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Politica Internazionale

Vox alla conquista della Spagna. Ecco il programma dei sovranisti.

18 Febbraio
08:00 2019

 

La Spagna si prepara alle elezioni del 28 aprile. E Vox, il partito sovranista che ha cavalcato l’onda di protesta contro il governo Sanchez, vuole confermare quanto ottenuto in Andalusia. Accreditandosi come terza forza di una possibile coalizione di centrodestra composta da Ciudadanos e Partido Popular.

 

La strategia di Abascal

Il leader del partito sovranista, Santiago Abascal, ha iniziato da tempo la campagna elettorale. E la manifestazione di Madrid, che ha visto decine di migliaia di persone invadere Plaza de Colón, è stato l’esempio più eclatante di questa sfida per entrare in parlamento. Convocando una manifestazione non per Vox, ma richiamando l’unità della Spagna contro i movimenti secessionisti, Abascal non solo ha saputo accreditarsi come leader di un partito del tutto costituzionale, ma anche anticipare e costringere gli altri partiti di opposizione a seguirlo.

In questo modo, ha saputo trasformare il suo partito non solo nel contenitore dell’estrema destra, ma anche in un partito perfettamente inserito nell’agone politico e in un futuro parlamento. Evitando quindi i rischi di una marginalizzazione dovuta ai toni estremamente duri che utilizza il movimento.

Slogan duri e sfida al politicamente corretto

 

Toni duri come quelli che caratterizzeranno la campagna elettorale appena aperta. E di cui la manifestazione di Madrid, che ha anticipato la caduta del governo Sanchez, è stato l’inizio ufficiale. Toni duri che Vox non ha certo intenzione di abbassare. Anche perché il suo interesse è esattamente quello di costruire una narrazione che lo porti a essere il partito di riferimento del sovranismo spagnolo.

Come avvenuto in altri Paesi d’Europa in cui l’onda sovranista ha conquistato il dibattito elettorale imponendosi come principale forza d’opposizione o di governo.

 

Vox punta a questo.

E Abascal, per conquistare consensi, ha prima di tutto voluto dare un colpo molto netto al politicamente corretto, imperante in Spagna come in larga parte del mondo occidentale. Ed è anche per questo che la campagna elettorale si preannuncia unica nella storia democratica di Spagna. Perché per la prima volta c’è un partito di successo che utilizza narrativa, temi e slogan di rottura rispetto a quanto avvenuto nei decenni di monarchia costituzionale.

 

Ed è un metodo che sta premiando, perché i numeri sono dalla sua parte. A giugno 2016, quando la Spagna si è recata alle urne per l’ultima volta, il partito dell’ultradestra iberica si è presentato alle elezioni ottenendo un risultato a dir poco misero: uno 0,2% che a molti parve essere l’immagine di un partito destinato al fallimento. Ma da quel momento, il partito non ha mai smesso di fare una campagna martellante. E oggi, non solo hanno ottenuto un ottimo risultato in Andalusia, ma i sondaggi li danno già all’11% su scala nazionale. Da un partito di nicchia rischiano quindi di diventare elemento necessario per governare.

 

Il programma di Vox

La ricetta con cui si presenta alle urne è un mix di nazionalismo di stampo conservatore – profondamente radicato nella Spagna profonda – e slogan di chiara matrice sovranista 2.0.

Vox unisce il passato e il futuro della destra spagnola. Nel suo programma, convivono le vecchie vestigia di un passato che la Spagna ha tentato di dimenticare, la Spagna cattolica, tradizionalista e fortemente unionista, e le istanze del sovranismo europeo e internazionale di questi mesi, in particolare sulla lotta all’immigrazione clandestina. Elemento chiave per le elezioni del 28 aprile, dal momento che la Spagna, con la chiusura della rotta Libia-Italia, è diventata il maggior Paese d’approdo per i migranti provenienti dall’Africa.

 

Lotta agli indipendentismi

Sul fronte dei vari indipendentismi, il partito di Abascal presenta una proposta durissima.

Basta leggere i primi due punti del programma elettorale per capire l’importanza che viene data a questo tema dal partito sovranista.

Al primo punto si legge: “Sospensione dell’autonomia catalana fino alla totale sconfitta del golpismo e alla ‘purificazione’ delle responsabilità civili e penali”. In riferimento a quanto avvenuto in Catalogna e al processo ai leader secessionisti.

Al punto 2, la proposta è: “Messa al bando di partiti, associazioni o Ong che perseguono la distruzione dell’unità territoriale della nazione e della sua sovranità”.

Sono i primi due punti del programma. Prima dell’economia, della sicurezza o della politica internazionale. E questo fa capire meglio di qualsiasi altro discorso su cosa si incentrerà la campagna di Vox.

 

Lotta all’immigrazione clandestina

Dopo la difesa della sovranità nazionale, il programma di Vox spazia all’immigrazione clandestina. Altro elemento essenziale per comprendere le prossime elezioni. Vox vuole, al primo punto del suo programma, il ricollocamento di tutti gli immigrati clandestini nei loro Paesi di origine e di quelli entrati legalmente ma che hanno subito una condanna penale.

Inoltre, sempre secondo il programma, il partito di Abascal vuole imporre un forte giro di vite sulle Ong impegnate nel Mediterraneo e “terminare l’effetto chiamata”.

Cosa intende Vox con questo punto? Lo spiega subito dopo: “Qualsiasi immigrato che sia entrato illegalmente in Spagna non potrà, per tutta la vita, regolarizzare la propria situazione e quindi ricevere qualsiasi tipo di aiuto dall’amministrazione”.

Infine, Vox ha nel suo programma la costruzione di “un muro invalicabile a Ceuta e Melilla“.

Un muro non solo fisico ma anche giuridico, visto che l’intenzione di Abascal è quella di fornire la polizia di tutti i mezzi tecnici e legali per difendere e avere il pieno controllo delle frontiere con il Marocco, in questi mesi oggetto di veri e propri assalti.

 

Islam

Nel programma elettorale di Vox c’è inoltre una larga parte di proposte dedicata all’islam, radicale e non. Per prima cosa, il partito chiede la chiusura di tutte le moschee fondamentaliste e l’espulsione degli imam che predicano il fondamentalismo religioso, il disprezzo per le donne o il jihad. Giro di vite anche sul finanziamento alle moschee da parte di Paesi terzi in territorio spagnolo. Un elemento fondamentale, visto che in questi mesi sono cresciuti i centri di culto finanziati da monarchie del Golfo o dal altri Paesi a maggioranza musulmana.

 

Europa

Per quanto riguarda l’Unione europea, Vox non si presenta come un partito profondamente euroscettico. Ma prender dichiaratamente ispirazione dal Gruppo Visegrad, come scritto nello stesso programma elettorale. Il partito di Abascal chiede la sospensione di Schengen “fino a quando non ci sarà una garanzia europea che i criminali non lo useranno per fuggire dalla giustizia (come hanno fatto i separatisti), né le mafie approfitteranno dell’immigrazione clandestina per introdurre persone” si legge nel programma.

 

Inoltre, Vox intende promuovere “un nuovo trattato europeo a Bruxelles, secondo le linee difese dai paesi del gruppo di Visegrad in termini di confini, sovranità nazionale e rispetto dei valori della cultura europea”. Un segno inequivocabile del fatto che in futuro, se il partito dovesse entrare a far parte anche della maggioranza di governo, la Spagna non sarà più il terzo Paese dell’asse franco-tedesco. Ma uno Stato molto più vicino agli avversari dell’attuale modello di un’Unione europea. E un mese dopo, sarà il turno delle europee.

 

occhidellaguerra.it

 

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