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Cultura

Ritrovata la tomba del generale Domenico Mittica

Ne parliamo con Michele Tosca, componente del gruppo di ricerca storica “L’Altra Verità”

7 Febbraio
09:30 2019

L’amico Michele Tosca, storico e saggista, componente del gruppo di ricerca storica “L’Altra Verità”, mi ha informato sulle ultime attività dei ragazzi del progetto “Imago” del gruppo “Legio Subalpina”, che da tempo si occupa del ritrovamento, del ripristino e dalla pulitura delle sepolture dei Caduti militari e civili della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana) tumulati in Torino, Moncalieri, Viù ed altri comuni del torinese, in collaborazione con “L’Altra Verità”.

Ho già parlato della loro benemerita attività per il ricordo delle guardie regie cadute nel c.d. “biennio rosso” presso il Cimitero Monumentale di Torino e della loro versione a proposito della controversa lapide commemorativa di Teresa Bruneri in via Nicola Fabrizi 45.

I ragazzi del gruppo “Legio Subalpina” hanno ultimamente ritrovato alcune tombe e sepolture, volutamente, dimenticate e coperte interamente da rovi ed arbusti che le rendevano invisibili ai passanti.

Tra queste vi è la tomba, ormai ridotta ad una pietra con il nome, del generale Domenico Mittica, comandante della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana). 

I giovani del gruppo provvederanno, con le autorizzazioni necessarie, a riportare la sepoltura, probabilmente profanata, ad una dimensione dignitosa.

Ecco un breve biografia di un combattente tenace e coraggioso che, dopo aver riportato a casa la pelle da numerose battaglie, per ironia della sorte perse la vita in un incidente stradale tornando da Verona, dove era stato giudice al processo ai membri del Gran Consiglio.

Domenico Mittica (Sant’Ilario dello Ionio, RC, 1894 - Greggio, NO, 1944) reduce della Grande Guerra, nel 1920 aderisce al movimento Fascista, l’anno seguente si trasferisce a Torino, dove si laurea in ingegneria.

Prende parte alla marcia su Roma e in seguito ricopre la carica di componente del Direttorio del GUF (Gruppo Universitario Fascista) di Torino e poi quella di segretario.  Nel 1931, viene nominato componente del Direttorio del Fascio, e nel 1933 è fra gli organizzatori dei Giochi mondiali universitari.

Al varo della campagna d’Etiopia, parte volontario con il grado di seniore della MVSN (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, inizialmente milizia di partito a ordinamento militare e, dal 1924, forza armata dello Stato), nel 225° Battaglione Camicie Nere.

Al suo rientro assume il comando della Ia Legione universitaria «Principe di Piemonte». È nuovamente volontario nella guerra di Spagna al comando del I° Battaglione «Frecce azzurre», con cui ottiene diverse medaglie al valor militare, venendo inoltre promosso Console per meriti di guerra.

Rientrato in Italia, nel 1939, riprende il comando della Ia Legione universitaria ed entra a far parte del Direttorio del Fascio di Torino.

Per la sua carriera quasi ventennale nel PNF (Partito Nazionale Fascista) gli viene concessa la Sciarpa littoria.

La partecipazione dell’Italia alla seconda guerra mondiale lo vede ancora una volta volontario: in Grecia, al comando della 45a Legione Camicie Nere, e nell’autunno del 1942 sul fronte russo nel 35° Corpo d’armata, quale Comandante del Raggruppamento Camicie nere «3 Gennaio», Gruppo «Tagliamento», dove viene decorato con una Croce di guerra e una medaglia d’argento al valor militare.

Rientrato a Torino, il 4 maggio 1943, Mussolini lo nomina ispettore del PNF alle dirette dipendenze del Segretario nazionale del Partito. Dopo l’8 settembre aderisce al PFR (Partito Fascista Repubblicano) torinese e diviene componente del primo triumvirato federale. Il 23 ottobre 1943 giunge la nomina a Console generale e a Comandante della I Zona Camicie nere, poi rinominata I Zona Guardia Nazionale Repubblicana.

Chiamato direttamente da Mussolini quale membro del collegio giudicante del processo di Verona contro sei membri del Gran Consiglio del Fascismo che, nella seduta del 25 luglio 1943, avevano sfiduciato Benito Mussolini dalla carica di Presidente del Consiglio, sulla via del ritorno il 12 gennaio 1944 muore in un incidente automobilistico sull’autostrada Milano-Torino.

Ringrazio Michele Tosca per la segnalazione in attesa di conoscerne ulteriori sviluppi.

Michele Tosca, nato a Piacenza nel 1948, abita dal 1960 a Torino dove ha studiato Teologia e si è laureato in Giurisprudenza. Appassionato di ricerca storica, ha collaborato con Giampaolo Pansa e Bruno Vespa e con numerosi giornali e riviste. Ha pubblicato: “I ribelli siamo noi”. Diario di Torino nella Repubblica Sociale Italiana; “All’armi siam fascisti!”. Le verità dimenticate e nascoste dei nomi illustri; “Quando i cristiani perseguitarono i pagani”. La storia nascosta del Cristianesimo violento; “Dio, Patria e Libertà”. La storia del Messico e dei Cristeros, perseguitati dal Mondialismo, traditi dal Vaticano, uccisi dalla Massoneria; “Don Bosco”. Un santo della chiesa militante. Tutto quello che vi nascondono della sua vita; “Le mani sul mondo”. Come si distruggono i Popoli. Mondialismo, Globalizzazione, Immigrazione, Gender.

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