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Torino - Luca Pasquaretta, la consuetudine del mal agire?

I comportamenti dell’ex portavoce della sindaca denunciati sin dal 2017 da Civico20news per aver impedito l’attività giornalistica

Foto di repertorio (Quotidiano Piemontese)
4 Febbraio
14:30 2019

Era formalmente uscito di scena, Luca Pasquaretta, dopo che anche la sindaca aveva trovato opportuno privarsi della sua collaborazione che stava diventando ingombrante.

Dopo la denuncia per la consulenza retribuita, ancora oggetto d’interrogativi, al Salone del libro e l’indagine in corso per il ruolo svolto per apertura abusiva di luoghi di spettacolo e invasione di terreni, a proposito della sistemazione a Parco Dora di un maxi schermo in occasione della finale di Champions League Juventus Real Madrid nelle stessa tragica notte dei fatti sanguinosi di Piazza san Carlo, circolavano, nei sui confronti i tanti  “si dice”, anche da parte dei consiglieri comunali pentastellati.

La Procura della Repubblica di Torino gli ha inviato in questi giorni  una comunicazione di garanzia e lo accusa di  estorsione nei confronti della prima cittadina, traffico d’influenza illecita e turbativa d’asta.

La notizia è appetitosa anche perché condita dalla frase “Se parlo io, viene giù tutto” rivolta ovviamente alla giunta pentastellata ed alla prima cittadina e si sta allargando con altri fatti e particolari che lambirebbero anche l’entourage famigliare della sindaca oltre a un assessore comunale.

Al lettore, forse sprovveduto, l’intera vicenda potrebbe apparire come conseguenza di un sasso in piccionaia.

Ma i fatti e il modo con il quale Pasquaretta ha sempre esercitato il suo ruolo, oggettivamente delicato, accanto alla sindaca Appendino, ha registrato, sin dall’inizio ben altre avvisaglie. Le tracce del suo operato e del suo agire, purtroppo non sono mai state denunciate dagli stessi giornalisti che oggi si soffermano su particolari e supposizioni. Ma fatti concreti e non di poco conto, già c’erano sin dl 2017.

Ad iniziare da come il portavoce teneva i rapporti con i media ed  giornalisti stessi. Peccato che solo due giornalisti con la schiena dritta, Michele Ruggiero della RAI e Francesco Rossa di Civico20News abbiano preso carta e penna per denunciare al Consiglio di Disciplina territoriale dell’Ordine dei Giornalisti l’illiceità dei suoi comportamenti volti ad impedire la libertà di azione e l’effettivo svolgimento dell’attività giornalistica nei locali del Comune.

Ma i  nostri colleghi che oggi  trovano più pruriginoso “guardare dal buco della serratura” o sono più propensi al pettegolezzo che alla ricerca della verità, dov’erano?

Con convegni e tavole rotonde, l’Ordine dei Giornalisti lamenta i rischi conseguenti a provvedimenti governativi volti a minacciare la libertà di stampa in Italia, ma sarebbe opportuno che la consapevolezza si esercitasse giorno per giorno, anche contro il signorotto di turno.

Altrimenti si è incoerenti e non ha senso  ululare alla luna se poi la libertà di stampa continua ad essere minacciata a partire dagli stessi iscritti all’Ordine con le conseguenti evidenti sul Pese e nei confronti dell’intera categoria.

 

 

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