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Scienza e Salute

Eccellenze mediche torinesi: la professoressa Rosella Novi ci parla dell'obesitÓ e dei rischi a questa connessi.

18 Febbraio
12:00 2019

Con il termine di obesità si intende uno stato patologico dell'individuo divenuto  un importante problema di salute pubblica a causa delle sue numerose complicazioni che, se trascurate,  portano ad un aumento della mortalità. L'essere sovrappeso aumenta infatti il rischio di sviluppare condizioni patologiche, quali il diabete, l'ipercolesterolemia, l'ipertensione e l'infarto, l'apnea notturna, il diabete, favorisce la più rapida insorgenza di artrosi ed alcune tipologie di cancro,  per citarne solo alcune. Molte persone sono affette da obesità, una condizione per lo più reversibile, ma che talvolta richiede l'intervento di uno specialista per le opportune indicazioni terapeutiche. Ne parlo con la professoressa Rosella Novi che, dopo  una esperienza quarantennale nel principale ospedale torinese, continua a ricevere i pazienti nel suo studio, aiutandoli a ritrovare la forma fisica ottimale, grazie ad una corretta alimentazione.

"Professoressa, quali sono stati i motivi che hanno indirizzato i suoi studi fino al conseguimento della specializzazione in Endocrinologia?

"Ho sempre amato studiare il meccanismo che anima i vari processi utilizzati dal nostro corpo; un concetto da cui sono rimasta affascinata durante i miei studi è quello da cui apprendiamo  che " ad ogni azione ne corrisponde un altra uguale e contraria "; concetto positivo che,  nel nostro organismo,  ci permette di verificare che, se un processo produce  "qualcosa", il corpo è in grado di produrre "qualcosa"  capace  di bloccare quel processo. Per me, lavorare come Endocrinologa, significa  ricorrere a ragionamenti di tipo speculativo, necessari a valutare la persona che sto visitando, per comprendere a fondo i suoi sintomi.  La mia esperienza si è accresciuta nel tempo, con l'esercizio della mia professione, esercitata per quarant'anni alle Molinette, dove ho ottenuto l'ambulatorio di Endocrinologia e Obesità. Sono in pensione dal 2014, però collaboro ancora con l'Università, poiché sono stata nominata dal Consiglio della Struttura didattica della facoltà di Medicina "Cultore della materia".  Dapprima  ho insegnato Fisiologia della Nutrizione per lunghi anni e tratto ancora oggi la Semeiotica Medica, insegnandola agli  studenti del terzo anno del corso di Medicina nella Facoltà di Torino".

Quali sono i segni che fanno comprendere che una persona sta subendo  un incremento patologico del  peso?

"Le condizioni cliniche vengono definite patologiche, nel momento in cui  si manifestano alcune complicanze fastidiose, oltre che pericolose. Quando la persona riferisce mal di schiena, o gli viene diagnosticato il diabete, significa che soffre già per problemi importanti collegati alla sua condizione di obeso. Per questo motivo la prevenzione assume un ruolo di primaria importanza, deve cominciare rapidamente la terapia per contrastare fin da subito l'incremento del suo peso, prima che si discosti eccessivamente da quello che dovrebbe essere il suo peso ideale,  secondo le tabelle degli specialisti".

"Tutti, indistintamente dobbiamo lavorare molto nella prevenzione, perché prima di arrivare a pesare 100 kg,  si attraversano vari stadi:  da 60 chilogrammi si  arriva a 70, poi a 80 e così via. Bisogna intervenire sulla persona fin dai primi momenti di incremento del peso, e  questo vale molto per le persone giovani che intendono perdere da 5 a 7 chilogrammi in su, prima che questo incremento del peso peggiori ulteriormente.

Ci può dare qualche consiglio da offrire alle mamme?

