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Musica

#Sanremo2019: terza serata

7 Febbraio
23:33 2019

Teresa De Santis, Direttoredi RAI1, ha sbolognato con enfasi, durante la conferenza stampa mattutina, i dati sugli ascolti: enfasi forse esagerata, visto che i dati Auditel, dicono che lo share (in questi giorni più popolare dello spread) è più o meno in linea con lo scorso anno. Anzi con una tendenza al ribasso.

Evidentemente la Signora Teresa è rimasta scioccata dalla consegna del tapiro d’oro da parte di Valerio Staffelli, oppure sta ancora rimuginando sulla frase diventata ormai virale “Può esserci la possibilità di ottenere artisti anche attraverso rapporti amicali o rapporti professionali che non sono però direttamente all’interno delle strutture contrattuali di questo Festival”, riferita al conflitto di interessi, frase che ha meritato il premio conferitole da Striscia la Notizia.

Dati Auditel a parte, siamo pronti, io con le parole e Tina Rossi con le immagini,  a commentare e a raccontare la seconda serata: come per ieri sera, farò una breve sinossi del brano (a modo mio naturalmente), con un piccolo estratto del testo e aggiungerò qualche frammento di intervista realizzata in sala stampa (di chi si è presentato fin ora).

Ieri sera la formula ha funzionato alla grande: a quanto pare l’articolo così strutturato ha riscosso molti consensi, quindi, formula che piace non si cambia. Grazie a tutti.

Ore 20:50 e inizia lo spettacolo: come sempre è il Direttore Artistico ad aprire le danze, stasera è proprio il caso di dirlo, con “Viva l’inghilterra” accompagnato dal corpo di ballo. Mi fa notare l’amico Vincenzo, da Nichelino (To): W l’Inghilterra con il kilt scozzese. Evvai alla grande con#versaceonthefloor.

Regolamento sempre uguale: 30% sala stampa, 30% giuria demoscopica (???) e 40% televoto.

Il primo a salire sul palco del Teatro Ariston è Mahmood (“Soldi”). “Non mi sento un big, solo un ragazzo che ha vinto Sanremo Giovani e che sta tra i big. E’ bastata un’ora per sviluppare e finire questo brano” (Ora mi è tutto più chiaro, anche se pensavo fosse per via del mix fra champagne e Ramadan). Sinossi: qui si parla chiaro, le rime sono baciate e si dicono cose complicate “Pensavi solo ai soldi, Io da te non ho voluto soldi”. Non aprire mai un conto in banca.

Segue Enrico Nigiotti (“Nonno Hollywood”). “Non mi sento né rock né pop. Sono un ragazzo di Livorno che scrive canzoni”. Sinossi: lui dice al nonno che gli manca molto e che lo ha lasciato in un mondo di merda. “Nonno mi hai lasciato in un mondo a pile, centri commerciali al posto dei cortile”. I nonni funzionano sempre.

Divertente la gag del grammofono,che mette inevidenze le grande doti mimiche di Virginia Raffaele, che sa pure cantare, tra l’altro.

Primo ospite della serata: Antonello Venditti. Non faccio commenti, potrei essere di parte, visto che si esibisce la colonna sonora della mia vita, mi limito a dire che Antonello celebra il quarantennale di “Sotto il segno dei pesci”, album con il quale sono diventato maggiorenne. Penso vi basti, per capire il mio stato d’animo. Comunque la canzone è più attuale che mai: vuol purtroppo dire che in Italia, dopo quarant’anni, non è cambiato un cazzo.

Notte prima degli esami” è un’altra botta di emozioni, che mi riesce difficile descrivere. Chiedo scusa.

Dopo questo bombardamento emotivo riprende la gara e si torna alla cruda realtà, tocca infatti ad Anna Tatangelo (“Le nostre anime di notte”). Sinossi: lei dice a lui quello che pensa di loro, mentre lui si sta vestendo per incontrarsi con l’amante. “Le nostre anime di notte, sono più limpide che mai”. #nazionalpopolare allo stato puro.

Mi fa notare Mimmo da Bari, una similitudine con “Che sia Benedetta” di Fiorella Mannoia, Festival di due anni fa. Ci sta.

Segue Ultimo (“I tuoi particolari”). Sinossi: pensieri assai profondi e ben elaborati, ma non chiedetemi di più, perchè probabilmente non ho capito (non sono così intelligente). “Siamo soltanto bagagli, viaggiamo in ordini sparsi”. Per la gioia delle compagnie aeree.

Mi fa notare Tina Rossi, seduta di fianco a me in  sala stampa, la similitudine con “Che giorno è”, di Marco Masini, sempre Sanremo di due anni fa. Ci sta alla grande.

Considero Bisio un grande e la Raffaele mi diverte assai, ma con questi sketch si comincia ad esagerare. Altri minuti persi ad minchiam e si riprende la gara con Francesco Renga (“Aspetto che torni”). Sinossi: un amore allenta il dolore per la perdita della mamma, ma alla lunga il rischio è che i dolori diventino due . “Se l’ossigeno che cerco, quando resto senza fiato”. Prova il Ventolin.

