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Cronaca Torino

FESTIVAL ESPRESSIONISMO a Torino dal 22 febbraio al 29 marzo

Concerti, proiezioni, spettacoli musicali e incontri di approfondimento.

21 Febbraio
09:30 2019

Prenderà il via venerdì 22 febbraio il Festival Espressionismo, l’omaggio della Città di Torino al movimento artistico che, a partire dai primi anni del XX secolo, influenzò tutti i linguaggi artistici, a cominciare dalla pittura e dalla musica. Promosso dalla Città e da Sistema Musica, l’associazione che riunisce diversi enti musicali di Torino, questo Festival rappresenta il quarto capitolo di un percorso multidisciplinare nato nel 2016 da un’idea di Gastón Fournier-Facio.

La manifestazione in programma dal 22 febbraio al 29 marzo conferma - come per le passate rassegne monografiche di successo dedicate a Vivaldi, Casella e Strauss - la sinergia tra alcune delle principali realtà culturali torinesi (e non solo) coinvolgendo una ventina di istituzioni: l’Accademia Stefano Tempia di Torino; l’Accademia di Musica di Pinerolo; Arianna per la musica; le associazioni ABNUT, Antidogma Musica, Baretti e Concertante Progetto Arte&Musica; le Biblioteche Civiche Torinesi; la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino; il Centro Studi sul Teatro Musicale; il Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ di Torino, la De Sono Associazione per la Musica; il Goethe-Institut Turin; InPoetica - Festival trasversale delle arti di Alba; l’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte; il Museo Nazionale del Cinema; l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai; l’Orchestra da Camera ‘Giovanni Battista Polledro’; l’Orchestra Filarmonica di Torino; il Teatro Regio e l’Unione Musicale.

L’edizione 2019, come le precedenti, presenta un palinsesto che, raggruppando in modo organico i molti appuntamenti, dà vita a un cartellone monografico di concerti, proiezioni, spettacoli musicali e incontri di approfondimento, molti dei quali a ingresso libero. Sono diversi i compositori che hanno dato il loro contributo alla poetica espressionista, in Germania e nel resto d’Europa.

 In musica tutto è partito dalla “seconda Scuola di Vienna”, con Schönberg, Berg e Webern, presenti nel Festival con numerosi brani liederistici e strumentali. Oltre ai concerti, il programma prevede anche una retrospettiva dedicata al cinema tedesco degli anni Dieci e Venti – che testimonia le tappe fondamentali nello sviluppo dell’estetica e del linguaggio del mezzo, allora agli albori, con il superamento del naturalismo delle origini attraverso l’irrealismo del décor e della recitazione – e alcuni incontri che si focalizzano sul rapporto dell’arte musicale con quella figurativa e con la poesia, oltre a evidenziare il contributo italiano all’Espressionismo.

Tutto il Festival sarà accompagnato in maniera originale da una pagina Facebook curata dal Centro Studi sul Teatro Musicale dell’Università degli Studi di Torino.

L’inaugurazione sarà venerdì 22 febbraio, alle 20.30, con il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Aziz Shokhakimov che prevede l’esecuzione di Pelleas und Melisande di Schönberg. L’opera, pur essendo ancora considerata un lavoro dall’estetica tardoromantica, rappresenta già, in modo assai più che embrionale, la nascita del rivoluzionario linguaggio musicale che porterà ai capolavori dell’Espressionismo. Il programma del concerto, realizzato nell’ambito della serie Rai NuovaMusica, contempla anche Verwandlung III di Wolfgang Rihm e il Concerto per flauto e orchestra di Goffredo Petrassi, solista Giampaolo Pretto.

Sabato 23 febbraio, alle 16, nella Sala 3 del Cinema Massimo sarà proiettato ‘Il gabinetto del dottor Caligari’ (Germania, 1919 - 80’), regia di Robert Wiene. Il giorno successivo, domenica 24 febbraio, sempre alle 16 e nella stessa sala si potrà vedere ‘Nosferatu il vampiro’ (Germania, 1921 - 106’), regia di Friedrich Wilhelm Murnau. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati dal Museo Nazionale del Cinema in collaborazione e con il sostegno del Goethe-Institut Turin.

Venerdì 29 marzo, alle 20.30, il Teatro Regio presenterà il concerto ‘Viaggio in orchestra’ diretto da Andrea Albertin. L’Espressionismo in musica ebbe tra i suoi ambiti di ricerca privilegiati il colore del suono, in un’ideale sinestesia con l’arte pittorica. Una ricerca, quella timbrica, che interessa il linguaggio musicale prima e dopo la seconda Scuola di Vienna, dal gigante Wagner (rappresentato dal Preludio dei Maestri cantori di Norimberga) a Bartók, che con il suo Concerto per orchestra mette in risalto tutti gli strumenti.

 

Tutte le informazioni delle giornate.su www.comune.torino.it/festivalespressionismo

 

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