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Di tutto un po'

“Praying for time”: da leggere senza pregiudizio

Fotogallery di Tina Rossi Ph
1 Febbraio
13:30 2019

Una giornata difficile per me da raccontare, e francamente è tutta la settimana che penso a cosa scrivere per fermare con la penna una giornata come quella, e per caso un brano passa alla radio, e inevitabilmente la mia mente torna alla giornata di domenica ed ecco, la voce di George Michael da corpo ai pensieri e tutto è chiaro:

“These are the days of the open hand They will not be the last, Look around now,These are the days of the beggars and the choosers”, ovvero, Questi sono i giorni della mano aperta e non saranno gli ultimi ,guardati attorno, ora questi sono i giorni dei mendicanti e di chi sceglie”.

E sono stati in molti domenica a scegliere tra la partita allo stadio, il pranzo con la suocera, la gita in montagna, e la giornata dedicata ai poveri, organizzata da Maurizio Scandurra, all’interno del Monastero Abbaziale di Casanova.

 A sostegno di questa iniziativa in beneficenza della mensa dei poveri di Torino, hanno dedicato il loro tempo e la loro arte, Silvia  Mezzanotte, Gatto Panceri e gli  Anno Domini Gospel Choir (diretti dal Maestro Aurelio Pitino), voci autorevoli del panorama canoro italiano, l’On. Roberto Rosso, Vice Sindaco del Comune di Trino Vercellese, e il Prof. Alessandro Meluzzi.

Una domenica diversa, dove l’aria frizzante della campagna e un timido sole hanno fatto da cornice ad una piccola abbazia, rinata grazie alla costanza e alla perseveranza di un uomo straordinario di nome Don Adriano Gennari, che ha saputo coinvolgere tante anime nel suo progetto di aiutare coloro che fortunati non sono.

E’ stata per loro questa domenica, per tutti loro, alla quale la vita non ha riservato il lusso di vivere, ma di sopravvivere in questo mondo sempre più affamato di cose che di sentimenti, sempre più sordo alle grida di chi ha bisogno, sempre più cieco alle necessità di chi subisce le conseguenze di un sistema sociale sempre più indifferente.

Ci sarebbe molto da dire, ma c'è molto più da fare. 

Non ci sono parole più vere di queste, che faccio mie, per descrivere quella che è la realtà che tutti i giorni ruota intorno alle persone che frequentano la mensa dei poveri, sagome tutte uguali, figure ignote che tendono la mano e che trovano il calore, il sorriso e l’amore di tanti altri personaggi ignoti, piccoli eroi che volontariamente e con fede dedicano il loro tempo e il loro cuore a chi ne ha più bisogno.

“Questi sono i giorni della mani vuote, ti aggrappi a quello che puoi e la carità è un cappotto che indossi due volte l’anno, perchè questi sono gli anni degli uomini affamati il cui posto è nel passato mano nella mano con l’ignoranza e le scuse legittimate. 

I ricchi dicono di essere poveri e la maggior parte di noi non è sicura di avere troppo  ma coglieremo le nostre opportunità e ci si appoggia alle cose che ci hanno venduto e ci siamo coperti gli occhi credendo a quanti ci hanno detto che Lui non può tornare perchè non ha figli per i quali tornare.

E’ difficile amare, c'è tantissimo da odiare, siamo appesi ad una speranza quando non c’è speranza di cui parlare e i cieli lacerati lassù dicono che è troppo tardi, allora forse dovremmo starcene tutti a pregare per tempo”.

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