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Di tutto un po'

La «Torino noir» vista e narrata da Milo Julini

Prodezze dei barabba alla Barriera di Nizza

5 Marzo
11:00 2019

Diamo inizio a una ricognizione fra i vari fatti criminali avvenuti negli anni ’70 dell’800 alla Barriera di Nizza: trovano uno spazio significativo le malefatte dei barabba o giovinastri torinesi.

«Rissa. – Succedette sabato sera [27 maggio 1876] sul piazzale della barriera di Nizza una rissa tra giovinastri della solita risma. Dapprima si contentarono di scambiar calci e pugni, ma poi venne in campo il coltello». Interviene l’ufficiale delle Guardie daziarie, Carlo Baietto, che si interpone con due suoi dipendenti e arresta l’accoltellatore, più tardi consegnato ai Carabinieri («Gazzetta Piemontese», 29 maggio 1876).

Baietto è già stato obbligato a intervenire l’anno precedente per un grave litigio scoppiato fra alcuni carrettieri. Nella sera di venerdì 27 agosto 1875, nel Caffè che prende il nome dalla Barriera di Nizza, scoppia una terribile baruffa tra alcuni carrettieri che «avevano oltrepassato - e di molto - i limiti della temperanza nel vuotar litri». Ad un tratto un uomo col volto insanguinato esce dal caffè rincorso da un altro che impugna un coltello. L’inseguito si rifugia nell’Ufficio del Dazio e accorrono in suo aiuto due Guardie con l’ufficiale Baietto. Vedendo le uniformi, l’uomo col coltello fugge attraverso i campi. Il ferito, che ha così evitato una coltellata, viene soccorso e si constata che il sangue sul suo volto proviene da profonde graffiature che il cronista definisce «ferine» («Gazzetta Piemontese», 28 agosto 1875).

Fin qui niente di così diverso da altre realtà periferiche delle barriere, dove le Guardie daziarie municipali, spesso unici rassicuranti personaggi in uniforme, si prodigano anche in compiti non istituzionali a tutela della tranquillità pubblica.

Peculiare della Barriera di Nizza, come si è detto nella precedente chiacchierata, è la presenza di un Tramway a cavalli che induce particolari prodezze da parte dei barabba. Nelle barriere, la violenza di questi teppisti esplode nell’idea che la forza pubblica potrà essere chiamata soltanto con grande difficoltà e comunque interverrà sempre con un certo ritardo.

Così anche nella Barriera di Nizza si fa sentire la violenza dei barabba.

Verso le 10 della sera di domenica 17 ottobre 1875, diversi barabba provocano un gran baccano perché una vettura del Tramway proveniente dalla Barriera di Nizza deve retrocedere per lasciare il passaggio a quello che arriva in senso opposto da piazza Castello. I «mascalzoni» prendono questa manovra come pretesto per non pagare il biglietto e addirittura si avventano contro il fattorino che si difende alla meglio finché viene soccorso da due Carabinieri e da due Guardie di Pubblica Sicurezza. Allora i teppisti, forse ubriachi, si rivoltano agli agenti della forza pubblica «senza riflettere che non potevano che rimetterci del loro. Ci rimisero assai tre di essi, operai, che furono arrestati e condotti in carcere» («Gazzetta Piemontese», 18 ottobre 1875).

Nella sera di domenica 19 marzo 1876, in piazza Castello, quattro giovinastri scendono da una vettura del Tramway. Il fattorino li invita a pagare gli otto soldi (40 centesimi) del biglietto: uno degli interpellati risponde tirando fuori da sotto alla mantellina un nodoso bastone con cui cerca di colpire il fattorino alla testa. Questi per fortuna riesce a schivare la botta e reagisce ma «il mascalzone» scappa via, lasciandogli il bastone fra le mani («Gazzetta Piemontese», 20 marzo 1876).

Qualche volta il fastidio arrecato è meno tangibile e concreto, senza vie di fatto, come leggiamo, sotto il titolo «Molestie e canti», nella «Gazzetta Piemontese» di martedì 11 agosto 1874. È riportata la lettera del signor A. G., il quale scrive di essere andato la precedente domenica a fare una passeggiata fuori della Barriera di Nizza e di essere ritornato col Tramway. Su questo viaggiavano anche «… quattro o cinque individui, i quali si diedero tosto ad intonare una di quelle certe melodie da trivio, che ormai non sarebbero più tollerate nemmeno nelle bettole, e fino all’arrivo continuarono per quanto n’avevano in gola a vociare in tal modo da stordire e disgustare anche il più paziente passeggiero». All’arrivo in piazza Castello il signor A. G. non ha potuto reclamare con la Direzione, perché non vi era nessun addetto, e chiede che questo «grave sconcio» sia represso con severità «come insopportabile a decenti persone e massime al gentil sesso». Lamentele che evocano una scena del film “Il… Belpaese” di Luciano Salce (1977), dove Paolo Villaggio, derubato del portafoglio nella caotica Milano degli sciagurati anni di piombo, indignato fa la denuncia ai Carabinieri che sono in un vero e proprio stato di guerra.

