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L置omo, i misteri e l段gnoto

La scomparsa di Rubellus Petrinus , alchimista contemporaneo

14 Febbraio
10:00 2019

La mail dell'amico con cui ho condiviso un lungo periodo di studi, laconicamente diceva:  "E' morto Rubellus, un grande, un Maestro per tutti noi".

Sono così venuto a conoscenza della scomparsa di una persona che tanto ha insegnato, in particolare nell'ultimo trentennio, guidando con grande passione e generosità chi lo accostava per apprendere l'antica Arte Regale, seguendolo per commentare e aiutarlo a decifrare il più recondito significato di testi, apparentemente astrusi e impenetrabili.

 

Rubellus è ' stato per anni un "amico di penna", non ci siamo mai conosciuti di persona, ma è come se ci fossimo frequentati al pari di vecchi amici che, di tanto in tanto, si incontrano per chiacchierare un po' dell'argomento che li esalta. L'avevo contattato all'inizio dei miei studi, quando alle prese con "Il mistero delle Cattedrali" il monumentale trattato di Fulcanelli, mi sentivo incapace di comprendere concetti espressi in un linguaggio che, pur complesso e difficilmente decifrabile, risvegliava in me echi di antiche conoscenze, presentate mirabilmente nelle edizione curata da Eugene Canseliet, suo discepolo, anch'egli alchimista operativo in  una ristretta cerchia di alchimisti, una delle pochissime persone a conoscenza della reale identità del Maestro. 

 

Con una delle mie prime mail, avevo contattato Rubellus, chiedendogli se poteva aiutarmi ad avanzare in uno studio,  che Fulcanelli stesso definisce, cito a memoria: "Un sentiero di spine, contornato da rovi" e grande era stata la mia sorpresa quando, il giorno dopo, ricevetti la sua risposta, in cui si diceva felice di conoscere un amante della materia, dichiarandosi disposto a rispondere ai quesiti che gli avrei posto. Era cominciata così una collaborazione costante, per un lungo periodo in cui entrammo sempre più in confidenza fino a che mi chiese di tradurre uno dei suoi libri a cui teneva molto, per realizzare una edizione in italiano di un lavoro assai importante: "La Grande Opera Alchemica di Ireneo Filalete, Nicolas Flamel e Basilio Valentino" (ed Psiche 2). Ovviamente  accettai  e lo scambio epistolare si fece ancora più fitto.

 

Sua intenzione era quella di pubblicare nel suo blog stralci del suo lavoro, ma ottenni di più,  per cui fu molto felice quando gli comunicai che la casa editrice con cui collaboro, avrebbe stampato e diffuso il suo testo. E' nata così una edizione italiana preziosa e rara a disposizione degli studiosi che potranno approfittare  della possibilità di consultarla agevolmente, rendendosi conto di possedere un testo in grado di offrire un'interpretazione veritiera dell'Alchimia, basata essenzialmente sulla chiarificazione e sulla autentica decodificazione dei testi classici, tramite l'utilizzo di un linguaggio estremamente moderno, facile a comprendersi e soprattutto sincero, pregio molto raro a trovarsi nei libri dedicati a questo argomento. 

 

E' stato un privilegio del tutto particolare trovare un appassionato dell'Arte alchemica, una persona che ha dedicato una buona parte della propria vita allo studio dell'ermetismo, con l'intento di decrittare gli insegnamenti antichi di Maestri che indicano una via, una possibilità per l'uomo di tendere ad un livello superiore della coscienza. Uno studioso in grado di tratteggiare, in modo manifesto e comprensibile, un insegnamento gelosamente custodito e tramandato in centinaia di migliaia di libri in cui sono ripetuti essenzialmente i medesimi concetti celati, ben occultati da un particolare modo di esprimersi, comprensibile solo ai pochi istruiti direttamente da un Maestro o alle pochissime persone, ancora più rare, cui l'Illuminazione sia giunta per volontà Superiore. Grazie alle moderne tecniche informatiche ho potuto avere a fianco un Maestro con cui, sia pure separati da una grande distanza, ho potuto parlare ed interagire, grazie all' interfaccia del monitor. Un regalo impensato ed impensabile nei secoli passati, quando la ricerca di un Maestro era ardua e il segreto veniva conservato gelosamente al punto che colui che l'avesse divulgato, avrebbe messo a repentaglio il suo quieto vivere, se non la vita stessa.