"Consiglio innanzitutto di non sottovalutare mai il problema e, soprattutto, di non rimuoverlo; si rischia di dimenticarlo temporaneamente.  Non bisogna mai dirsi "comincio la dieta da lunedì". L'essere umano non è strutturato per rifiutare il cibo, in particolare quando se lo trova davanti: è di importanza fondamentale non ripetersi a mo' di alibi: " oggi mangio, poi domani starò più leggero". E' necessario cercare di essere un po'   "aristocratici", quando ci si trova davanti ad  un buon piatto. Dobbiamo riabituarci a mangiare lentamente, prendere gusto nel piluccare, senza buttarsi sul cibo con avidità, lanciarsi a capofitto su quello che abbiamo davanti a noi".

"Un elemento da non sottovalutare, e che aiuta moltissimo nella prevenzione dell'ingrassamento patologico, è quello di muoversi il più possibile;  il movimento aiuta in moltissime patologie contro il cancro, contro l'ictus, l'infarto e i disturbi circolatori in genere,  ed è un valido supporto aiuta per mantenere un ottimo peso. Il cancro aumenta terribilmente nei soggetti sovrappeso; si può generalizzare affermando che una persona obesa perde all'incirca 15 anni di vita. Un dato che, da solo, dovrebbe far riflettere e convincerci della bontà di un sano stile di vita"

Si sente sovente parlare della tiroide, quale responsabile di incremento di peso patologici, se mal funzionante: cosa ci dice al riguardo?  

"E' una precisazione importante, ne parlo volentieri: è necessario sfatare il concetto che non è la tiroide disfunzionante la causa dell'obesità, se non che in una piccola parte; anche in questo caso, con gli opportuni accorgimenti, sottoponendoci ad una valutazione della funzionalità tiroidea, possiamo agevolmente evitare il pericolo del sovrappeso, con tutti i risvolti negativi, sul piano psicologico, che questo comporta.

Si riferisce al senso di colpa provato da chi eccede a tavola?

Certo, infatti è molto importante attenuare quella sorta di rimorso provato dalla persona sovrappeso, facendogli comprendere che la sua condizione dipende anche dalla sua costituzione genetica poiché, chi tende a introdurre più cibo del necessario,  lo fa perché i suoi enzimi, il cervello e tutto il suo organismo lo portano ad esagerare nell'alimentazione. Compito dell'endocrinologo è quello di aiutarlo a mangiare meglio, attenuando il suo malessere interiore, facendo si che non si senta in colpa per il suo sovrappeso, seguendo le indicazioni dello specialista con grande serenità".

Quindi la nostra mente riveste un ruolo assai importante nell'obesità

"Un ruolo di rilievo perché se noi, da soli o ben supportati, rinforziamo la nostra forza d'animo e ci educhiamo a combattere e dominare gli stimoli che ci portano a mangiare di continuo,  possiamo affrontare con maggiori possibilità di successo il percorso che condurrà  ad un ottimo risultato. L'auto-convincimento, ll rinforzo della propria volontà sono momenti significativi per raggiungere l'agognata perdita di peso; per questo motivo ho approfondito la tematica dell'ipnosi, applicata alla terapia delle persone sovrappeso,  per tre anni con il dottor Nagar che, tutt'ora, è impegnato ad utilizzare tale metodica per aiutare i pazienti".

Quale è il suo atteggiamento di fronte a pazienti che, nonostante il suo impegno, faticano a seguire le sue indicazioni?

"Sono un ottimista nata, seguo molte persone che dimagriscono, che perdono peso e sono contente dei risultati ottenuti, ma  sono ancor più gratificata da quelli che, di fronte ad un primo insuccesso, non demordono anche perché talvolta stimolati da me in maniera un po' più decisa, raggiungono, sia pure con un po' più di fatica, il risultato che si attendevano ed è per questo motivo che  continuo  a esercitare con passione. Proprio in questi giorni alla domanda di una collega, mia coetanea: "Ma non sei stanca di lavorare, non ti sei ancora stufata? " la mia risposta, senza un attimo di esitazione, è stata: "Tutt'altro! Continuo con gran piacere la mia esperienza professionale visti i buoni risultati, anche se il campo è insidioso, non proprio facilissimo e mi obbliga a sfide continue".

 

 

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