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Musica

#Sanremo2019: la conferenza stampa

4 Febbraio
13:50 2019

Andiamo a incominciare.

Ieri pomeriggio, presenti il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti , il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri e una folta schiera di autorità e bellezze varie, è stata inaugurata al Palafiori “Casa Sanremo”, manifestazione che da ufficialmente il via alla kermesse festivaliera.

Una foltissima cornice di pubblico ha assistito al taglio del nastro davanti alla “sala lounge”, per riversarsi subito dopo a visitare i vari stands  allestiti all’interno della struttura. Sono previste migliaia di visite giornaliere.

Una Sanremo sold-out, come ha sottolineato proprio il Sindaco della città dei fiori, durante la conferenza stampa, che si è conclusa da poco, aperta proprio dal Primo Cittadino: “Questo è il Festival dei record: alberghi e case in affitto tutte occupate. Mai successo in precedenza. I fiori saranno protagonisti di tutta la settimana, fiori che sono un pilastro dell’economia locale, e questo non va dimenticato”.

Subito dopo il Dott. Bianchieri, ha preso la parola Teresa De Santis, neo Direttore di RAI1: “Questo è il mio primo Festival da Direttore di Rete: un asset strategico per la struttura, un onore e un onere per me, cominciare proprio da qui. Voglio sottolineare l’importanza del lavoro di Claudio, che per il secondo anno consecutivo riporta la musica italiana al centro della manifestazione. Un Festival all’insegna dell’identità culturale italiana, da non confondere con l’autarchia”. Riguardo al conflitto d' interessi, per niente presunto, e strombazzato ai quattro venti soltanto pochi giorni prima dell’inizio del programma, il direttore ha specificato: “L’industria discografica vive di contiguità (?), e si basa su parecchie filiere amicali (??), che contribuiscono al risultato (???). Tutte cose perfettamente nella norma (????)”. Tutto qui.

Diciamo che la buona Teresa, ex collega tra l’altro, ha imparato perfettamente il politichese: #stendiamounvelopietoso, naturalmente, e mi sa proprio che quest’anno lo userò a iosa.

E’ la volta del “Dittatore Artistico” (faccia tirata, borse sotto gli occhi, maglione a dolce-vita d’ordinanza e voce da sacrestano): “Questo è il mio secondo Sanremo e voglio dire subito che se sbagliare è umano, rifarito alla scorsa edizione, perseverare è artistico. Ho accantonato per ora il mio vecchio mestiere, che ormai faccio nei ritagli di tempo, per ri-misurarmi con questa difficile esperienza. Sarà una salita ancora più aspra rispetto al 2018. Dobbiamo metterci al servizio del Festival, che è una creatura fragile. Sarà difficile ripetere il successo dello scorso anno, ma anche questa edizione sarà una mostra della canzone, cosa che ho fortemente voluto anche quest’anno, compresa l’abolizione delle eliminazioni. Gli artisti, tutti, anche quelli più recalcitranti a partecipare, devono considerare il Festival come il modo migliore per proporre la propria arte”. E poi tenetevi forte:” Sarà un Festival come l’anno scorso, non un Festival nazional-popolare, ma popolar-nazionale”. Questa frase merita la new-entry: #esumabinciapà. E siamo solo alla conferenza stampa di apertura.

Nota a latere: nessun riferimento al “conflitto di interessi” per la felicità di Ferdinando Salzano.

Più misurati e stereotipati gli altri due conduttori: “Non voglio essere banale, ma per me è un onore essere qui. Spero di essere all’altezza”, by Virginia Raffaele e “Contentissimo di essere qui. Grazie a Claudio che mi ha voluto. Dopo quasi quarant’anni di carriera, sinceramente non pensavo che il Festival fosse così. Due mesi di prove e non vedo l’ora di cominciare. Prometto di essere me stesso, ma con garbo” by Claudio Bisio.

La conferenza prosegue con le solite domande banali e per nulla pungenti, da parte dei colleghi presenti al roof del Teatro Ariston: niente che valga la pena di essere trascritto.

Tutto all’insegna, per ora, del "volemosse bene" e del politically-correct.

Che noia che barba, che barba che noia.

Per il momento dalla “Sala Lucio Dalla” è tutto.

Stay Always Tuned !!!

 

 

 

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