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Cronaca

Claviere (TO) il SIAP denuncia le condizioni operative nelle quale gli agenti di polizia controllano il movimento degli immigrati al confine con la Francia

Per evitare lo sconfinamento della polizia francese, i nostri agenti sono costretti a stazionare all’addiaccio. Una nota della segreteria provinciale del Sindacato Italiano appartenenti Polizia.

SIAP Segretario generale Pietro Di Lorenzo
19 Febbraio
08:00 2019

Situazione al limite dell’inverosimile si è determinata da qualche mese a Claviere, al confine con la Francia.

Come i lettori ricorderanno gli agenti di polizia francese si erano più volte introdotti nel territorio italiano con inseguimenti di clandestini e controlli impropri. Così il Prefetto di Torino aveva disposto un presidio mobile della polizia Italiana sulla strada statale, al limite del confine politico.

Servizio che si snoda nelle 24 ore, senza ripari per gli agenti ed in condizioni climatiche ed ambientali proibitive. Da qui la presa di posizione del Siap.”Porteremo ovunque l nostra protesta” che riportiamo.

“Come noto, ci precisa il segretario generale del SIAP , Di Lorenzo, già ad ottobre non appena iniziato il servizio, avevamo constatato personalmente le condizioni logistiche connesse al servizio continuativo di ordine pubblico a Claviere sulla linea di confine tra Italia e Francia.

Avevamo già spiegato che  il luogo di servizio è posto a circa 1780 metri s.l.m. sul ciglio della strada statale, a circa 10 metri dalla segnaletica di confine con la Francia, in un piccolo slargo capiente appena a consentire la sosta delle due auto della Polizia in cui stazionano i colleghi della Questura e del Commissariato di Bardonecchia.

Intorno non c’è nulla: l’unico locale, bar ristorante, dista circa 500 metri direzione centro paese ed è aperto dalla 7,30 alle 20 circa.

Il più vicino posto di Polizia, il Commissariato di Bardonecchia, dista circa 30 Km montani e, pertanto, non c’è nessuna possibilità di utilizzare servizi igienici dalle 20 alle 7,30 del mattino e nessuna ipotesi di fruire anche solo di un caffè. Il nulla assoluto!

Come riparo, prosegue Di Lorenzo,  per i colleghi e come ricovero momentaneo per i cittadini stranieri, accompagnati dalla polizia francese, viene utilizzato un gabbiotto in legno munito di tettoia ma aperto sui lati, avente misura 6 metri per 3, posizionato nello medesimo slargo di cui sopra ed il cui scopo è il deposito dei 4 cassonetti della spazzatura differenziata, che per metà ne occupano lo spazio, di pertinenza dell’adiacente comprensorio abitativo.

E’ di tutta evidenza che, superata l’emergenza dei primi giorni causata dall’eccezionalità dell’evento e dal battage mediatico, occorreva approntare urgentemente le misure necessarie a garantire le migliori condizioni possibili al personale operante.

Per il Siap era opportuno valutare la riapertura e l’utilizzo dei locali in precedenza adibiti a Polizia di Frontiera ma, con senso della realtà, comprendiamo che incertezza sulla durata del servizio, costi necessari al ripristino dei locali e tempi di realizzazione non si coniugano con l’urgenza di assicurare ora, e non tra diversi mesi, assistenza logistica al personale impiegato.

Abbiamo allora chiesto con urgenza l’allocazione di un modulo abitativo, analogo a quelli posizionati nel cantiere Tav di Chiomonte, munito di riscaldamento e bagni o, in estremo subordine, di un camper attrezzato per la fruizione dei servizi igienici e la somministrazione di bevande calde. 

Niente di tutto ciò è avvenuto ed ora siamo stanchi. Stanchi si sopperire alle carenze legislative, stanchi di affrontare problemi di politica transnazionale, stanchi di essere trattati come numeri privi di dignità. E’ di ieri la comunicazione della impossibilità di alloggio in loco per il personale della Questura e del reparto Mobile obbligandolo, secondo l’Amministrazione, a turni di servizio di 12 ore per espletare ogni singolo turno in giornata partendo e tornando a Torino (200 Km da percorrere). PER INCISO IL SIAP SI E’ OPPOSTO ALLA CONCESSIONE DI UNA DEROGA AGLI ORARI DI SERVIZIO rispendendo all’Amministrazione la responsabilità dell’organizzazione dei servizi che sia rispettosa dei diritti sanciti dall’ANQ.

Abbiamo quindi lanciato un appello alla politica affinché si occupi di noi trovando le soluzioni che la nostra Amministrazione non vuole o non sa trovare e, in attesa che altri interlocutori rispondano, ringraziamo i parlamentari di Fratelli d’Italia per la concreta vicinanza e l’impegno ad affrontare la questione nelle aule di Montecitorio.”

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