

 

Così rimaser solo quelli pochi,

dai quali discendiamo tutti quanti,

e forse noi giochiam ancor quei giochi,

credendo d’essere vecchi… e non poppanti.

 

 

Torino  24/01/19

 

Versi di Giancarlo Guerreri

Immagine di copertina: La Genesi, Forografia  di Giancarlo Guerreri

 

 

 

 

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