Ma i barabba si danno da fare anche al di fuori del Tramway.

Gerolamo Balocco, fabbro ferraio di 23 anni, verso la mezzanotte di domenica 7 novembre 1875, aggredisce senza ragione a sassate due Carabinieri in perlustrazione verso la Barriera di Nizza e ne ferisce uno alla mano. Inseguito, continua a tirare sassi, ma dopo una breve corsa viene arrestato e messo in carcere. Commenta il cronista: «Bisogna dire che il Gerolamo Balocco […] avesse proprio bisogno di alloggio e vitto a ufo», perché offerti dal carcere («Gazzetta Piemontese», 8 novembre 1875).

Domenica 28 maggio 1876, alla Barriera di Nizza, alcuni giovinastri armati di bastoni si divertono a insultare e picchiare le persone che passano da quelle parti. Inseguiti dalle Guardie daziarie e dai Carabinieri, tre vengono arrestati e provvisoriamente chiusi nella sala di disciplina della casermetta delle Guardie daziarie, dove viene lasciato di guardia un allievo carabiniere.

Mentre si continua a cercare di catturare gli altri giovinastri, uno di questi, vedendo che l’allievo è da solo, lo prende a sassate e poi scappa ma è prontamente inseguito e arrestato. Gli viene sequestrato un grosso bastone e un coltello di tipo proibito. L’allievo carabiniere ha soltanto riportato lievissime contusioni («Gazzetta Piemontese», 31 maggio 1876).

Verso le 10 del mattino di martedì 24 luglio 1877, otto giovinastri si recano in una osteria sullo stradale di Genova, l’attuale via Nizza nel tratto dopo la piazza Carducci. Qui mangiano e bevono, per l’importo di una trentina di lire, poi scappano senza pagare il conto. Dopo questa classica bravata da barabba, i giovinastri commettono una vera rapina: quando incontrano sullo stradale un carrettiere, saltano sul carro, perquisiscono il pover’uomo in tutte le tasche e lo malmenano, causandogli una ferita all’indice della mano destra.

Il cronista, che ha riportato la notizia sotto il titolo «Prodezze barabbesche», così commenta: «E tutto ciò alle dieci del mattino, alle porte di Torino! Pare impossibile!» («Gazzetta Piemontese» mercoledì 25 luglio 1877).

Domenica 21 ottobre 1877, verso la Barriera di Nizza, i Carabinieri procedono all’arresto di un giovanotto per qualche infrazione alle leggi di pubblica sicurezza. Scoppia un tafferuglio perché i suoi compagni non vogliono che sia portato in prigione e si oppongono con violenza. I Carabinieri resistono ma uno riceve una sassata alla testa. Questa volta il titolo è «Rivolta ai Carabinieri» e il commento «Ecco come si vuol far rispettare la legge!» («Gazzetta Piemontese», lunedì 22 ottobre 1877).

Assistiamo anche a assurdi vandalismi che ricordano quelli odierni.

Giovedì 24 giugno 1875 tre operai vengono arrestati dalle Guardie di Pubblica Sicurezza della Sezione Borgo Nuovo per aver gettato a terra le tegole di un muro della casa Camusso, alla Barriera di Nizza, per circa due metri di lunghezza («Gazzetta Piemontese», venerdì 25 giugno 1875).

Turbano la quiete pubblica anche certi cantori che ricordano l’ubriaco della canzone “Serenata ciocaton-a” di Gipo Farassino, anche se con esiti meno divertenti per gli ascoltatori e addirittura funesti per i cantori stessi. Nella notte di domenica 30 agosto 1874, alla Barriera di Nizza, quattro giovinastri, invitati dai Carabinieri a non disturbare con i loro canti smoderati la quiete pubblica, si rivoltano e passano a vie di fatto. I Carabinieri per difendersi devono usare il calcio dei moschetti. Dopo un battibecco di alcuni minuti, gli «schiamazzatori» sono arrestati («Gazzetta Piemontese», martedì 1° settembre 1874).   

Fin qui i barabba. Nella prossima chiacchierata vedremo le performances di ladri e banditi di strada.

 

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