 

L'amico Rubellus ha offerto a molti studiosi  la possibilità di percorrere un tratto dell'impervio cammino di fronte al quale si trova colui che decide di iniziare l'Opera, questa basata sul sapiente utilizzo del fuoco, attraverso il quale il lavoro viene iniziato, continuato e, forse, se questo sarà il destino di colui che cerca, terminato.

Nel suo libro vi sono svelati arcani appartenenti alla Tradizione, ed è un'autentica scintilla del fuoco, al pari di quella portata da Prometeo agli uomini, capace di consentire il perpetuarsi della fiamma della Conoscenza, tutt'ora ardente con estremo vigore, a dispetto di coloro che vogliono l'Alchimia arte ormai desueta, ridotta quasi al rango di reperto archeologico letterario.

Questa scintilla, offerta amorevolmente, non è certo sufficiente  a mettere nelle condizioni di concludere l'Opera colui che si cimenterà con le esperienze descritte nei vari paragrafi secondo gli insegnamenti di grandi Maestri del passato quali sono stati i tre citati nel titolo:  Nicholas Flamel, Basilio Valentino e Ireneo Filalete, ma forniranno un sicuro ausilio molto utile ad orientarsi nel labirinto della ricerca.

A proposito di Basilio Valentino, un monaco benedettino vissuto nel XV secolo, autore del trattato : Le dodici chiavi della Filosofia, testo basilare per lo studio dell'Alchimia,  non deve sfuggire l'importanza  che Fulcanelli attribuì a questo lavoro, come ci segnala il suo allievo Canseliet:  "Nella nostra introduzione alle Dodici Chiavi della Filosofia, abbiamo ripetuto di proposito che Basilio Valentino fu l'Iniziatore del nostro Maestro e ciò perché ci fu data l'occasione di cambiare l'epiteto del vocabolo, cioè di sostituire per amore di esattezza l'aggettivo numerale primoal qualificativo vero, che avevamo utilizzato prima, nella nostra Prefazione alle Dimore Filosofali...".

Un maestro  operativo nel 1400 che viene indicato come primo iniziatore  di un Maestro operativo nel 1900...  In queste poche righe è racchiusa una prova sicura dell'importanza degli insegnamenti giunti fino a noi dal frate alchimista, per vie inconsuete e sottili, che sanciscono la vicinanza di persone vissute in epoche lontane a colui che, con determinazione,  decide di cimentarsi nell'Opera.  Insegnamenti di un monaco su cui Fulcanelli poggiò la sua sperimentazione, o parte di questa, sulle istruzioni del valente studioso ed è pertanto possibile ritrovare, spiegata  una parte del suo magistero nel lavoro di Rubellus, mediante l'analisi di tre delle dodici Chiavi un impegno che, come quest'ultimo afferma, nessuno ha mai tentato prima.

L'antica Tradizione continua ancora oggi e, Rubellus è fra gli studiosi che più hanno operato per mantenerla in vita; nel silenzio del suo laboratorio  ha dedicato  la vita alla ricerca, lasciando tracce consistenti di un sapere profondo donandoci testi  caratterizzati da quelle che sono chiaramente delle istruzioni di primaria importanza, affiancate  a riproduzioni di immagini di incantevole bellezza, da cui è possibile solo intuire la possibilità di poter incontrare il meraviglioso, nel caso se ne sia degni.

 E' questa una possibilità non ancora perduta e non del tutto preclusa all'uomo contemporaneo, il cui compito principale, da trasmettere alle generazioni future, dovrà essere quello di impegnarsi a ritrovare la serenità, così rara nella nostra decadente società occidentale, al fine poter scorgere la Natura con gli occhi di filosofi del passato le cui tracce rimaste ne promettono una visione completamente diversa dalla nostra, e la possibilità di vivere in un mondo migliore.

Rubellus, ora congiunto ai Maestri da lui citati, continuerà il suo lavoro in altri modi,  lasciandoci alcune indicazioni importanti, fra cui quella di  continuare nella  lettura e nella meditazione accurata dei testi classici scritti da alchimisti, come quelli che ci suggerisce. Saranno di certo un grande ausilio all'appassionato sperimentatore, tenendo presente che, come scrive Huginus a Barma, autore di "Le règne de Satume changé en siècle d'or", un profondo trattato alchemico, citato più volte da Fulcanelli, che avverte : "Poche parole sono sufficienti al Saggio, del resto le spiegazioni che seguono vi presenteranno la Natura in un giorno bellissimo tale da mostrarla così chiaramente ai vostri occhi che nulla mai più potrà esservi nascosto : leggete, meditate, pregate e custodite il silenzio". 

 

 

 

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