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Cronaca Torino

Sgomberato l’Asilo di Torino, pericoloso nucleo dedito all’associazione sovversiva.

«Lo sgombero dell’Asilo č un’operazione esemplare» - ha commentato il Questore di Torino, Francesco Messina».

Questore di Torino, Francesco Messina
15 Febbraio
08:00 2019

Lo sgombero dell’asilo, occupato dal 1995, era scattato all’alba del 7 febbraio e lo stesso Ministro dell’Interno, Matteo Salvini si era espresso in un twitter di compiacimento:

Centro sociale finalmente sgomberato e teppisti in galera. Dalle parole ai fatti.

 

Sebbene lo sgombero del centro sociale anarchico avesse la precedenza su altri problemi della città e fosse stato segnalato come emergente dal Viminale, era sempre ritenuta un’operazione delicata, per il rischio di gravi conseguenze sotto il profilo dell’ordine pubblico. 11, le persone fermate, tutte accusate di promuovere, costituire, organizzare e partecipare a un’associazione sovversiva.

 

Il Questore di Torino, Francesco Messina ha detto: «Lo sgombero dell’asilo è un’operazione esemplare ed importante, sia dal punto di vista investigativo, sia per l’ordine pubblico della città. Il gruppo esercitava un atteggiamento di controllo del territorio e condizionava la vita del borgo.

 

L’Asilo è stato spesso protagonista di proteste violente, di aggressioni alle forze dell’ordine, di blocchi stradali e di cortei improvvisati. Ribadisco ancora una volta che, al di là della necessaria durata di investigazioni rigorose e speciali per accertare gravissime responsabilità, Torino è una realtà dove non esistono aree fuori controllo. Il nostro impegno è stato notevole e continuerà nei giorni a venire.

 

Non temiamo assolutamente azioni di risposta: non ricorriamo all’ uso della forza se non come extrema ratio e stiamo seguendo situazioni di effervescenza. Siamo addestrati e capaci di gestire l’ordine pubblico». 

 

L’ inchiesta parte dal 2018 ed è stata condotta dalla Digos di Torino, coordinata dalla Procura della Repubblica con l’ausilio del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e aveva individuato un’associazione stabile, duratura nel tempo, con ripartizione di compiti e munita di basi logistiche e mezzi. 

 

Tra i fatti violenti, oggetto di contestazione, ci sono l’uso di ordigni esplosivi trovati il 30 aprile e il 9 giugno davanti a bancomat degli uffici postali a Torino.

 

Collegati all’indagine, ci sono 21 attentati incendiari in numerose città d’Italia e allacciati alla campagna contro i CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio), che ebbe inizio nel 2015.

 

Eugenio Bravo, sindacalista del SIULP, uno dei sindacati di polizia più rappresentativi, ha dichiarato: «Fortunatamente in strada c’erano le forze dell’ordine che hanno dimostrato una straordinaria professionalità.

 

Per fermare questi teppisti, però, la professionalità non basta: servono anche leggi che facciano finire in carcere chi distrugge le città».  La giornata di guerriglia di ieri richiede forza anche sul lato del diritto: «Se non si interviene in questa direzione continueremo ad avere agenti feriti a ogni corteo e violenze contro i cittadini.

 

Chi commette questi tipi di reato deve andare in galera».

«Ogni corteo e ogni situazione ha necessità di un approccio diverso - prosegue Bravo -  « L’unica cosa certa è che non si può dire che sgomberare le occupazioni fomenta le violenze. Se palazzi vengono occupati per pianificare eversione e attacchi a forze dell’ordine o contro chi non la pensa come loro, vanno sgomberati». 

 

L’ordine pubblico si può dire che negli ultimi tempi è stato gestito coscienziosamente, con interventi a distanza da parte delle forze dell’ordine, grazie all’impiego di meno cariche e più lacrimogeni, il tutto a tutela dell’incolumità pubblica.

 

immagine: Telecupole

 

 

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