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Cultura

L’EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : Sul senso serafino (ter): rincretinire irretendosi

Capitolo (o capitolazione) III: schiavi scemi degli alluciferini Bezuckerpage, non ci ribelliamo più?

3 Febbraio
09:00 2019

Papè Satàn, papè Satàn, aleppe!” (Inferno, VII, 1)

Riprincipiando dall’inizio, dall’inizio riprincipiando, con queste dantesche oscure parolone demoniache “plutocratiche” della Divina Commedia, e seguitando sulla serie serafica dell’angelicato dissennato discorsetto dei precedenti articoli editoriali – pure epifanici – del sottoscritto, ne abbordiamo il terzo inglorioso mistero, no, capitolo (o capitolazione).

Ribadiamo l’idrotermica scopertina che oggidì, dal gigagirone della Giudecca immondiale, i vari avari avariati belzebù Bezuckerpage, megaricconi amazonici (sic, con un’unica zeta), gugolanti, sfacciatalibreschi o sorosiani, coi consimili compari – e la corte degli sberliccanti vassalli, valvassini e valvassori governanti –, tramite l'ultramedievale serviglobale inglobalità ingoiante, onnivora e la connessa indiscriminata criminosa gestione dei flussi migratori – con la tacita approvazione o complicità dei sinistri ambidestri partitucoli e pseudo-sindacati “dei lavoratori” – han reso merce vile noi esseri-umani (men che umani), la fatica e l’ingegno di ognuno, tenendo in pugno manodopera digitale che pedala e pedala e pedala per due soldi (inflazionati rispetto a Brecht), costretta quasi a tirar le cuoia per le carducciane “quattro paghe per il lesso”, in competizione con gli zelanti esploratori dei bidoni dei rifiuti profumanti (Miseriaccia e ignobiltà, titolerebbe Totò); ma trafficano anche con i dati personali, che ci identificano e che imprudentemente lasciamo incustoditi, tradotti in neo-linguaggio computazionale, lì ad affogare nei miliardi di rivoli del tempestoso maremagnum internautico: i succitati furbetti escogitano tali sottili, sofisticati meccanismi intrusivi, psicologicamente fondati, per preconizzare, clonare, controllare, indirizzare inclinazioni, propensioni, opinioni, scelte, acquisti e azioni di singoli, gruppi e intere nazioni, cittadini consumatori e votanti (Steve Bannon insegna), meglio che nella peggiore distopia futuristica orwelliana.

Irretita e rincretinita dall’indiscreta fascinazione della social-mania e drogata dall’isteria collettiva dell’iperprotagonismo narco-narcisistico instagrammatico, la leopardata gioventù del non-luogo stoltamente “mira ed è mirata e in cor s’allegra”, mentre, col proprio beneplacito imbelle, bellamente viene spiata, schedata e sfruttata esentasse dai pescatori-di-frodi (phisher) enne-punto-zero o webucanieri (i piratanti hacker wide o deep, clear o dark), nonché da quell’inestinguibile razza d’innumerevoli infofurfanti illegali o legalizzati, virtuali e reali, in doppiopetto siliconico, tra cui gli azzardati allibratori delle rovinose case-da-gioco on-line: i bamboccelli, guerrieri del Galaxy, accondiscendenti schiavetti scemi di Lorsignori, probabilmente protesterebbero un po’ solo se li privassero dell’ultimo modello di iphone! Gli adulti adulterati, uguale.

E chècce frega?!”, esclamano strafottenti.

Boh, ad esempio, grazie al riconoscimento elettronico dei tratti-del-viso, magari confrontati “per scherzo” a un decennio di distanza (si pensi al recente innocente meme “com’ero nel 2009 a paragone con i miei connotati del 2019”, viralmente impazzante), un software ad hoc di un’ente di sicurezza militare riuscirà forse presto (o già adesso) ad individuare precisamente dal satellite un soggetto sulla Terra (io, tu…?), per eliminarlo con un drone-robot armato: boom, wow! Immaginate gli sviluppi, ehm, con la raccolta generalizzata delle impronte e/o delle biomappe dei vasi-sanguigni intraoculari (installazioni in uso, tra l’altro, sugli avanzati cellulari “intelligenti”), o del filamentoso dna, eccetera eccetera.

Ah, alluciferini app-etibili oppiacei dei popolini!…

Non lagnamoci, però.

“Vuolsi così colà dove si puote/ ciò che si vuole; e più non dimandare.” (Inf., III, 95-96)

Danziamo tutti all’algoritmo di Matrix?

Sballo!

 

Enrico S. Laterza

 

 

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