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Cronaca

L’EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS - Francesco Rossa: Immigrazione. Sin dove arriva il pietismo peloso!

Metodo abbietto per spaventare o sensibilizzare?

17 Febbraio
09:00 2019

Da qualche giorno non si parla più d’immigrazione o di barconi alla deriva, forse perché le elezioni d’Abruzzo e le polemiche contro l’ottusità dei grillini nei confronti di TAV e grandi opere hanno lasciato il segno e messo a tacere i perdenti.

Ma all’inizio del mese, il terzomondismo peloso di casa nostra è arrivato al punto d’escogitare un metodo crudele per colpire la pietas popolare.

A San Paolo, comune in provincia di Brescia, qualcuno ha pensato di “sensibilizzare” la cittadinanza sul problema degli immigrati affiggendo, davanti alla chiesa e alla scuola, decine di finti necrologi di bambini e giovani. Il sindaco non ha gradito la goliardata, spiegando che «parecchi cittadini, dato che i cognomi erano di San Paolo, si sono anche spaventati»

I primi giorni di febbraio gli abitanti di San Paolo, in provincia di Brescia, si sono spaventati ed hanno fatto gli scongiuri. In tanti hanno trovato il loro cognome stampato  su manifesti funebri.

Si è così scoperto che alcuni buontemponi (se così vogliamo definirli) hanno pensato bene di “sensibilizzare” la cittadinanza sul problema degli immigrati affiggendo, davanti alla chiesa e alla scuola, decine di finti necrologi di bambini e giovani.

 

E, orribile a dirsi, usando i cognomi più diffusi in zona per maggiormente impressionare il lettore e creare panico tra la popolazione.

Commettendo, anche, qualche strafalcione, come in questo poster rigorosamente bordato di nero: «Tiziano Piovani, anni 27, morta annegata».

 

Così che non si capisce se il de cuius di cui si annuncia la tragica dipartita sia maschio o femmina. Poi: «Addolorati NESSUNO ne danno il triste annuncio», con «nessuno» tutto maiuscolo per vieppiù drammatizzare l’evento fake. E pazienza per l’italiano. Segue: «I funerali si svolgeranno nel MAR MEDITERRANEO (sic), Lunedì 4 febbraio alle ore 15,00 nella Chiesa di S. Maria del Mare». Luogo e data: «San Paolo, 2 febbraio 2019».

 

In fondo (dulcis semper in fundo) la citazione evangelica: «Ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito (Mt, 25-43)». Cosa c’entri la seconda parte del versetto non si sa, ma tant’è. Rimane il dubbio se i funerali si svolgono nel Mar Mediterraneo o nella Chiesa di S. Maria del Mare.

 

A sinistra, in alto, una croce, sotto la quale c’è la Madonna (ma potrebbe essere anche la Fata Turchina), mani giunte, visto malinconico e stella incombente sulla testa. A destra, in alto, la foto di un corpo che galleggia e che potrebbe essere un cadavere o un bagnante che fa il «morto» vestito.

 

Pare che sarà la magistratura a occuparsi del caso: «Di questo gesto è stato informato chi di dovere» (ha aggiunto il sindaco Giancarla Zernini).

Degna di nota, tuttavia, è la location prescelta per l’affissione dei fake mortuary: la chiesa e la scuola. Non il municipio, non la via principale, non la caserma dei carabinieri, non la procura.

 

E allora da qui la domanda: a che serve sensibilizzare quelli che sono già sensibilizzati di per sé? La scuola, infatti, è il tempio del politically correct, il clero ha da un pezzo messo l’immigrazionismo senza se e senza ma in cima ai principi non negoziabili. O addirittura al posto dei suddetti principi.

Dal momento che quello che deve «andare retro» (copyright «Famiglia Cristiana») è Salvini, perché, dunque, non piazzare i poster menagramo davanti alla sede locale della Lega?

 

Invece, ecco che gli abitanti di San Paolo si sono fatti venire uno  stranguglione a vedere il proprio nome, o magari quello del nipotino, listato a lutto. Certo, questo gesto di alto valore civile e morale (come magari finirà per classificarlo il magistrato, sempre che non abbia deciso di archiviare) sarà costato un po’ caro. Le pompe funebri costano, infatti, e pure la tipografia, giacché non si è trattato di un poster replicabile in molte copie, bensì di avvisi funebri uno diverso dall’altro.

Qualcuno potrebbe confinare  la goliardia tra le prodezze carnevalesche.

 

Resta la bocca amara nel constatare il grottesco cinismo che anima tante “anime buone” . Sin dove si spingeranno coloro che vivevano pasciuti con sussidi governativi che hanno consentito per anni, ai tutor degli immigrati di vivere nel lusso?

C’è materia per riflettere sul cinismo e la cattiveria umana.

Ai poster l’ardua sentenza.

 

 

 

 Francesco Rossa – Presidente Onorario

 

 

 

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