E’ la volta di Irama (“La ragazza con il cuore di latta”). “Sono influenzato dalla cultura hip-hop, ma non ne faccio parte”. Sinossi: lui dice a lei che ci penserà lui a tutti e due. “Ma non sei più da sola, ora siamo in due, io ci sarò comunque vada”. Fai che non siano le solite promesse da marinaio.

Secondo ospite: Alessandra Amoroso. Non mi fa impazzire, quindi esco a fumare.

Dopo la pubblicità e il recap sui codici di voto, si prosegue, anzichè con la gara, con uno spazio che vede protagoniste sempre la Raffaele e Ornella Vanoni, effetto “Ora o mai più”, dove la ex cantante della mala milanese è vocal-coach.

Da una mummia all’altra, e si baciano pure in diretta, ed ecco a voi Patty Pravo & Briga (“Un pò come la vita”). Sinossi: alcune domande, poste con sentimento. Cose ben dette, ma senza dire nulla. Un classico. “Ma intanto dimmi il cielo, dove va a finire”. Per chi vola non c’è frontiera.

Ottavo cantante in gara, Simone Cristicchi (“Abbi cura di me”). Sinossi: esaltazione della vita che non è affatto malaccio, anche se tutti ci rompono gli zebedei. “Ti immagini se cominciassimo a volare?”. Ribadisco: per chi vola non c’è frontiera.

Seguono i Boomdabash (“Per un milione”). Sinossi: elucubrazioni sul fatto che un milione è tanto, ma ci sono cose che valgono di più. Forse. “E non c’è niente al mondo, di migliore di te, nemmeno vincere un milione”. Io ci penserei un attimo.

Terzo ospite/i Raf & Tozzi: potentissimo il medley che presentano: “Il battito animale”, “Ti pretendo”, “Tu” e “Gloria”. Se questo è l’antipasto, a maggio al Palalpitour ci sarà da divertirsi. “Gente di mare” festeggia il trentennale, io quella sera al Palasport c’ero, e puntuale arriva. Grandi.

Sala stampa “Lucio Dalla” in delirio. Anche stasera gli ospiti hanno regalato più emozioni dei cantanti in gara: Baglioni & C meditate.

Si riprende con Motta (“Dov’è l’Italia”). “Non mi piace fare dischi, ma lo devo fare”(ok, se vuoi cercano personale al Mc Donald’s). Sinossi: forse parla d’amore e forse parla di immigrazione. Si, è così. “Dov’è l’Italia amore mio, mi sono perso”. Chiedi al primo scafista.

Undicesimi in gara The Zen Circus (“L’amore è una dittatura”).  “Ci vorrà del tempo per far capire al pubblico il nostro brano” (auspico altri 20 anni di carriera così non si sentirà più parlare di voi fino al 2039). Sinossi: non bisogna aver paura di quel che non conosciamo (e di sbagliare un calcio di rigore). “Hai la democrazia dentro il cuore, ma l’amore è una dittatura”. Da far impallidire Rousseau.

Ennesima interruzione, manca ancora un concorrente, per “colpa” di Paolo Cevoli, che con Bisio ci fa tornare ai tempi di Zelig. Non so se sia un bene o un male: me lo aspettavo fin dalla prima sera, e la mia attesa è stata premiata. Con la benedizione di #rainvest.

Finalmente salgono sul palco gli ultimi concorrenti Nino D’angelo & Livio Cori (“Un’altra luce”). Sinossi: sonorità contaminante nella miglior tradizione partenopea, con due persone che si scambiano punti di vista. “Na luna 'n copp o' mare ca t’accumpagna a sera”. DallAmeriCaruso.

Esibizione vergognosa, soprattutto dell’ex scugnizzo, che merita #stendiamounvelopietoso.

Bene, come direbbe qualcuno, anche stasera questa gara ce la siamo tolta dai...e possiamo fare lo show quello vero: tristezza come ieri sera, del resto.

Mi fa notare Maria da Torino, che è più conveniente presentarsi come ospiti,che come cantanti in gara. Verissimo, e personalmente, chi mi segue da tempo lo sa bene, ho sempre criticato la partecipazione degli ospiti italiani al festival.

Quest’anno, tuttavia, vista la pochezza degli artisti in gara  gli ospiti servono a tenere in piedi lo show. Doppia tristezza.

Fabio Rovazzi moment, decisamente ok, con “disturbo” di Fausto Leali (era proprio lui), poi marchetta quotidiana: stasera tocca a Serena Rossi, per altro bravissima (Mimì è irraggiungibile), che sarà proprio Mia Martini nella fiction prossimamente in onda su RAI1.

Momento molto bello comunque,  molto emozionante, ma Baglioni, per una volta poteva stare zitto. Ego smisurato.

Collegamenti vari e poi ancora “lui” con “...e tu”, ebbasta!!!

Comunque, stop al televoto, collegamento col DopoFestival, classifica e si va a nanna.

Grazie a tutti per per l’attenzione. A domani.

Stay Always Tuned !!!

 

 

 

 

 

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